https://www.skuola.net/news_foto/2021/11/elettricita.jpgBenfisicati e benfisicate a tutte e tutti dal vostro scientifico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi intendo parlare di fisica, argomento sul quale non sono ferratissimo, ma ho qualche idea mia, qualche timida ipotesi da proporre. Ho trovato qualche giorno fa su Facebook un articolo fantastico, una perla rara perché purtroppo ormai su questo social impera sovrana la spazzatura. Avevo pensato di sintetizzarlo o di citarlo, ma così facendo perderebbe di efficacia e quindi ve lo riporto per intero. L'articolo è di un certo Satur Cervamesis e si intitola: "Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno!" Aggiungo solo brevemente che già in passato ho scritto qualche articolo che diceva che quello che ci manca è una vera scienza dell'energia, e che io so come convertire la materia in energia, dato che sono equivalenti, come suggerisce la nota formula di Einstein e=mc2!
"Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno!
Questa frase non l'ha detta un complottista su internet. L'ha detta Joseph John Thompson, il fisico che vinto il premio Nobel nel 1906 per aver "scoperto" l'elettrone. È il brindisi ricorrente che faceva al Cavendish Laboratory di Cambridge nei primi anni del 900, quando si riuniva con i colleghi per bere qualcosa dopo il lavoro. Alzava il bicchiere e brindava alla particella che gli aveva dato fama mondiale. Con sarcasmo. La citazione è documentata nei Proceedings of the Royal Institution of Great Britain, volume 35, pagina 251.
Perché il supposto scopritore dell'elettrone brindava alla sua inutilità? Il fisico Fred Dylla del Jefferson National Accelerator Facility, commentando l'aneddoto ammetteva di non sapere se fosse uno scherzo o meno. Ma se leggi i lavori di Thompson prima del Nobel, in particolare "Elettricity and Matter" e "Notes on recent research in Electricity and Magnesism" trovi un uomo che ragionava interamente nei termini dell'etere e delle linee di forza di Micheal Faraday. Sviluppava l'ipotesi dei "Tubi di Faraday" come struttura del campo. Per lui il corpuscolo, come lo chiamava lui, non era una pallina che vola nel vuoto. Era il terminale di un'unità di induzione dielettrica. Il punto dove una tensione del campo finisce e si scarica. Solo dopo il Nobel, nei lavori successivi, il linguaggio cambia e si allinea alla narrativa particellare. Eric Dollard, studiando direttamente quei testi, lo dice senza giri di parole: Thompson era un uomo dell'etere che ha ceduto al conformismo sotto la pressione della fama e del denaro offerti dalla Royal Society. Non era il solo a pensarla così. Oliver Heaviside, uno dei padri fondatori della teoria elettrica moderna, definiva l'idea dell'elettricità come flusso di elettroni una "psicosi". Letteralmente. Una psicosi collettiva. Nikola Tesla rifiutava la teoria atomica e non credeva nell'esistenza dell'elettrone come particella. Charles Proteus Steinmetz, il genio della General Electric, la pensava allo stesso modo. Stiamo parlando degli uomini che hanno dato il 95% dell'attuale teoria elettrica e il 100% della rete a corrente alternata.
E c'è un dettaglio che dovrebbe far riflettere chiunque. Nel 1997, cento anni dopo la scoperta di Thompson, la rivista Physics World pubblicava un numero speciale sull'elettrone e ammetteva candidamente che dopo un secolo i fisici "ancora non comprendono pienamente le proprietà fondamentali dell'elettrone". Cento anni. E non sanno ancora cosa sia. Detto questo, partiamo.
Thompson studiava i tubi catodici e vedeva delle scariche strane. Le chiamava "corpuscoli", non elettroni. Il termine elettrone gliel'appiccicò dopo il fisico irlandese George Johnstone Stoney, e la comunità scientifica lo adottò perché suonava meglio di "corpuscolo". Ma nei suopi scritti originali Thompson considerava il corpuscolo come il terminale di una linea di induzione dielettrica. Non una pallina che vola nel vuoto, ma una scarica di campo. Willam Crookes, che studiava lo stesso fenomeno, parlava di "materia radiante", uno stato a metà tra gas e l'etere. Tesla con le sue scariche ad alta frequenza diceva la stessa cosa: qui non si muovono palline, si muovono onde nel campo. Heaviside la chiamava psicosi. Steinmetz scriveva che la concezione preistorica dell'elettrone come carica statica distrugge l'analogia tra le due componenti del campo elettrico e rende inutilmente complicata la comprensione della realtà.
E adesso ghigliottine.
Ti sei mai chiesto come fa un'onda a viaggiare senza un mezzo? Le onde del mare hanno bisogno dell'acqua. Le onde sonore hanno bisogno dell'aria. Ma le onde luminose secondo questi geni si propagano nel vuoto. Nel niente. Come? Per coprire questa assurdità si sono inventati le fluttuazioni quantistiche del vuoto, le "particelle virtuali". Cioè: il vuoto non è veramente vuoto ma brulica di particelle che appaiono e scompaiono dal nulla. Lo stesso Richard Feynman ammetteva che le particelle virtuali sono un'astrazione, ma non sono mai apparse come input o output di nessun esperimento mai fatto nella storia, e la loro esistenza è quantomeno discutibile.
Ma servono per far tornare le equazioni. Non le trovano da nessuna parte ma ci credono lo stesso perché il foglio di carta dice che devono esserci. E i sacerdoti della quantistica ti dicono con faccia seria che il campo magnetico tra i dipoli è causato dallo "scambio di fotoni virtuali". Misticismo particellare del peggior tipo. Roba che sta sullo stesso scaffale degli unicorni e delle fatine.
Non esiste alcuna massa a riposo dell'elettrone. Quello che misurano è l'impulso elettrostatico, la forza impartita dalla scarica. Prendono un piatto di rame, ci scaricano sopra la carica, misurano la forza dell'impatto e dicono "ecco, questo è il peso dell'elettrone". Ma seguendo questa logica se fai scorrere un milione di volt a 10.000 ampere su una linea di corrente alternata dovresti aumentarne il peso, dato che ci stai aggiungendo elettroni con la loro massa. E invece succede l'esatto contrario: la linea diminuisce di peso. Lo dicono i fondatori dell'ingegneria elettrica, quelli che ci hanno regalato il 100% della rete elettrica mondiale. Ma nessun professore moderno oserebbe mai contraddire i propri libri di testo per andare a rileggere i pionieri.
Massimo Corbucci, fisico italiano, scopre che al centro dell'atomo non c'è il vuoto. C'è quello che lui chiama un "buco pieno di vuoto-quanto-meccanico". Non è un'essenza. È una matrice generativa, un vortice da cui il campo pulsa ritmicamente. E questo buco non è isolato. È collegato a tutti gli altri buchi eterici attraverso il controspazio.
L'effetto tunnel, dove una particella sembra attraversare una barriera impossibile? Non attraversa niente. Si sposta attraverso questi collegamenti nel controspazio che bypassano lo spazio ordinario. Il buco eterico al centro di ogni atomo funziona secondo lo stesso principio. Sono vortici, non vuoti.
Sono pieni di potenziale infinito.
CONTROSPAZIO!
E Corbucci che fine ha fatto? Cancellato da Wikipedia. Mentre Rutherford, Bohr e Shroedinger ottengono premi nobel e pagine nei libri di testo, chi avrebbe potuto riscrivere la comprensione dell'atomo è stato tolto dalla storia esattamente come Tesla. Esattamente come Heavside, preseguitato dalla comunità scientifica britannica mentre i suoi lavori diventavano le equazioni di Maxwell. Esattamente come Steinmetz che n ascondeva la verità dentro equazioni incomprensibili pur di non perdere il posto alla General Electric.
Wheeler rivela che tutta la geometria dell'universo, dal magnetismo alla gravità, segue le proporzioni auree, phi, 1.618. Non è un caso. È la firma del campo. Ma la fisica moderna con i suoi modelli a palline e vuoti ha sepolto questa geometria. Ha costruito equazioni che funzionano ma non ti dicono niente su come funziona la realtà. Guarda il quadro completo adesso. La fisica ammette candidamente che non sa cosa sia un elettrone, non è una particella, non è un'onda, è un'astrazione. Non sa cosa sia la materia, se è al 99,999999% vuoto come fa ad essere solida? Non sa cosa sia un campo, ne parlano ma non lo definiscono senza richiamare implicitamente quell'etere che hanno bandito. Non sa cosa sia lo spazio, se non ha proprietà intrinseche come fa a curvarsi? Feynman stesso diceva : "La fisica teorica ha rinunciato a questa ricerca."
E c'è un dettaglio che smonta tutto il castello: basta sostituire "elettrone" con "carica elettrostatica" e la chimica rimane identica. La tavola periodica resta al suo posto. Le equazioni funzionano uguale. Ma il significato cambia da così a così. Non più palline nel vuoto. Campi in un mezzo.
Questa è la stessa storia che si ripete due volte. Da una parte James Clerk Maxwell scarta le onde longitudinali, Heinrich Hertz fraintende i fenomeni eterici, Guglielmo Marconi ruba i brevetti di Tesla, la RCA consolida il monopolio, e la ricerca vera muore. Dall'altra Thompson scopre le scariche dielettriche ma vengono travisate come particelle, Rutherford crea un modello vuoto che non funziona, Bohr ci mette le pezze, Schroedinger lo trasforma in probabilità, e la ricerca vera muore. Due storie diverse che raccontano lo stesso crimine.
Se Tesla aveva ragione sull'energia wireless il monopolio energetico crolla. Se Corbucci ha ragione sul vuoto pieno di infinito la realtà è intrinsecamente libera e illimitata. L'opposto di quello che una scienza controllata vuole insegnarti.
L'atomo non è un mattone e non è una nuvola di probabilità. L'atomo è un vortice nel campo. Ogni atomo del tuo corpo è collegato a tutti gli altri atomi del cosmo attraverso una rete di vortici eterici nel controspazio. Non siamo isolato in un universo vuoto. Siamo interconnessi in un universo pieno.
La scienza moderna ha smesso di cercare cos'è la realtà e si è accontentata di prevedere come si comporta. Ha scambiato la mappa per il territorio. E poi ha dichiarato che il territorio non esiste.
Non credete a me. Credete a quelli che ci hanno donato il 100% della rete elettrica.
Fantozzi ragionier Ugo