venerdì 22 maggio 2026
Estate...
orme
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ROMA
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Roma è un film di Federico Fellini uscito per la prima volta nel 1972. Vincitore di diversi premi, la pellicola racconta la capitale italiana tramite gli occhi e l' esperienza personale del regista. Il film tornerà in onda proprio in questo autunno 2023. Roma ritrae, in una sorta di commedia autobiografica, il rapporto del regista con la città. Protagonista assoluta è appunto Roma, raccontata attraverso nove episodi, ambientati principalmente tra gli anni ’30 e ’40 e gli anni ’70. Il regista restituisce una visione della città attraverso tre macro periodi: la Roma Antica, raccontata attraverso i libri di scuola, in una classe di bambini degli anni ’30 a Rimini; la Roma “vecchia”, ossia durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, vista attraverso gli occhi di un ragazzo appena trasferitosi, affascinato, curioso e anche un po’ intimorito dall’unicità della città; la Roma “contemporanea”, degli inizi degli anni Settanta, a cui sono riservati la maggioranza degli episodi. Precisamente ambientati nel 1971, cinque episodi raccontano Roma attraverso la macchina da presa di Fellini. Insieme alla sua troupe infatti, il regista sta girando un documentario. Partendo dal Grande Raccordo Anulare, percorre gran parte della città, concentrandosi soprattutto nelle zone centrali. Qui il regista presenta uno spaccato ampio di gran parte della popolazione, con le sue peculiarità, che abita Roma e, in un certo senso, la caratterizza. Nel film appaiono solo Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Anna Magnani come attori noti voluti da Fellini, perché rappresentativi di una certa idea di Roma. Gli interventi dei primi due furono successivamente tagliati, mentre Magnani, nella sua ultima apparizione cinematografica, rappresenta una Roma misteriosa, che non si fa svelare. Federico Fellini ha indubbiamente segnato la storia del cinema, firmando diversi capolavori, tra i quali i più conosciuti sono 8 1/2 e La Dolce Vita. Nonostante i suoi film siano spesso considerati complessi, dai significati intrinsechi e non sempre di immediata comprensione, il regista è sicuramente uno dei più conosciuti e apprezzati su scala mondiale. Il suo rapporto con Roma ricorre in quasi tutti i suoi film, fino a renderla protagonista proprio in questa, omonima, pellicola. Qui il regista racconta proprio il suo rapporto con la città e i suoi abitanti. La omaggia in una sorta di documentario che riporta le sue impressioni dal trasferimento, avvenuto durante l’età giovanile, fino a quelle contemporanee all’uscita del film.
Blue Jacket
venerdì 15 maggio 2026
riflessi
Un articolo sulle tante bugie della fisica!
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Benfisicati e benfisicate a tutte e tutti dal vostro scientifico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi intendo parlare di fisica, argomento sul quale non sono ferratissimo, ma ho qualche idea mia, qualche timida ipotesi da proporre. Ho trovato qualche giorno fa su Facebook un articolo fantastico, una perla rara perché purtroppo ormai su questo social impera sovrana la spazzatura. Avevo pensato di sintetizzarlo o di citarlo, ma così facendo perderebbe di efficacia e quindi ve lo riporto per intero. L'articolo è di un certo Satur Cervamesis e si intitola: "Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno!" Aggiungo solo brevemente che già in passato ho scritto qualche articolo che diceva che quello che ci manca è una vera scienza dell'energia, e che io so come convertire la materia in energia, dato che sono equivalenti, come suggerisce la nota formula di Einstein e=mc2!
"Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno!
Questa frase non l'ha detta un complottista su internet. L'ha detta Joseph John Thompson, il fisico che vinto il premio Nobel nel 1906 per aver "scoperto" l'elettrone. È il brindisi ricorrente che faceva al Cavendish Laboratory di Cambridge nei primi anni del 900, quando si riuniva con i colleghi per bere qualcosa dopo il lavoro. Alzava il bicchiere e brindava alla particella che gli aveva dato fama mondiale. Con sarcasmo. La citazione è documentata nei Proceedings of the Royal Institution of Great Britain, volume 35, pagina 251.
Perché il supposto scopritore dell'elettrone brindava alla sua inutilità? Il fisico Fred Dylla del Jefferson National Accelerator Facility, commentando l'aneddoto ammetteva di non sapere se fosse uno scherzo o meno. Ma se leggi i lavori di Thompson prima del Nobel, in particolare "Elettricity and Matter" e "Notes on recent research in Electricity and Magnesism" trovi un uomo che ragionava interamente nei termini dell'etere e delle linee di forza di Micheal Faraday. Sviluppava l'ipotesi dei "Tubi di Faraday" come struttura del campo. Per lui il corpuscolo, come lo chiamava lui, non era una pallina che vola nel vuoto. Era il terminale di un'unità di induzione dielettrica. Il punto dove una tensione del campo finisce e si scarica. Solo dopo il Nobel, nei lavori successivi, il linguaggio cambia e si allinea alla narrativa particellare. Eric Dollard, studiando direttamente quei testi, lo dice senza giri di parole: Thompson era un uomo dell'etere che ha ceduto al conformismo sotto la pressione della fama e del denaro offerti dalla Royal Society. Non era il solo a pensarla così. Oliver Heaviside, uno dei padri fondatori della teoria elettrica moderna, definiva l'idea dell'elettricità come flusso di elettroni una "psicosi". Letteralmente. Una psicosi collettiva. Nikola Tesla rifiutava la teoria atomica e non credeva nell'esistenza dell'elettrone come particella. Charles Proteus Steinmetz, il genio della General Electric, la pensava allo stesso modo. Stiamo parlando degli uomini che hanno dato il 95% dell'attuale teoria elettrica e il 100% della rete a corrente alternata.
E c'è un dettaglio che dovrebbe far riflettere chiunque. Nel 1997, cento anni dopo la scoperta di Thompson, la rivista Physics World pubblicava un numero speciale sull'elettrone e ammetteva candidamente che dopo un secolo i fisici "ancora non comprendono pienamente le proprietà fondamentali dell'elettrone". Cento anni. E non sanno ancora cosa sia. Detto questo, partiamo.
Thompson studiava i tubi catodici e vedeva delle scariche strane. Le chiamava "corpuscoli", non elettroni. Il termine elettrone gliel'appiccicò dopo il fisico irlandese George Johnstone Stoney, e la comunità scientifica lo adottò perché suonava meglio di "corpuscolo". Ma nei suopi scritti originali Thompson considerava il corpuscolo come il terminale di una linea di induzione dielettrica. Non una pallina che vola nel vuoto, ma una scarica di campo. Willam Crookes, che studiava lo stesso fenomeno, parlava di "materia radiante", uno stato a metà tra gas e l'etere. Tesla con le sue scariche ad alta frequenza diceva la stessa cosa: qui non si muovono palline, si muovono onde nel campo. Heaviside la chiamava psicosi. Steinmetz scriveva che la concezione preistorica dell'elettrone come carica statica distrugge l'analogia tra le due componenti del campo elettrico e rende inutilmente complicata la comprensione della realtà.
E adesso ghigliottine.
Ti sei mai chiesto come fa un'onda a viaggiare senza un mezzo? Le onde del mare hanno bisogno dell'acqua. Le onde sonore hanno bisogno dell'aria. Ma le onde luminose secondo questi geni si propagano nel vuoto. Nel niente. Come? Per coprire questa assurdità si sono inventati le fluttuazioni quantistiche del vuoto, le "particelle virtuali". Cioè: il vuoto non è veramente vuoto ma brulica di particelle che appaiono e scompaiono dal nulla. Lo stesso Richard Feynman ammetteva che le particelle virtuali sono un'astrazione, ma non sono mai apparse come input o output di nessun esperimento mai fatto nella storia, e la loro esistenza è quantomeno discutibile.
Ma servono per far tornare le equazioni. Non le trovano da nessuna parte ma ci credono lo stesso perché il foglio di carta dice che devono esserci. E i sacerdoti della quantistica ti dicono con faccia seria che il campo magnetico tra i dipoli è causato dallo "scambio di fotoni virtuali". Misticismo particellare del peggior tipo. Roba che sta sullo stesso scaffale degli unicorni e delle fatine.
Non esiste alcuna massa a riposo dell'elettrone. Quello che misurano è l'impulso elettrostatico, la forza impartita dalla scarica. Prendono un piatto di rame, ci scaricano sopra la carica, misurano la forza dell'impatto e dicono "ecco, questo è il peso dell'elettrone". Ma seguendo questa logica se fai scorrere un milione di volt a 10.000 ampere su una linea di corrente alternata dovresti aumentarne il peso, dato che ci stai aggiungendo elettroni con la loro massa. E invece succede l'esatto contrario: la linea diminuisce di peso. Lo dicono i fondatori dell'ingegneria elettrica, quelli che ci hanno regalato il 100% della rete elettrica mondiale. Ma nessun professore moderno oserebbe mai contraddire i propri libri di testo per andare a rileggere i pionieri.
Massimo Corbucci, fisico italiano, scopre che al centro dell'atomo non c'è il vuoto. C'è quello che lui chiama un "buco pieno di vuoto-quanto-meccanico". Non è un'essenza. È una matrice generativa, un vortice da cui il campo pulsa ritmicamente. E questo buco non è isolato. È collegato a tutti gli altri buchi eterici attraverso il controspazio.
L'effetto tunnel, dove una particella sembra attraversare una barriera impossibile? Non attraversa niente. Si sposta attraverso questi collegamenti nel controspazio che bypassano lo spazio ordinario. Il buco eterico al centro di ogni atomo funziona secondo lo stesso principio. Sono vortici, non vuoti.
Sono pieni di potenziale infinito.
CONTROSPAZIO!
To be continued...
Fantozzi ragionier Ugo
venerdì 8 maggio 2026
Il suono del silenzio
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Crediamo in ciò che possiamo vedere e non vediamo ciò che possiamo credere. Io ho creduto in ciò che ho sentito e ciò che ho sentito non ho visto. Quando ho ascoltato senza voler vedere allora ho sentito:il suono del silenzio. Attraverso ciò che ho ascoltato ho anche visto: l' amore. Lelle
bambini
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I bambini non soffrono, sono come gli angeli in questo. Però guardano e aspettano. Se soffri con il cuore non soffri, se soffri con la mente soffri. I bambini non soffrono con la mente,il dolore è nel loro cuore. I bambini guardano con gli occhi del cuore. Chi soffre guarda con gli occhi della mente. La fede non è cieca, apre gli occhi del cuore e della mente. È cieco chi guarda con gli occhi della mente. È sordo chi non ascolta con gli occhi del cuore. Lelle





