venerdì 5 giugno 2026

Silenzi

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Ancora non una reazione.
Ancora silenzio. 
Ancora quella confusione assordante che mi invade la testa, ancora pensieri...rumori e giorni.
Giorni che passano come anni in attesa di qualcosa che probabilmente non arriverà mai.
Ancora messaggi senza risposta, ancora tempo speso a cercarla nei posti più disparati. 
Boh...forse dovrei smettere di cercare, dovrei smettere di aspettare, dovrei girare pagina...ma in ogni pagina bianca in basso a destra, così come il numerino, c'è la sua iniziale....nonostante le reazioni a vuoto, nonostante io sia l'unico ad attendere.
Nonostante quegli assordanti silenzi che mi lacerano dentro. 
Ancora non una reazione. 
Ancora sono io l'unico ad attendere.
Ancora con la speranza che un giorno forse si accorgerà di me.

PuffyNonPiangere

mercatino dell' usato




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È da un paio di giorni che sto andando per i mercatini dell’usato di Roma. 
Per il momento ho visitato solamente 2 negozi dell’usato: quello a Gregorio VII e quello a Talenti. 
Mi aspettavo di trovare cose più interessanti e rare e costose ma la mia ricerca ha condotto a risultati non adeguati. 
Ci dovrebbero essere una 10 ina di mercatini sparsi per Roma. Ecco mi piacerebbe andarci, magari nei prossimi giorni. Ah, non ho detto quale categoria vado a trovare nei negozi. Io sono un’appassionati di videogames e quindi cerco loro… 
Il problema di questi mercatini rispetto a qualche anno fa è che hanno imparato a mettere il giusto prezzo a ogni gioco e consol. Loro cercano i prezzi su ebay o su subito.it o Vinted. Quindi fare l’affare del giorno sfuma… 
Nel frattempo io mi diverto a fare la compravendita dell’usato su Vinted… 
Ieri ho caricato circa 20 titoli di varie consol. 
Adesso aspettiamo e speriamo. 
I titoli che vanno di più sono come sempre i Pokemon e le carte dei pokemon… 
La prossima volta vi dirò come è andata, un saluto dal vostro caro e affettuoso professore Oak!!!

                                                                                                                                              Professore Oak

TERRA E LIBERTA'

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Un inglese iscritto al Partito Comunista si unisce ai miliziani contro il fascismo di Franco. Il regista Loach affronta un tema tabù per la cinematografia spagnola: in precedenza c’era stato solo  Ay, Carmela!  di Carlos Saura mentre, fra gli stranieri, possiamo ricordare pellicole come  La Guerra è Finita  di Resnais e gli adattamenti dei romanzi di Hemingway. Il film di forte impegno civile e politico, spesso accompagnato da un tema sentimentale, vicino al realismo del documentario e lontano dal formalismo, ha uno spirito partigiano che gli permette di essere allo stesso tempo appassionato e appassionante. Si schiera nettamente con i miliziani del “Poum” trotzkista, potenziali artefici di una rivoluzione che fu tradita dallo stesso partito comunista filo-stalinista, colpevole oltretutto di aver acceso liti interne che spezzarono il fronte anti-fascista. Raramente, al cinema, la guerra è stata vista così da vicino e con tale dote nel restituire il fervore in battaglia mosso da un ideale. Loach, per una volta, abbandona il presente e sceglie un fondamentale momento storico (facendo un po’ di confusione fra “Partido obrero de unificaciòn marxista” e “Confederacion nacional del trabajo”) quale simbolo della lotta per la libertà e la terra, una guerra in cui confluirono giovani volontari da varie parti del mondo. In un passaggio iniziale la sceneggiatura di Jim Allen collega presente e passato, per insegnare alle nuove generazioni l’importanza della memoria, del socialismo, della lotta contro i totalitarismi e, soprattutto, della potenza motrice dell’ideale nel singolo; mentre sembrano deleteri il compromesso, il complotto, l’inganno, il cinismo. Loach è infervorato e senza titubanze ideologiche, se non nella scena della riunione nella neo-costituita “Casa del popolo”, in cui ci si chiede se sia più importante la teoria o la pratica fattibile, la moderazione o la rivoluzione comunista totale, immediata: è una sequenza presa ad esempio della dialettica che deve esistere nel rispetto delle opinioni contrastanti.


Blue Jacket

venerdì 29 maggio 2026

Animali in scena


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La sera dello scorso 27 maggio io, insieme ad uno dei gruppi di teatro in cui sto, mi sono esibito nella rappresentazione di una famosa opera di George Orwell: "La fattoria degli animali". Essa è un romanzo del 1945 che critica la rivoluzione russa e il regime stalinista. Noi, con la nostra compagnia teatrale guidata sapientemente e pazientemente dai nostri due maestri, R. e F., lo abbiamo preso e trasposto in forma di testo / opera teatrale, quindi interpretandolo ma cercando allo stesso tempo di mantenere il suo carattere narrativo di appartenenza. Alla fine quindi, ciò che il nostro pubblico ha visto a teatro è stata una rappresentazione allegorica, in parte recitata, ed in parte narrata, che ha riportato agli occhi e alle orecchie degli spettatori, un tema critico, purtroppo assai molto ricorrente, anzi direi appartenente in modo peculiare all'essere umano: "Il potere logora e manipola chi lo detiene. Anche se hai passato un'intera vita senza di esso, quando l'opportunità di averlo si presenta davanti a te, allora tutto può succedere".

Il percorso preparatorio è durato circa 7 mesi, ha avuto inizio lo scorso autunno ed è culminato con lo spettacolo del 27 maggio al Teatro de L'Ascolto di Roma. Teatro piccolo ma molto carino ed accogliente. 

Non è stato per niente facile riuscire a realizzare uno spettacolo teatrale di questo tipo, molto fisico e solo in parte parlato, partendo da un testo in forma di romanzo, non pensato dall'autore per essere portato in scena a teatro. Il lavoro di riconversione è stato fatto tutto dal nostro regista R. e dal nostro sceneggiatore F. A noi è toccata l'azione e la preparazione a livello fisico. Eh sì, perché ognuno di noi, sempre presente sul palcoscenico insieme a tutti gli altri, ha dovuto trasformarsi e sentirsi uno degli animali della fattoria. Lavoro assai complicato per alcuni, se non addirittura per tutti. Questo testo è stato scelto per noi proprio per il fatto che, a parte me e forse un'altra persona, che eravamo già abbastanza abituati a queste modalità di azione fisica ed allenati (a me personalmente piace moltissimo questo tipo di lavoro), tutti gli altri avevano in partenza molta difficoltà e deficienza a livello di movimento ed utilizzo del proprio corpo nello spazio. 

A me è stato assegnato un doppio ruolo: quello del Signor Jones, il capo della fattoria, il quale tratta malissimo gli animali per farli lavorare di più, il quale non aveva alcuna remora nell'utilizzare frusta e maniere brute ogni qualvolta fosse servito. Successivamente quello del cavallo Gondrano, l'animale più forte della fattoria, dotato di possenti muscoli e sempre pronto a lavorare più degli altri, disposto anche a fare ad scudo per gli altri animali contro gli uomini cattivi. La fine che ho fatto? Un cavallo trasformato nel corpo di un essere fragilissimo neanche più in grado di muoversi e portato al macello in una macelleria equina. Gli animali, unitisi e rivoltatisi contro gli uomini, cacciano questi ultimi dalla fattoria, ne prendono il controllo dichiarando: "Tutti gli animali sono uguali". Ma alla fine così non sarà... I tre maiali che hanno capeggiato la rivolta, Palla di Neve, Clarinetto e Napoleon, una volta trovato il potere, lo sentono, lo desiderano, lo assumono ed esso si impadronisce di loro.

I maiali diventano tiranni, esattamente e più degli uomini che li hanno preceduti...


White Cosmos

Mannaggia alla pigrizia


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Moltissime persone purtroppo hanno un vero e proprio blocco. Questo lo posso constatare ogni giorno, ogni volta che parlo con qualcuno di sport, di movimento, ascoltando quello che dicono. È un'amara constatazione. Una vera e propria epidemia.

Sto parlando della pigrizia anzi, dell'avversione nei confronti delle attività fisiche. Sì, esattamente! Ho parlato al plurale perché potremmo realmente scegliere fra tante, quella che ci aggrada di più, che ci può interessare di più rispetto alle altre o magari, inizialmente, potremmo optare per quella più adatta, più consona al nostro punto di partenza, cioè alla nostra condizione fisica iniziale. Purtroppo però questo si fa finta di non vedere, per evitare il "problema" della fatica. Chi non ha mai praticato o praticato poca attività fisica nella sua vita, può essere tendenzialmente pigro ma secondo me questa pigrizia può anche nascondere appunto, il timore della fatica, del sudore, della resistenza. Questo, capisco, spaventa. Non si vuole affrontare tutto ciò. Ed è dura convincere, sbloccare, le persone che partono da questa condizione. Ci vuole anche però uno stimolo. Bisogna darsi un obiettivo preciso, un qualcosa da raggiungere e realisticamente ottenere. Magari chi è già uno sportivo, una persona già allenata e dotata del giusto entusiasmo, la quale conosce anche la materia, può sicuramente, anzi, deve essere brava ad accompagnare il "pigro", il "restio", verso questa transizione. Esso deve essere bravo a dare giusti consigli e suggerimenti e a far comprendere quali potrebbero essere ad esempio, alcuni obiettivi possibili. E di obiettivi possibili ce ne sono tanti.

Io personalmente, essendo uno sportivo, posso fare l'esempio di alcuni dei miei obiettivi, quelli che anni fa, quando ho iniziato ad allenarmi con i pesi e a fare attività fisica in generale, mi sono posto. 

Beh, il principale ovviamente, era quello di mettere su muscoli. E direi che, bene o male, lo ho raggiunto. Al secondo posto ho messo la questione donne. Come tutti gli uomini voglio piacere alle donne, voglio essere fisicamente attraente. Credo di aver raggiunto anche questo di obiettivo.

Due semplici esempi. Ognuno poi ha i suoi, naturalmente. Ma il punto centrale secondo me, per sbloccarsi e iniziare a fare qualcosa, sta proprio qui: avere degli obiettivi da raggiungere. Vedrete che poi, superato il blocco iniziale, superata la pigrizia e la paura della fatica, tutto risulterà più semplice. Sarà la vostra normalità.

Un ultimo suggerimento che posso dare può essere quello di cominciare con una attività leggera, magari di tipo aerobico, senza pretendere niente di eccessivo da se stessi e inoltre, non in solitaria. Meglio cioè farlo con qualcuno che è già un appassionato o che comunque è già uno sportivo, il quale può servirvi da stimolo per poi, ad un certo punto, continuare da soli, senza più vedere la fatica, lo sforzo, la sofferenza, il sudore, come mostri da evitare. Questi piccoli "mostri" diventeranno i tuoi migliori alleati.


White Cosmos

venerdì 22 maggio 2026

Estate...

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"E alla fine....sono tornato a respirare..." 
E questo per ora è tutto.

Flavietto.P

orme


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Secondo me vi è differenza tra la solitudine di una persona e l' isolamento. La solitudine non è ricercata, se lo è, è per un breve periodo per una pausa di riflessione, di intimità; l' isolamento è ricercato, si evitano delle persone e dei luoghi coscientemente per evitare delle situazioni che potrebbero diventare dannose per sé stessa. Io ho avvertito la solitudine quando è morto mio padre e non mia madre: ho sofferto di più dopo la sua morte. Rispettare ed amare un' altra persona significa donarsi, aprirsi all' altro. Se pensi di essere una persona oggetto allora mi sentirò legata, incapace e inutile, ma se io penso di essere una persona libera, creata pere amore, con una volontà non posso farmi ostacolare da eventuali sensazioni interne ed esterne. Accettare gli altri, l' umanità in genere può significare anche accettazione di me stessa, in quanto a volte io non mi accetto. È nell' altro che incontro, il momento il mio modo di cercare l' altro. Ed è questa la forma per la quale gravo l' altro del peso della mia esistenza. Scrivendo non sento, ascolto e provo la pace. In tale atteggiamento provo che tutte le cose mi sembrano nuove. Scopro la verità nuova. 
                                                                                              Lelle