venerdì 20 marzo 2026

White Cosmos, l'implacabile e incorreggibile gufatore!


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Bengufati e bengufate a tutte e tutti dal vostro ipergufato Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a darvi conto di una sconfitta, ma che dico una sconfitta, una debacle, ma che dico una debacle, una catastrofe della Roma in Europa League! Siamo riusciti ad uscire dalle coppe non col Real Madrid, non con l'Aston Villa, ma col Bologna! E con questo articolo ho intenzione pure di rivelarvi di chi è la colpa di tutto ciò! Ebbene sì! Proprio così! Non c'è dubbio! La colpa delle recenti sfortune della Roma, dalle mie meticolose ricerche, è da attribuire al terribile atto di gufaggio di White Cosmos, il quale non si accontenta dei soliti gufi, non gli basta salire sui soliti trespoli, ha di recente approfondito le arti gufatorie e ha appreso, da me purtroppo, il potere dei numeri doppi, per lanciare potenti gufate contro i colori giallorossi! Ebbene sì, proprio ieri, alle 20 e 20 in punto, White Cosmos l'implacabile e incorreggibile gufatore, pubblicava tre gufi nella nostra chat poco prima che iniziasse la partita di Europa League della Roma, e poi sappiamo tutti come è andata a finire! È andata a finire che la Roma è uscita dalle coppe europee tra enormi e prolungate sofferenze calcistiche! Ma io dico, cosa passa nella mente di tanti lazialotti gufacchiotti che odiano la Roma molto di più di quanto amano la LaziE? Perché io, per quanto mi sforzi, non riesco a odiare la LaziE, al massimo la sfotto chiamandola per l'appunto LaziE con la E maiuscola finale! Io al massimo sfotto i lazialotti gufacchiotti ma di odiarli non ne ho affatto voglia! Anzi voglio loro quasi bene, metto il quasi per non esagerare! Allora che farò? Che posso fare con un gufatore che si è potenziato quasi come un super Sayan nelle sue arti gufatorie? Posso mettere nella chat un po' di corna, magari alle 10 e 10, alle 12 e 12 etc etc Posso chiedere a qualche maestro massone se sa come si fa a respingere un atto di gufaggio così potenziato da componenti esoteriche! Che mi suggerite di fare? Gli incantesimi no, perché tanto non sono capace! Di iniziare una guerra magica con White Cosmos non ne ho proprio voglia! E poi io sono Fantozzi ragionier Ugo, non sono un mago o uno stregone, posso contrastare il gufaggio con corni napoletani verificati, e se nemmeno questi funzionano, come Fantozzi ragionier Ugo, mi toccherà subire!


Fantozzi ragionier Ugo

A mio padre

Non sono sicura di aver fatto tutto il possibile per te, ma tu non mi chiedevi niente, non mi dicevi niente; mi guardavi e basta. Io non ti domandavo niente, in quei momenti cercavo di leggere dentro te, ma non ci riuscivo o forse non lo volevo. Il mio pensiero andava oltre in abissi di infinita incomprensione. Pensavi a te,alla tua vita a noi e al nostro futuro. Il tuo dolore non era come il mio:il mio dolore era lento, nasceva e cresceva giorno dopo giorno mentre il tuo dolore scorreva impetuoso e muoriva giorno dopo giorno.Adesso non so più chi sei, cosa stai pensando e si ti stai odiando. Ma non odiarti, no non farlo. Non interrogarti di un dolore che neanche può chiamarsi così. Perché il dolore muore con l' inizio di un'altra vita e la fine del tuo dolore è l' inizio della tua felicità, ricordalo. Tua figlia




lelle

Guerra - tutta la verità



Adesso ascolta.

Ho assistito a tante guerre nella mia vita.

Alcune di queste non sono mai terminate.

Ed altre si affrontano nella vita di tutti i giorni.

Hai contato le vittime?

Hai sentito il dolore?

No, non ti è interessato. Prima di sterminare il nuovo popolo, infrangere ogni legge esistenziale...

Non ti è interessato.

A cosa stavi pensando...

Ai tuoi interessi, chiaro.

Beh... hai pensato di essere l'unico che contasse in questo mondo.

Per conquistare un territorio che non potrai nemmeno mai percorrere per intero. Cosa ti rimane in mano, se non un disegno su una cartina geografica?

Ti rimane l'odio della gente.

E tutto il dolore, e tutta la pena e la sofferenza e la morte e il terrore e la distruzione e le macerie ed il sangue e le lacrime.

...di bambini, di animali, di innocenti.

È questo che volevi ottenere? Che senso ha la tua vita, in che modo ti reputi degno di esistere se tutto ciò che porti è il lutto?

Ma tu ti senti superiore.

Ed esattamente in cosa saresti superiore?

Sei superiore ad un medico che ha la conoscenza e lo spirito di sacrificio di salvare vite altrui nonostante rischi di perdere la propria? Sei superiore ad uno di quei soldati che tentano disperatamente di proteggere quel poco che ancora rimane loro nella situazione in cui li hai cacciati? Il tuo coraggio è superiore a quello di una bambina che perde i suoi genitori e cerca di sopravvivere a questo?

Tu non sei superiore...

Ti credi grande... e forte...

Ma non hai nulla dentro che ti permetta di sentirti grande... e la tua forza...

Sappi che non c'è niente di forte in una possibilità mal riposta di schiacciare vite di persone che nonostante tutto resistono. Sì... resistono. A te.

E poi ti guarderai allo specchio e ti rimarrà un giorno di vita o te ne rimarranno due. E vedrai che non hai fatto niente con quella ricchezza sottratta a quelle vittime. Che non hai camminato per tutto il tuo territorio conquistato e che nessuno ti avrà glorificato. Sarai condannato ad essere dimenticato da chi si mostrava leale con l'inganno. Odiato.

E ti renderai conto che tutta la tua vita è stata una menzogna a te stesso.

Una menzogna che non ti ha fatto vivere bene.

E tutto quel sangue versato è stato inutile.

Pensaci.
                                                                 
                                                                SIMMACO

Polvere di farfalla




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D'un tratto si stagliò sopra di me sul prato verde mentre osservavo disteso il mondo, felice e sonnolento, fra l'azzurro, il bianco e l'ambra del tramonto e i cinguettii lontani.

Mi adombrò la sua figura, ancora contornata dalla flebile luce che piano piano cominciava a darmi l'ultimo saluto di questa giornata mentre il sole scompariva oltre l'orizzonte, sottraendomi dalle ultime, timide carezze di calore. Desideri di un'intera vita, desideri d'amore, di sincerità, che malvagiamente fuggivano.

Le palpebre prima illuminate, si spalancarono in sussulto, il quale subito svanì, cedendo il posto alla vista di un angelo.

L'ombra della sua figura era diventata il candore di un angelo, una ragazza dai capelli turchini, fatta di luce, sconosciuta, ma al tempo stesso mi sembrava di conoscerla da sempre, talmente era bella e dallo sguardo gentile. 

Mille farfalle si fecero subito sentire. Iniziarono ad agitarsi freneticamente, sbattendo le loro ali indomabili da ogni parte, in ogni direzione, incomprensibilmente. Non riuscivo a placarmi. Le farfalle ormai danzavano libere, senza inibizione, senza pudore, con solo tanta voglia di danzare e di sbattere le ali dalla felicità e dall'incredibile emozione che esse stesse sembravano provare, ancor prima di me. Io, non ero più in me. 

Lei oramai non era più un'ombra, ma ricopriva tutta la volta celeste, la illuminava senza lasciar più spazi liberi. Non esisteva più niente oltre a lei. Si era presa tutto... intorno a me. Tutto era lei, lei era tutto, in un'unicità che non avevo mai visto prima. Un'unicità che non poteva appartenere a questo mondo. La sua visione era troppo, troppo, troppo...

E d'improvviso mi ritrovai avvolto nel buio della mia stanza, dolcemente illuminata da un lontano sguardo di luna, ad osservare, a pensare, a sperare, con occhi velati di ingannevole ricordo. 

Tale se ne andò accompagnato da un grande sospiro e per un'ultima volta mi apparve l'immagine confusa di lei, che presto si dissolse in polvere di luce e di colori.

Fu così che, dai miei occhi accecati dalle lacrime, essa mi lasciò per raggiungere la luna...



White Cosmos

venerdì 13 marzo 2026

Alla ricerca della felicità!


https://lasesia.vercelli.it/percorsi-di-crescita-per-bambini-da-0-a-11-anni/2021/06/02/news/bambini-felici-105255/


Il segreto della felicità non è essere felici di per sé, come se fosse un talento innato. Il segreto è una formula, ci stanno proprio degli ingredienti che insieme donano felicità.
Il primo di questi è il più ovvio, avere relazioni sociali. Amicizie e rapporti sono alla base del benessere umano.
Il secondo di questi invece, è avere delle soddisfazioni materiali. Guardare una serie tv, giocare ad un videogioco. Eccetera.
Poi viene il terzo, che è il benessere fisico, farsi una nuotata, un po' di sparring, una giocata a tennis...
Il quarto è stare bene: liberarsi dagli ostacoli come ansie, paure e psicosi. Molti si chiederebbero come si possa fare. Si ottiene semplicemente con la calma ed una volta che le cose attorno a noi iniziano a girare bene. Non gireranno bene da sole, dovete essere voi a buttarvi nelle situazioni, gettarvi nella mischia.
Il quinto, prendersi cura di sé stessi. Meditare, allenarsi, studiare...
Poi il sesto: avere speranza. Questo non è il semplice vaneggiare di qualcosa che non accadrà. Significa concretamente lavorare per costruirsi un futuro sempre migliore. Prendete ad esempio i medici che fanno corsi di aggiornamento e così via.
Il settimo è l'ultimo: vivi sempre nel rispetto di te stesso, nella calma, nell'etica e nel rispetto della comunità. Prendersi cura anche degli altri e non solo di sé stessi vi aiuterà anche personalmente: non si può vivere bene nell'indifferenza o peggio, nell'odio. L'amore verso sé stessi nasce anche dal sociale oltre che dal prendersi cura del proprio io.
Lo sto dicendo perché ultimamente sono molto felice e riesco a comprenderne i motivi. Che questa guida possa aiutare chi ancora si sente dubbioso su come proseguire con la sua vita in maniera ottimale.
                                                   Simmaco

Vorrei....



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Vorrei riuscire a scrivere qualcosa.
 Vorrei riuscire a respirare e sciogliere questo nodo di lana che ho nella testa. 
Vorrei poter ridere per un attimo. O quanto meno riuscire a sorridere. Vorrei smettere di odiarmi per un giorno.
 No, non dico amarmi, non esageriamo. 
Vorrei poter non vedere attraverso quell'ombra nera posata sull'anima. Vorrei poter vivere solo per un attimo senza quell'ombra nera posata sull'anima. 
Vorrei, vorrei...vorrei tante, troppe cose....o magari no. 
M'accontenterei solo di una boccata d'aria, di serenità.....ma forse non è questo il momento.....

PuffyNonPiangere

LAVOREREMO DA GRANDI


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Antonio Albanese con “Lavoreremo da grandi” torna alla commedia dopo Cento
domeniche, raccontando in una sola notte sul lago d’Orta quattro uomini
sconfitti che trasformano fallimenti e paure in un’amara, lucidissima
tragicommedia. Una black comedy rigorosa e malinconica che osserva
l’inettitudine contemporanea, ma solo la possibilità di riconoscersi e sorridere
dell’assurdo. Tre amici Beppe, Umberto e Gigi aspettano Toni per celebrare la sua
scarcerazione. Umberto è un musicista fallito con due matrimoni alle spalle e
l’azienda di famiglia mandata in rovina; Gigi, appena escluso dall’eredità della zia,
vaga alticcio con una parrucca d’altri tempi come silenziosa dichiarazione di
sconfitta; Beppe, idraulico timido e ancora succube di una madre soffocante,
sostiene di non aver mai avuto una relazione. Toni, figlio di Umberto, è brillante
quanto irrequieto, abituato a entrare e uscire di prigione per piccoli reati. Una
compagnia disallineata, chiusa in un microcosmo immobile affacciato sul lago.
Ma qualcosa incrina l’equilibrio precario. Dopo una serata troppo alcolica al bar del
paese, l’auto su cui viaggiano investe qualcuno. Presi dal panico, i quattro
scelgono la fuga e si barricano nella casa di Umberto. Inizia così una notte febbrile
fatta di decisioni sbagliate, colpi di scena, situazioni grottesche e incontri
improbabili, mentre il caos cresce fino a una soluzione tanto inattesa quanto
inevitabile, che si rivelerà solo alle prime luci dell’alba. Il film è ambientato in un
solo arco temporale, dall’imbrunire all’alba, sebbene l’azione avvenga
principalmente di notte e in un solo luogo, una casa che si affaccia sul lago d’Orta.
La vicenda prende avvio dopo una serata bevereccia che degenera in un incidente
sul lungolago, evento che costringe i protagonisti a rifugiarsi nell’abitazione di
Umberto. La loro soluzione a crisi e fallimento sembra solo una, ovvero
procrastinare, non pensare subito al problema, ma rimandare a un altro momento
per risolverlo. La loro rassegnazione non permette loro di evolvere, di fare le cose
subito, reagendo. Albanese mette in scena l’inetto di oggi, che si lamenta sempre,
di tutto, ma non fa nulla per cambiare le cose. Lavoreremo da grandi porta in
scena uomini che non lottano per primeggiare l’uno sull’altro, cercano solo un
modo per andare avanti insieme. Antonio Albanese firma così una commedia
malinconica, il perfetto mix tra la comicità bassa di Cetto La Qualunque e la
drammaticià di Cento Domeniche . Un film che non promette redenzione, ma
suggerisce che, forse, l’unico modo per sopravvivere all’inadeguatezza è riderne
prima che diventi disperazione.

Blue Jacket