https://i.mmo.cm/is/image/mmoimg/mw-product-max/maschera-neutra-viso-uomo--mw-135479-1.jpgNella vita spesso ci chiediamo: "Chi sono?" Ma anche: "Da dove vengo? Perché sono qui? Perché esisto? Qual è il mio scopo qui?" E ancora: tu, voi, sapete chi sono io? Mi conoscete?"
Grandi domande. Sono le grandi domande dell'essere umano. Ma le risposte... non ce le abbiamo. Non ce le ha nessuno. Ed è inutile sforzarsi di trovarle. Non sono alla nostra portata.
Ecco, in questo ci può venire in aiuto, perlomeno per indagarle, per quanto possibile, il teatro. O meglio, la maschera.
"Dammi una maschera, coprimi il volto e scoprirai chi sono".
È possibile indagare sulla risposta a queste domande, ma non solo, indossando una maschera, partendo da due prospettive o visioni. La mia, quella interiore, forse la più oscura, la più intricata, fatta di strade primarie, ma anche secondarie, terziarie, intersecate tra di loro, una con l'altra e di meccanismi complessi, protetti da altri meccanismi e sistemi ancora più complessi e così via... Chissà fino a dove... E fino a quando. E sicuramente, per questo, anche la più difficile da scalfire e da penetrare, per riuscire ad osservare e comprendere ciò che si nasconde dentro. E poi la prospettiva e la visione degli altri, cioè quella di chi ti guarda da fuori e che probabilmente ti conosce ancora meno, ma fondamentale, perché appunto ti può dare, osservandoti mentre ti muovi con la maschera indosso, un punto di vista diverso, alternativo, nuovo. Quel punto di vista che parte appunto da una prospettiva diversa. Quella di una persona estranea che ti guarda con il volto coperto, muto, quindi sconosciuto oppure la prospettiva di una persona che già ti conosce e quindi conosce anche il tuo volto, ma che in quel momento viene meno perché celato dietro un altro di volto. Un volto senza caratteristiche facciali particolari, identificabili in qualcosa di familiare, di conosciuto, senza espressione, senza emozioni, assolutamente privo di ciò che un volto umano ha e possiede per definizione.
Ma entrambe queste persone, conosciute o sconosciute che siano, sono costrette ad osservarti e decifrare ciò che fai e ciò che vuoi comunicare loro in modo limitato, soltanto attraverso i movimenti del tuo corpo attraverso ciò che esso, magari senza riflettere, vuol dire loro. Oppure al contrario, cioè contrariamente a quanto verrebbe spontaneo pensare, proprio grazie a tale limitazione, essendo il nostro volto coperto e impossibilitato ad esprimersi, possiamo essere liberi di far parlare il nostro corpo e sono libere le persone che ci guardano, di osservarci veramente, grazie alla maschera, nella nostra "disinibizione", nella nostra libertà di esprimerci.
White Cosmos