venerdì 18 settembre 2026

La farfalla e la svista




Nell'immaginario comune, la farfalla è uno dei simboli universali di trasformazione, rinascita e bellezza. La sua transizione da bruco a creatura alata la rende l'emblema perfetto del cambiamento profondo e della crescita personale. Rappresenta la capacità di superare i momenti difficili per uscirne rinnovati, cambiati e migliori. Addirittura nella cultura greca rappresenta l'anima umana che si libera dal corpo fisico per elevarsi verso il cielo ( la parola psyche indica sia l'anima sia la farfalla). E inoltre volando di fiore in fiore, incarna l'invito a prendere la vita con più leggerezza, a lasciare andare i pesi e a godersi il momento presente, poiché la vita delle farfalle è molto breve, ( e rappresenta pure la donna dai comportamenti "leggeri" che vola di fiore in fiore come una farfalla). E per non farci mancare nulla nella psicologia moderna, la farfalla simboleggia la trasformazione della mente, la guarigione interiore e la liberazione da vecchi schemi mentali. E poi c'è l' effetto farfalla..., etc, etc. Bene!! Ma perché il vostro nonnino vi parla di farfalle e del loro significato? E già!! Perché l'altro giorno ho commesso una svista madornale ed ho inviato il messaggio di buona notte per la mia dolce metà, una farfalla con una scritta etc,( potete ammirarla sopra l' articolo testé scritto), non è un amore? Stavo dicendo? Ah sì! Che invece di mandarlo alla mia dolce metà, l'ho inviato ad un' altra persona. E già!! E non indonvinerete mai chi è l' altra persona!!!(Il ragionier Ugo Fantozzi! E già!! Stttttt, silenzio per carità!! Non ditelo a nessuno!!! 
 Nonno Elpho

Nessuna reazione



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E niente. Nessuna reazione. 
Ancora. Il caos sta prevaricando su quel breve periodo di armonia stabilita. 
Quell'assordante silenzio si sta portando via quel breve periodo di armonia stabilita. 
E allora mi inizio a domandare che senso abbia tutto questo. Tutto questo cercare, attendere, sperare. 
Più si fa palese l'idea che lei non tornerà mai più e più forte è la speranza. Un controsenso no? Ma l'amore, quello vero, è anche questo. È contraddizione, è giustificare certe scelte, certi comportamenti. Che non sono da giustificare. 
In fondo nella realtà dei fatti è na s*****a senza mezzi termini. 
Ma i miei occhi non la vedono così. Glieli vorrei dare i miei occhi, per farla vedere davanti allo specchio la mattina, come la vedo io. 
Magari le farebbero cambiare idea. 
O magari no. 
O magari rimarrebbe tutto invariato, così in sospeso tra la luce ed il buio, tra la notte più nera e un caldissimo e acceso giorno di luglio, tra il sonno e la veglia, tra il silenzio ed il caos.
 Già. Il caos. 
Il più forte assordante, silenzioso caos che io abbia mai sentito.......

PuffyNonPiangere

Apotete o me ne infischio




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C'era, c'è sempre stato, e forse sempre ci sarà un bambino diverso dagli altri, un bambino malato, problematico. Questo bambino cosa faceva? Stava sempre da solo?? E quando era insieme agli altri bambini? Cosa faceva? comportava male? Non si sa!! Perché la storia di tale bambino nessuno l' ha mai scritta, forse si è persa nel tempo, nell' impotenza, nell' incapacità, nell' impossibilità, o più semplicemente perché nessuno se ne è mai interessato!! Forse perché era uno di troppo!! Troppo malato, troppo disabile, troppo straniero, troppo!! Eppure e purtroppo "buttiamo" miliardi di dollari per studiare e sperimentare nuovi "Super virus" che non esistono e non esisteranno mai, se non li creiamo noi stessi con le nostre dispendiose ricerche. Eppure e purtroppo facciamo altrettanto per mandare dei ("Vecchi Plutocrati") a fare un giretto nello spazio, Eppure ... ma i bambini? Per i bambini che dicono tutti: "sono il nostro futuro"!! Che facciamo? Li buttiamo nell' Apotete? No! Non possiamo farlo! Purtroppo la fossa del monte Taigeto (detta Apotete), è stata bombardata e non esiste più. Ma non preoccupatevi si troverà sempre il tempo, e le risorse per scavare un'altra fossa, anzi tante altre fosse. P. S. La fossa del monte Taigeto( detta Apotete), da cui si narra gli Spartani gettassero "i bambini difettosi", sembra sia solo una "fake news" (diceria messa in giro da Plutarco). Infatti gli archeologi hanno effettuato degli scavi nel luogo dove si trova la fossa, e non hanno trovato ossa di bambini (almeno finora).

 Nonno Elpho



venerdì 11 settembre 2026

Fantozzi ragionier Ugo... alle prese con l'insonnia e spiritualità!


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Bendormiti e bendormite a tutte e tutti dal vostro creativo Fantozzi ragionier Ugo! Oggi scrivo di un periodo che sto passando, un periodo particolare, un periodo di passaggio, stanno succedendo molte cose dentro di me e non è nemmeno facile metterle su carta! Per prima cosa partiamo dall'insonnia, che poi non è proprio insonnia grave, succede solo che faccio tanta fatica ad addormentarmi, mi addormento molto tardi, verso le 4-5 di mattina o addirittura verso le 8-9. Il sonno si è ridotto, dormo massimo 4-5 ore per notte e al momento questo mi basta, un po' devo dormire e poi dopo mi sento bene, anche se dormo meno di prima! E che faccio nell'attesa, lunga, prima di addormentarmi? Suono! Mi sono ributtato a studiare la musica celeste al pianoforte, e il mio obiettivo è arrivare a suonare come Morgan o almeno avvicinarmi! Poi studio anche la chitarra, ho comprato un libro di accordi per chitarra e lo uso per fare alcuni esercizi, poi faccio un po' di canzoni usando la formalità a quattro dita con l'accordatura normale mi la re sol si mi e ho risolto anche un mio vecchio dilemma, cioè quale sia l'accordatura giusta per fare la musica operaia celeste, ed è l'accordatura a quarte, la chitarra a quarte, accordata mi la re sol do fa! Quindi faccio un po' di canzoni con la chitarra accordata normalmente e con la chitarra a quarte, tutte e due accordate a 432 hertz! Poi ho iniziato a fare degli esperimenti pure con il basso acustico, accordato pure questo con il la a 432 hertz! Forse sarete a conoscenza della teoria "complottista" secondo la quale l'accordatura standard degli strumenti è a 440 hertz e questo è stato deciso negli anni '30 dai nazisti, che possedevano conoscenze esoteriche e sapevano delle proprietà della musica a 432 hertz! Poi di notte gioco a poker, navigo su tik tok, riempio tik tok con i miei video musicali e becco un po' di like e qualche raro iscritto al canale giulio.arca! Comunque per l'insonnia sto prendendo il lexotan a dosi alte, adesso 15 gocce al giorno, ma non mi fa quasi niente, anche perché credo di aver intuito la vera causa della mia insonnia, e si chiama risveglio spirituale! Si sta manifestando in me lo spirito, la settima dimensione, che è la mia vera dimensione e il mio vero modo di essere, un po' come Ken Shiro, l'uomo dalle sette stelle di Hokuto! Comunque di notte vedo anche video di Vannacci e adesso c'è anche l'Afd, e devo dire che sono un po' preoccupato e mi sento molto messo sotto pressione. Ma perché le persone sono così smaniose di distruggere il mondo? È l'unica casa che abbiamo!


Fantozzi ragionier Ugo

Quasi orfano

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 In Quasi orfano la famiglia è al centro della trama mettendone a fuoco i pregi e i difetti. Nel film di Umberto Carteni,  Riccardo Scamarcio  e  Vittoria Puccini  sono Valentino e Costanza. Marito e moglie, vivono a Milano e hanno fondato un famosissimo brand nel mondo del design. Valentino, di origine pugliese, ha progressivamente tagliato i ponti con la sua famiglia, al punto di dichiararsi orfano e cambiare cognome. La famiglia di Valentino, colorita e numerosa, tenta di riallacciare i contatti presentandosi all’improvviso a Milano. Pregiudizi, conflitti familiari e romanticismo. Questi sono i tre ingredienti che rendono Quasi orfano un film dignitoso che entra nel panorama delle commedie italiane. I pregiudizi riguardano tutti i personaggi: i membri della famiglia Tarocco, provenienti dalla Puglia, e la famiglia di Costanza. Un argomento significativo del film è la differenza nel ritratto che viene fatto del nord e del sud Italia. Nessuna esclusione di colpi, poiché vengono descritti pregi e difetti da una parte e dall’altra. Milano, la grande città del nord Italia, così caotica ma funzionante allo stesso tempo. La città per eccellenza che come diceva Pasolini schiaccia l’uomo e lo limita. Dall’altra parte Monopoli, nella periferia della Puglia, disorganizzata ma colorata. Ricca di bellezza, aperta e immutabile. Così il contrasto centro-periferia si rispecchia nelle caratteristiche dei personaggi. Valerio, nel film, ne incarna perfettamente i pregi e difetti. In questo caso, il personaggio di  Riccardo Scamarcio  è scisso tra questi due mondi. Vive in un mondo patinato, dove le persone che lo circondano hanno più timore che affetto per lui. Invece, Costanza rappresenta in tutta la sua alterità i pregiudizi sul nord Italia. Il personaggio interpretato da  Vittoria Puccini  subisce, forse, il cambiamento più totale alla fine del film. Quando il suo arco narrativo inizia lei è già intrappolata in un matrimonio infelice, un padre opprimente e un lavoro insoddisfacente. Il film vive di contrasti, non solo geografici, ma anche sentimentali. Da una parte la  famiglia Tarocco accoglie Costanza come una figlia, dall’altra invece il personaggio di Bebo Storti incarna tutta la glacialità del manager milanese. In  Quasi orfano  si da spazio ai sentimenti e ai romanticismi che sono propri della natura della famiglia Tarocco. Proprio l’aspetto romantico e sentimentale è stato quello che maggiormente è stato esplorato in Quasi orfano, piuttosto che nel film originale francese. Ancora una volta, la famiglia il bene più prezioso. Così il personaggio della Schiano riesce a smuovere dal torpore Costanza che si immedesima per un momento in una donna del sud, pronta a fare a cazzotti per gelosia. Riesce anche in un certo senso a colmare quel vuoto della figura materna per il personaggio della Puccini. Come una fata turchina riesce a mettere tutto in ordine. Così Valerio  prende la decisione che gli cambierà la vita e anche Costanza, per amore, lo seguirà. Non c’è più spazio per i conflitti e i pregiudizi, quello che conta è solo l’Amore.


Blue Jacket

Armonia e caos

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Che bella l'estate!!!!! Il sole, il mare, le teste che si perdono dietro i volti di dolci persone. Si, che bella l'estate...il poter togliere finalmente quel velo nero da davanti agli occhi...e tornare a respirare. E tornare a parlare con gente, socializzare, come se non fossi più tu. Come se scattasse un interruttore. Peccato che sia arrivata un po' tardi. All'incirca a metà agosto. E tempo un paio di mesi ci andiamo a fare un'altra passeggiata all'inferno. O forse telefono e gli dico che per quest'anno salto. Anche se non si può saltare....è inevitabile...scendi ti fai il tuo giretto con Dante e dopo ritorni su....sul come ritorni su c'è un po' da discutere....ma ora pensiamo a lei: la protagonista indiscussa...l'estateeeeee!!!! Che bella l'estate!!! Le manie, il buio che si fa meno buio....riesco a fare tante cose e vedere persone con lei....che bella l'estateeeee!!!!!

PuffyNonPiangere

venerdì 4 settembre 2026

il Ponte Flaminio


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Il Ponte Flaminio fu progettatto e costruito durante il ventennio fascista tra il 1938 e il 1951 come accesso settentrionale alla città di Roma verso la via Flaminia e Cassia ed è lungo 254,94 metri e largo 27 metri. Il ponte collega la via Flaminia rispettivamente Roma a Rimini passando per la valle del Tevere e la via Cassia che unisce Roma alla Toscana e all' Italia Nord-Occidentale. Si ispira ad una architettura di grandiosità scenografica  con colonne di marmo bianco, lampioni 4 aquile, 4 lupe capitoline; e quali elementi classici dimostrano la potenza e la continuità della città di Roma. La lupa è il simbolo della formazione di Roma, dell' allattamento di Romolo e Remo per celebrare i fasti dell' impero Romano. L' aquila è il simbolo della potenza militare e la grandezza dell' antica Roma riemulata dalla propaganda del regime fascista. Come simbolo imperiale è l' emblema sacro delle legioni del potere di Roma. Tale ponte nasce come esigenza di costruire uno nuovo più ampio e moderno rispetto a ponte Milvio. Fu opera dell' architetto Armando Brasini e inizialmente fu chiamato "Ponte XXVIII ottobre" in memoria della marcia su Roma e dopo la liberazione  "Ponte della Libertà" e solo nel 1961 fu denominato "Ponte Flaminio" . Ogni volta che transito sul Ponte passo dai fasti dell' antica Roma alle visioni futuriste e razionali del novecento. Il passato fà da fondamento al futuro e nel presente il Ponte è come una porta temporale e sitilistica, di proiezione nel passato e nel futuro. In modo da accogliere "proteggendolo il viaggiatore quando entra a Roma da nord attraverso le vie consolari e di chi esce da Roma a Nord.

Il ponte fu sfondo a opere cinematografiche quali la dolce vita di Federico Fellini e caro diario di Nanni Moretti.

Lelle