venerdì 11 settembre 2026

Fantozzi ragionier Ugo... alle prese con l'insonnia e spiritualità!


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Bendormiti e bendormite a tutte e tutti dal vostro creativo Fantozzi ragionier Ugo! Oggi scrivo di un periodo che sto passando, un periodo particolare, un periodo di passaggio, stanno succedendo molte cose dentro di me e non è nemmeno facile metterle su carta! Per prima cosa partiamo dall'insonnia, che poi non è proprio insonnia grave, succede solo che faccio tanta fatica ad addormentarmi, mi addormento molto tardi, verso le 4-5 di mattina o addirittura verso le 8-9. Il sonno si è ridotto, dormo massimo 4-5 ore per notte e al momento questo mi basta, un po' devo dormire e poi dopo mi sento bene, anche se dormo meno di prima! E che faccio nell'attesa, lunga, prima di addormentarmi? Suono! Mi sono ributtato a studiare la musica celeste al pianoforte, e il mio obiettivo è arrivare a suonare come Morgan o almeno avvicinarmi! Poi studio anche la chitarra, ho comprato un libro di accordi per chitarra e lo uso per fare alcuni esercizi, poi faccio un po' di canzoni usando la formalità a quattro dita con l'accordatura normale mi la re sol si mi e ho risolto anche un mio vecchio dilemma, cioè quale sia l'accordatura giusta per fare la musica operaia celeste, ed è l'accordatura a quarte, la chitarra a quarte, accordata mi la re sol do fa! Quindi faccio un po' di canzoni con la chitarra accordata normalmente e con la chitarra a quarte, tutte e due accordate a 432 hertz! Poi ho iniziato a fare degli esperimenti pure con il basso acustico, accordato pure questo con il la a 432 hertz! Forse sarete a conoscenza della teoria "complottista" secondo la quale l'accordatura standard degli strumenti è a 440 hertz e questo è stato deciso negli anni '30 dai nazisti, che possedevano conoscenze esoteriche e sapevano delle proprietà della musica a 432 hertz! Poi di notte gioco a poker, navigo su tik tok, riempio tik tok con i miei video musicali e becco un po' di like e qualche raro iscritto al canale giulio.arca! Comunque per l'insonnia sto prendendo il lexotan a dosi alte, adesso 15 gocce al giorno, ma non mi fa quasi niente, anche perché credo di aver intuito la vera causa della mia insonnia, e si chiama risveglio spirituale! Si sta manifestando in me lo spirito, la settima dimensione, che è la mia vera dimensione e il mio vero modo di essere, un po' come Ken Shiro, l'uomo dalle sette stelle di Hokuto! Comunque di notte vedo anche video di Vannacci e adesso c'è anche l'Afd, e devo dire che sono un po' preoccupato e mi sento molto messo sotto pressione. Ma perché le persone sono così smaniose di distruggere il mondo? È l'unica casa che abbiamo!


Fantozzi ragionier Ugo

Quasi orfano

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 In Quasi orfano la famiglia è al centro della trama mettendone a fuoco i pregi e i difetti. Nel film di Umberto Carteni,  Riccardo Scamarcio  e  Vittoria Puccini  sono Valentino e Costanza. Marito e moglie, vivono a Milano e hanno fondato un famosissimo brand nel mondo del design. Valentino, di origine pugliese, ha progressivamente tagliato i ponti con la sua famiglia, al punto di dichiararsi orfano e cambiare cognome. La famiglia di Valentino, colorita e numerosa, tenta di riallacciare i contatti presentandosi all’improvviso a Milano. Pregiudizi, conflitti familiari e romanticismo. Questi sono i tre ingredienti che rendono Quasi orfano un film dignitoso che entra nel panorama delle commedie italiane. I pregiudizi riguardano tutti i personaggi: i membri della famiglia Tarocco, provenienti dalla Puglia, e la famiglia di Costanza. Un argomento significativo del film è la differenza nel ritratto che viene fatto del nord e del sud Italia. Nessuna esclusione di colpi, poiché vengono descritti pregi e difetti da una parte e dall’altra. Milano, la grande città del nord Italia, così caotica ma funzionante allo stesso tempo. La città per eccellenza che come diceva Pasolini schiaccia l’uomo e lo limita. Dall’altra parte Monopoli, nella periferia della Puglia, disorganizzata ma colorata. Ricca di bellezza, aperta e immutabile. Così il contrasto centro-periferia si rispecchia nelle caratteristiche dei personaggi. Valerio, nel film, ne incarna perfettamente i pregi e difetti. In questo caso, il personaggio di  Riccardo Scamarcio  è scisso tra questi due mondi. Vive in un mondo patinato, dove le persone che lo circondano hanno più timore che affetto per lui. Invece, Costanza rappresenta in tutta la sua alterità i pregiudizi sul nord Italia. Il personaggio interpretato da  Vittoria Puccini  subisce, forse, il cambiamento più totale alla fine del film. Quando il suo arco narrativo inizia lei è già intrappolata in un matrimonio infelice, un padre opprimente e un lavoro insoddisfacente. Il film vive di contrasti, non solo geografici, ma anche sentimentali. Da una parte la  famiglia Tarocco accoglie Costanza come una figlia, dall’altra invece il personaggio di Bebo Storti incarna tutta la glacialità del manager milanese. In  Quasi orfano  si da spazio ai sentimenti e ai romanticismi che sono propri della natura della famiglia Tarocco. Proprio l’aspetto romantico e sentimentale è stato quello che maggiormente è stato esplorato in Quasi orfano, piuttosto che nel film originale francese. Ancora una volta, la famiglia il bene più prezioso. Così il personaggio della Schiano riesce a smuovere dal torpore Costanza che si immedesima per un momento in una donna del sud, pronta a fare a cazzotti per gelosia. Riesce anche in un certo senso a colmare quel vuoto della figura materna per il personaggio della Puccini. Come una fata turchina riesce a mettere tutto in ordine. Così Valerio  prende la decisione che gli cambierà la vita e anche Costanza, per amore, lo seguirà. Non c’è più spazio per i conflitti e i pregiudizi, quello che conta è solo l’Amore.


Blue Jacket

Armonia e caos

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Che bella l'estate!!!!! Il sole, il mare, le teste che si perdono dietro i volti di dolci persone. Si, che bella l'estate...il poter togliere finalmente quel velo nero da davanti agli occhi...e tornare a respirare. E tornare a parlare con gente, socializzare, come se non fossi più tu. Come se scattasse un interruttore. Peccato che sia arrivata un po' tardi. All'incirca a metà agosto. E tempo un paio di mesi ci andiamo a fare un'altra passeggiata all'inferno. O forse telefono e gli dico che per quest'anno salto. Anche se non si può saltare....è inevitabile...scendi ti fai il tuo giretto con Dante e dopo ritorni su....sul come ritorni su c'è un po' da discutere....ma ora pensiamo a lei: la protagonista indiscussa...l'estateeeeee!!!! Che bella l'estate!!! Le manie, il buio che si fa meno buio....riesco a fare tante cose e vedere persone con lei....che bella l'estateeeee!!!!!

PuffyNonPiangere

venerdì 4 settembre 2026

il Ponte Flaminio


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Il Ponte Flaminio fu progettatto e costruito durante il ventennio fascista tra il 1938 e il 1951 come accesso settentrionale alla città di Roma verso la via Flaminia e Cassia ed è lungo 254,94 metri e largo 27 metri. Il ponte collega la via Flaminia rispettivamente Roma a Rimini passando per la valle del Tevere e la via Cassia che unisce Roma alla Toscana e all' Italia Nord-Occidentale. Si ispira ad una architettura di grandiosità scenografica  con colonne di marmo bianco, lampioni 4 aquile, 4 lupe capitoline; e quali elementi classici dimostrano la potenza e la continuità della città di Roma. La lupa è il simbolo della formazione di Roma, dell' allattamento di Romolo e Remo per celebrare i fasti dell' impero Romano. L' aquila è il simbolo della potenza militare e la grandezza dell' antica Roma riemulata dalla propaganda del regime fascista. Come simbolo imperiale è l' emblema sacro delle legioni del potere di Roma. Tale ponte nasce come esigenza di costruire uno nuovo più ampio e moderno rispetto a ponte Milvio. Fu opera dell' architetto Armando Brasini e inizialmente fu chiamato "Ponte XXVIII ottobre" in memoria della marcia su Roma e dopo la liberazione  "Ponte della Libertà" e solo nel 1961 fu denominato "Ponte Flaminio" . Ogni volta che transito sul Ponte passo dai fasti dell' antica Roma alle visioni futuriste e razionali del novecento. Il passato fà da fondamento al futuro e nel presente il Ponte è come una porta temporale e sitilistica, di proiezione nel passato e nel futuro. In modo da accogliere "proteggendolo il viaggiatore quando entra a Roma da nord attraverso le vie consolari e di chi esce da Roma a Nord.

Il ponte fu sfondo a opere cinematografiche quali la dolce vita di Federico Fellini e caro diario di Nanni Moretti.

Lelle


Arco

 


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L' arco, detto in latino Arcus, o ianus, in architettura è un elemento strutturale a forma curva che si appoggia su due piedritti ed è sospeso quasi sempre su uno spazio vuoto. L'arco è costituito normalmente da conci, cioè da pietre tagliate, o da laterizio, i cui giunti sono disposti in maniera radiale verso un centro virtuale, per cui i conci si rastremano attraverso una forma trapezoidale e vengono detti cunei. Se i conci dell' arco sono invece rettangolari hanno bisogno di essere uniti da malta che riempia gli interstizi in forma cuneale. L' antico arco a conci tuttavia non aveva bisogno di malta, stando perfettamente in piedi anche a secco, grazie alle spinte di contrasto che si annullano tra concio e concio. Si dice che l' arco sia stato inventato dai Romani per rimpiazzare una ordinaria colonna o piedistallo come una base per statue o insegne onorarie. Nel tempo l' arco stesso divenne talvolta più importante di ciò che supportava. L' arco non è solo un ampio monumento, ma anche un elemento strutturale dell' architettura, di cui i romani fecero ampio uso nell' edificazione, con forma curva e base quadrata o rettangolare ed è traversato da una o due o tre vie di passaggio, dette fornici, cioè aperture arcuate caratteristiche degli archi trionfali romani. A volte l' arco romano era percorso oltre che dalla via trasversale anche da una via longitudinale, come ad esempio l' arco di Giano. Per costruire un arco si ricorreva tradizionalmente a una particolare impalcatura lignea, chiamata centina. Essa doveva sostenere l' arco fino a che, completato, poteva reggersi da solo. Tuttavia i romani realizzavano anche centine di terra, soprattutto quando si costruivano le costruzioni di edifici complessi che si ripetevano più volte. Venivano formati grandi cumuli di terra che, in superficie, venivano regolarizzati con assi di legno o con della paglia, sulla cui superficie concava venivano allettati i conci della volta fino al completamento del sesto, e, in seguito, si rimuoveva la terra da sotto la volta. Il cuneo fondamentale che chiude l' arco e mette in atto le spinte di contrasto è quello centrale: la chiave di volta. La chiave di volta è una pietra lavorata a rastremo per adempiere a funzioni strutturali, posta al vertice di un arco o di una volta, a chiudere la serie degli altri elementi costruttivi disposti uno a fianco dell'altro. Gli Etruschi furono gli inventori della chiave di volta e fu infatti il primo popolo del Mar Mediterraneo che usò l'arco nelle costruzioni. I romani, abilissimi nel copiare le altrui tecniche in qualsiasi campo, appresero immediatamente quest' arte, che permise loro di edificare ponti, acquedotti, archi trionfali e strutture più complesse come il Colosseo.

Blue Jacket

venerdì 28 agosto 2026

Pokemon Platino

L’altro giorno, sono andato a porta di roma per rimediare e comprare un new Nintendo ds xl per giocare a un vecchio videogame…
Mi sono organizzato con un ragazzo su subito.it per lo scambio.
Il giorno dopo invece mi sono visto con un altro per comprare il famosissimo pokemon platino.
Pokemon platino è un gioco pokemon di quarta generazione, spin off di pokemon perla e diamante. Uscito nel 2009, per Nintendo ds (dual screen) è un gioco classico a turni. Il gioco parla di un ragazzino di 10 anni che parte per l’avventura più cool di tutte, diventare un allenatore pokemon per eccellenza e sconfiggere tutti i capopalestra sparsi per la città di sinnoh e sconfiggere infine i super quattro, gli allenatori della lega pokemon, per poi diventare l’allenatore più forte di tutti.
Il gioco nonostante sia del 2009, è sempre un titolo molto ricercato per i collezionisti… diciamo che è un sempreverde.
Il bello del gioco è che puoi personalizzare la tua squadra come tu voglia, cambiando pokemon o mosse, avendo un certo senso combinazioni infinite. In più con la torre lotta che mette a dura prova la tua abilità di allenatore, il divertimento è assicurato.
La torre lotta è una sfida di 10 allenatori uno dopo l’altra finché non perdi. Ogni volta che vinci vai al successivo.
Un’altra cosa bella dei pokemon è che ogni pokemon che catturi ha una natura diversa, e dei punti e EVs diversi. Questi ne modificano le statistiche del pokemon.
Insomma pokemon platino è una pietra miliare sia per i nuovi allenatore che amano riaffacciarsi al vecchio pokemon in 2d/3d e per i vecchi.
Voto 9/10






Prof. Oak

Alla ricerca del latte...



https://c8.alamy.com/compit/2h1kf73/l-uomo-che-brucia-ha-cosparso-di-crema-solare-un-uomo-bruciato-al-sole-con-pelle-rossa-in-un-cappello-bianco-panama-e-pantaloncini-neri-e-in-profondita-ginocchio-in-acqua-contro-il-2h1kf73.jpg
La crisi del latte Dieci agosto 2026 un uomo gira per la periferia alla ricerca del latte. Per favore avete del latte con FP 50? No ci dispiace , ma non lo abbiamo, però abbiamo, e intanto l'uomo già era uscito in fretta, per andare alla ricerca del latte. Prova in tutti i supermercati di zona e poi passa alle farmacie, quelle aperte naturalmente, alcune erano chiuse per ferie, e poi come ultima spiaggia va dal cinese. Entra in un negozio cinese e gli chiede: " avete del latte FP 50? Certo lo trovi alla tua destra!! Ed infatti era lì il latte con fattore protettivo 50. Meno male!! Dopo tre ore l'avevo trovato! Finalmente!! La mia pelle era salva!! Non potevo andare in piscina senza latte solare. Evviva i negozi cinesi. Comunque quattro supermercati e tre farmacie e l' unica cosa trovata è stata una confezione di crema protettiva per il viso da 75 ml a soli 16€. Adsolina e Guglielmina che dire? Ieri l' ho provata la crema per il viso ed è veramente una schif..... una meraviglia mai vista, infatti nessuno l' ha mai visto, mai.... 
 Nonno Elpho