venerdì 29 maggio 2026

Mannaggia alla pigrizia


https://siciliarunning.it/wp-content/uploads/2015/01/15physed.480.jpg


https://www.mindto.it/wp-content/uploads/2025/01/endurance-scaled-1.jpg

Moltissime persone purtroppo hanno un vero e proprio blocco. Questo lo posso constatare ogni giorno, ogni volta che parlo con qualcuno di sport, di movimento, ascoltando quello che dicono. È un'amara constatazione. Una vera e propria epidemia.

Sto parlando della pigrizia anzi, dell'avversione nei confronti delle attività fisiche. Sì, esattamente! Ho parlato al plurale perché potremmo realmente scegliere fra tante, quella che ci aggrada di più, che ci può interessare di più rispetto alle altre o magari, inizialmente, potremmo optare per quella più adatta, più consona al nostro punto di partenza, cioè alla nostra condizione fisica iniziale. Purtroppo però questo si fa finta di non vedere, per evitare il "problema" della fatica. Chi non ha mai praticato o praticato poca attività fisica nella sua vita, può essere tendenzialmente pigro ma secondo me questa pigrizia può anche nascondere appunto, il timore della fatica, del sudore, della resistenza. Questo, capisco, spaventa. Non si vuole affrontare tutto ciò. Ed è dura convincere, sbloccare, le persone che partono da questa condizione. Ci vuole anche però uno stimolo. Bisogna darsi un obiettivo preciso, un qualcosa da raggiungere e realisticamente ottenere. Magari chi è già uno sportivo, una persona già allenata e dotata del giusto entusiasmo, la quale conosce anche la materia, può sicuramente, anzi, deve essere brava ad accompagnare il "pigro", il "restio", verso questa transizione. Esso deve essere bravo a dare giusti consigli e suggerimenti e a far comprendere quali potrebbero essere ad esempio, alcuni obiettivi possibili. E di obiettivi possibili ce ne sono tanti.

Io personalmente, essendo uno sportivo, posso fare l'esempio di alcuni dei miei obiettivi, quelli che anni fa, quando ho iniziato ad allenarmi con i pesi e a fare attività fisica in generale, mi sono posto. 

Beh, il principale ovviamente, era quello di mettere su muscoli. E direi che, bene o male, lo ho raggiunto. Al secondo posto ho messo la questione donne. Come tutti gli uomini voglio piacere alle donne, voglio essere fisicamente attraente. Credo di aver raggiunto anche questo di obiettivo.

Due semplici esempi. Ognuno poi ha i suoi, naturalmente. Ma il punto centrale secondo me, per sbloccarsi e iniziare a fare qualcosa, sta proprio qui: avere degli obiettivi da raggiungere. Vedrete che poi, superato il blocco iniziale, superata la pigrizia e la paura della fatica, tutto risulterà più semplice. Sarà la vostra normalità.

Un ultimo suggerimento che posso dare può essere quello di cominciare con una attività leggera, magari di tipo aerobico, senza pretendere niente di eccessivo da se stessi e inoltre, non in solitaria. Meglio cioè farlo con qualcuno che è già un appassionato o che comunque è già uno sportivo, il quale può servirvi da stimolo per poi, ad un certo punto, continuare da soli, senza più vedere la fatica, lo sforzo, la sofferenza, il sudore, come mostri da evitare. Questi piccoli "mostri" diventeranno i tuoi migliori alleati.


White Cosmos

venerdì 22 maggio 2026

Estate...

https://images.unsplash.com/photo-1507525428034-b723cf961d3e?fm=jpg&q=60&w=3000&auto=format&fit=crop&ixlib=rb-4.1.0&ixid=M3wxMjA3fDB8MHxzZWFyY2h8M3x8ZXN0YXRlfGVufDB8fDB8fHww

"E alla fine....sono tornato a respirare..." 
E questo per ora è tutto.

Flavietto.P

orme


https://media.istockphoto.com/id/538323908/it/foto/spiaggia-onda-e-impronta-al-tramonto-tempo.jpg?s=612x612&w=0&k=20&c=lCacRu4huuTZpQOt9jBl2kwhtYhEv465zvlhoCmHRgE=


Secondo me vi è differenza tra la solitudine di una persona e l' isolamento. La solitudine non è ricercata, se lo è, è per un breve periodo per una pausa di riflessione, di intimità; l' isolamento è ricercato, si evitano delle persone e dei luoghi coscientemente per evitare delle situazioni che potrebbero diventare dannose per sé stessa. Io ho avvertito la solitudine quando è morto mio padre e non mia madre: ho sofferto di più dopo la sua morte. Rispettare ed amare un' altra persona significa donarsi, aprirsi all' altro. Se pensi di essere una persona oggetto allora mi sentirò legata, incapace e inutile, ma se io penso di essere una persona libera, creata pere amore, con una volontà non posso farmi ostacolare da eventuali sensazioni interne ed esterne. Accettare gli altri, l' umanità in genere può significare anche accettazione di me stessa, in quanto a volte io non mi accetto. È nell' altro che incontro, il momento il mio modo di cercare l' altro. Ed è questa la forma per la quale gravo l' altro del peso della mia esistenza. Scrivendo non sento, ascolto e provo la pace. In tale atteggiamento provo che tutte le cose mi sembrano nuove. Scopro la verità nuova. 
                                                                                              Lelle

ROMA

https://www.raiplay.it/dl/img/2023/10/27/1698399921861_1536x2048_logo.jpg

Roma è un film di Federico Fellini uscito per la prima volta nel 1972. Vincitore di diversi premi, la pellicola racconta la capitale italiana tramite gli occhi e l' esperienza personale del regista. Il film tornerà in onda proprio in questo autunno 2023. Roma ritrae, in una sorta di commedia autobiografica, il rapporto del regista con la città. Protagonista assoluta è appunto Roma, raccontata attraverso nove episodi, ambientati principalmente tra gli anni ’30 e ’40 e gli anni ’70. Il regista restituisce una visione della città attraverso tre macro periodi: la Roma Antica, raccontata attraverso i libri di scuola, in una classe di bambini degli anni ’30 a Rimini; la Roma “vecchia”, ossia durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, vista attraverso gli occhi di un ragazzo appena trasferitosi, affascinato, curioso e anche un po’ intimorito dall’unicità della città; la Roma “contemporanea”, degli inizi degli anni Settanta, a cui sono riservati la maggioranza degli episodi. Precisamente ambientati nel 1971, cinque episodi raccontano Roma attraverso la macchina da presa di Fellini. Insieme alla sua troupe infatti, il regista sta girando un documentario. Partendo dal Grande Raccordo Anulare, percorre gran parte della città, concentrandosi soprattutto nelle zone centrali. Qui il regista presenta uno spaccato ampio di gran parte della popolazione, con le sue peculiarità, che abita Roma e, in un certo senso, la caratterizza. Nel film appaiono solo Alberto Sordi, Marcello  Mastroianni e Anna Magnani come attori noti voluti da Fellini, perché rappresentativi di una certa idea di Roma. Gli interventi dei primi due furono successivamente tagliati, mentre Magnani, nella sua ultima apparizione cinematografica, rappresenta una Roma misteriosa, che non si fa svelare. Federico Fellini ha indubbiamente segnato la storia del cinema, firmando diversi capolavori, tra i quali i più conosciuti sono 8 1/2 e La Dolce Vita. Nonostante i suoi film siano spesso considerati complessi, dai significati intrinsechi e non sempre di immediata comprensione, il regista è sicuramente uno dei più conosciuti e apprezzati su scala mondiale. Il suo rapporto con Roma ricorre in quasi tutti i suoi film, fino  a renderla protagonista proprio in questa, omonima, pellicola. Qui il regista racconta proprio il suo rapporto con la città e i suoi abitanti. La omaggia in una sorta di documentario che riporta le sue impressioni dal trasferimento, avvenuto durante l’età giovanile, fino a quelle contemporanee all’uscita del film.

Blue Jacket

venerdì 15 maggio 2026

riflessi


https://www.creaworldcom.it/wp-content/uploads/2020/12/pino-amici-2-1024x682.jpg
Per alcuni momenti della mia vita non ho ricordi, ma solo ombre. Le ombre sono determinate perché c'è il venire meno di una luce. Forse dovrei ricercare quella luce. Ma i miei sforzi sono vani, non riesco a trovarla. La terapia non sta facendo emergere dei lati del mio carattere di cui non ne ero a conoscenza, ma li sta mettendo a nudo,li sta spogliando di ogni sovrastruttura creata in questi anni nella mia vita. Un po' mi fa paura perché sto scoprendo di avere un animo che non ha più bisogno di farsi del male ma vuole proiettare questo male al di fuori di sé stessa. Penso che il diritto che ho è di donare e ricevere. Penso di poter avere nella mia vita al diritto alla salute, diritto di avere una famiglia mia e nella società al diritto di poter esprimere ed esercitare le mie capacità. 

Lelle

Un articolo sulle tante bugie della fisica!


https://www.skuola.net/news_foto/2021/11/elettricita.jpg

Benfisicati e benfisicate a tutte e tutti dal vostro scientifico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi intendo parlare di fisica, argomento sul quale non sono ferratissimo, ma ho qualche idea mia, qualche timida ipotesi da proporre. Ho trovato qualche giorno fa su Facebook un articolo fantastico, una perla rara perché purtroppo ormai su questo social impera sovrana la spazzatura. Avevo pensato di sintetizzarlo o di citarlo, ma così facendo perderebbe di efficacia e quindi ve lo riporto per intero. L'articolo è di un certo Satur Cervamesis e si intitola: "Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno!" Aggiungo solo brevemente che già in passato ho scritto qualche articolo che diceva che quello che ci manca è una vera scienza dell'energia, e che io so come convertire la materia in energia, dato che sono equivalenti, come suggerisce la nota formula di Einstein e=mc2!

"Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno! 

Questa frase non l'ha detta un complottista su internet. L'ha detta Joseph John Thompson, il fisico che vinto il premio Nobel nel 1906 per aver "scoperto" l'elettrone. È il brindisi ricorrente che faceva al Cavendish Laboratory di Cambridge nei primi anni del 900, quando si riuniva con i colleghi per bere qualcosa dopo il lavoro. Alzava il bicchiere e brindava alla particella che gli aveva dato fama mondiale. Con sarcasmo. La citazione è documentata nei Proceedings of the Royal Institution of Great Britain, volume 35, pagina 251. 

Perché il supposto scopritore dell'elettrone brindava alla sua inutilità? Il fisico Fred Dylla del Jefferson National Accelerator Facility, commentando l'aneddoto ammetteva di non sapere se fosse uno scherzo o meno. Ma se leggi i lavori di Thompson prima del Nobel, in particolare "Elettricity and Matter" e "Notes on recent research in Electricity and Magnesism" trovi un uomo che ragionava interamente nei termini dell'etere e delle linee di forza di Micheal Faraday. Sviluppava l'ipotesi dei "Tubi di Faraday" come struttura del campo. Per lui il corpuscolo, come lo chiamava lui, non era una pallina che vola nel vuoto. Era il terminale di un'unità di induzione dielettrica. Il punto dove una tensione del campo finisce e si scarica. Solo dopo il Nobel, nei lavori successivi, il linguaggio cambia e si allinea alla narrativa particellare. Eric Dollard, studiando direttamente quei testi, lo dice senza giri di parole: Thompson era un uomo dell'etere che ha ceduto al conformismo sotto la pressione della fama e del denaro offerti dalla Royal Society. Non era il solo a pensarla così. Oliver Heaviside, uno dei padri fondatori della teoria elettrica moderna, definiva l'idea dell'elettricità come flusso di elettroni una "psicosi". Letteralmente. Una psicosi collettiva. Nikola Tesla rifiutava la teoria atomica e non credeva nell'esistenza dell'elettrone come particella. Charles Proteus Steinmetz, il genio della General Electric, la pensava allo stesso modo. Stiamo parlando degli uomini che hanno dato il 95% dell'attuale teoria elettrica e il 100% della rete a corrente alternata. 

E c'è un dettaglio che dovrebbe far riflettere chiunque. Nel 1997, cento anni dopo la scoperta di Thompson, la rivista Physics World pubblicava un numero speciale sull'elettrone e ammetteva candidamente che dopo un secolo i fisici "ancora non comprendono pienamente le proprietà fondamentali dell'elettrone". Cento anni. E non sanno ancora cosa sia. Detto questo, partiamo. 

Thompson studiava i tubi catodici e vedeva delle scariche strane. Le chiamava "corpuscoli", non elettroni. Il termine elettrone gliel'appiccicò dopo il fisico irlandese George Johnstone Stoney, e la comunità scientifica lo adottò perché suonava meglio di "corpuscolo". Ma nei suopi scritti originali Thompson considerava il corpuscolo come il terminale di una linea di induzione dielettrica. Non una pallina che vola nel vuoto, ma una scarica di campo. Willam Crookes, che studiava lo stesso fenomeno, parlava di "materia radiante", uno stato a metà tra gas e l'etere. Tesla con le sue scariche ad alta frequenza diceva la stessa cosa: qui non si muovono palline, si muovono onde nel campo. Heaviside la chiamava psicosi. Steinmetz scriveva che la concezione preistorica dell'elettrone come carica statica distrugge l'analogia tra le due componenti del campo elettrico e rende inutilmente complicata la comprensione della realtà.

E adesso ghigliottine.

Ti sei mai chiesto come fa un'onda a viaggiare senza un mezzo? Le onde del mare hanno bisogno dell'acqua. Le onde sonore hanno bisogno dell'aria. Ma le onde luminose secondo questi geni si propagano nel vuoto. Nel niente. Come? Per coprire questa assurdità si sono inventati le fluttuazioni quantistiche del vuoto, le "particelle virtuali". Cioè: il vuoto non è veramente vuoto ma brulica di particelle che appaiono e scompaiono dal nulla. Lo stesso Richard Feynman ammetteva che le particelle virtuali sono un'astrazione, ma non sono mai apparse come input o output di nessun esperimento mai fatto nella storia, e la loro esistenza è quantomeno discutibile. 

Ma servono per far tornare le equazioni. Non le trovano da nessuna parte ma ci credono lo stesso perché il foglio di carta dice che devono esserci. E i sacerdoti della quantistica ti dicono con faccia seria che il campo magnetico tra i dipoli è causato dallo "scambio di fotoni virtuali". Misticismo particellare del peggior tipo. Roba che sta sullo stesso scaffale degli unicorni e delle fatine. 

Non esiste alcuna massa a riposo dell'elettrone. Quello che misurano è l'impulso elettrostatico, la forza impartita dalla scarica. Prendono un piatto di rame, ci scaricano sopra la carica, misurano la forza dell'impatto e dicono "ecco, questo è il peso dell'elettrone". Ma seguendo questa logica se fai scorrere  un milione di volt a 10.000 ampere su una linea di corrente alternata dovresti aumentarne il peso, dato che ci stai aggiungendo elettroni con la loro massa. E invece succede l'esatto contrario: la linea diminuisce di peso. Lo dicono i fondatori dell'ingegneria elettrica, quelli che ci hanno regalato il 100% della rete elettrica mondiale. Ma nessun professore moderno oserebbe mai contraddire i propri libri di testo per andare a rileggere i pionieri. 

Massimo Corbucci, fisico italiano, scopre che al centro dell'atomo non c'è il vuoto. C'è quello che lui chiama un "buco pieno di vuoto-quanto-meccanico". Non è un'essenza. È una matrice generativa, un vortice da cui il campo pulsa ritmicamente. E questo buco non è isolato. È collegato a tutti gli altri buchi eterici attraverso il controspazio. 

L'effetto tunnel, dove una particella sembra attraversare una barriera impossibile? Non attraversa niente. Si sposta attraverso questi collegamenti nel controspazio che bypassano lo spazio ordinario. Il buco eterico al centro di ogni atomo funziona secondo lo stesso principio. Sono vortici, non vuoti. 

Sono pieni di potenziale infinito. 

CONTROSPAZIO!

E Corbucci che fine ha fatto? Cancellato da Wikipedia. Mentre Rutherford, Bohr e Shroedinger ottengono premi nobel e pagine nei libri di testo, chi avrebbe potuto riscrivere la comprensione dell'atomo è stato tolto dalla storia esattamente come Tesla. Esattamente come Heavside, preseguitato dalla comunità scientifica britannica mentre i suoi lavori diventavano le equazioni di Maxwell. Esattamente come Steinmetz che n ascondeva la verità dentro equazioni incomprensibili pur di non perdere il posto alla General Electric. 

Wheeler rivela che tutta la geometria dell'universo, dal magnetismo alla gravità, segue le proporzioni auree, phi, 1.618. Non è un caso. È la firma del campo. Ma la fisica moderna con i suoi modelli a palline e vuoti ha sepolto questa geometria. Ha costruito equazioni che funzionano ma non ti dicono niente su come funziona la realtà. Guarda il quadro completo adesso. La fisica ammette candidamente che non sa cosa sia un elettrone, non è una particella, non è un'onda, è un'astrazione. Non sa cosa sia la materia, se è al 99,999999% vuoto come fa ad essere solida? Non sa cosa sia un campo, ne parlano ma non lo definiscono senza richiamare implicitamente quell'etere che hanno bandito. Non sa cosa sia lo spazio, se non ha proprietà intrinseche come fa a curvarsi? Feynman stesso diceva : "La fisica teorica ha rinunciato a questa ricerca." 

E c'è un dettaglio che smonta tutto il castello: basta sostituire "elettrone" con "carica elettrostatica" e la chimica rimane identica. La tavola periodica resta al suo posto. Le equazioni funzionano uguale. Ma il significato cambia da così a così. Non più palline nel vuoto. Campi in un mezzo. 

Questa è la stessa storia che si ripete due volte. Da una parte James Clerk Maxwell scarta le onde longitudinali, Heinrich Hertz fraintende i fenomeni eterici, Guglielmo Marconi ruba i brevetti di Tesla, la RCA consolida il monopolio, e la ricerca vera muore. Dall'altra Thompson scopre le scariche dielettriche ma vengono travisate come particelle, Rutherford crea un modello vuoto che non funziona, Bohr ci mette le pezze, Schroedinger lo trasforma in probabilità, e la ricerca vera muore. Due storie diverse che raccontano lo stesso crimine.

Se Tesla aveva ragione sull'energia wireless il monopolio energetico crolla. Se Corbucci ha ragione sul vuoto pieno di infinito la realtà è intrinsecamente libera e illimitata. L'opposto di quello che una scienza controllata vuole insegnarti. 

L'atomo non è un mattone e non è una nuvola di probabilità. L'atomo è un vortice nel campo. Ogni atomo del tuo corpo è collegato a tutti gli altri atomi del cosmo attraverso una rete di vortici eterici nel controspazio. Non siamo isolato in un universo vuoto. Siamo interconnessi in un universo pieno. 

La scienza moderna ha smesso di cercare cos'è la realtà e si è accontentata di prevedere come si comporta. Ha scambiato la mappa per il territorio. E poi ha dichiarato che il territorio non esiste.

Non credete a me. Credete a quelli che ci hanno donato il 100% della rete elettrica. 


Fantozzi ragionier Ugo

venerdì 8 maggio 2026

Il suono del silenzio





https://soundslikestudio.it/wp-content/uploads/2023/01/world-gba439da45_1920-920x425.jpg

 Crediamo in ciò che possiamo vedere e non vediamo ciò che possiamo credere. Io ho creduto in ciò che ho sentito e ciò che ho sentito non ho visto. Quando ho ascoltato senza voler vedere allora ho sentito:il suono del silenzio. Attraverso ciò che ho ascoltato ho anche visto: l' amore.                                                                                                            Lelle