venerdì 13 marzo 2026

Alla ricerca della felicità!


https://lasesia.vercelli.it/percorsi-di-crescita-per-bambini-da-0-a-11-anni/2021/06/02/news/bambini-felici-105255/


Il segreto della felicità non è essere felici di per sé, come se fosse un talento innato. Il segreto è una formula, ci stanno proprio degli ingredienti che insieme donano felicità.
Il primo di questi è il più ovvio, avere relazioni sociali. Amicizie e rapporti sono alla base del benessere umano.
Il secondo di questi invece, è avere delle soddisfazioni materiali. Guardare una serie tv, giocare ad un videogioco. Eccetera.
Poi viene il terzo, che è il benessere fisico, farsi una nuotata, un po' di sparring, una giocata a tennis...
Il quarto è stare bene: liberarsi dagli ostacoli come ansie, paure e psicosi. Molti si chiederebbero come si possa fare. Si ottiene semplicemente con la calma ed una volta che le cose attorno a noi iniziano a girare bene. Non gireranno bene da sole, dovete essere voi a buttarvi nelle situazioni, gettarvi nella mischia.
Il quinto, prendersi cura di sé stessi. Meditare, allenarsi, studiare...
Poi il sesto: avere speranza. Questo non è il semplice vaneggiare di qualcosa che non accadrà. Significa concretamente lavorare per costruirsi un futuro sempre migliore. Prendete ad esempio i medici che fanno corsi di aggiornamento e così via.
Il settimo è l'ultimo: vivi sempre nel rispetto di te stesso, nella calma, nell'etica e nel rispetto della comunità. Prendersi cura anche degli altri e non solo di sé stessi vi aiuterà anche personalmente: non si può vivere bene nell'indifferenza o peggio, nell'odio. L'amore verso sé stessi nasce anche dal sociale oltre che dal prendersi cura del proprio io.
Lo sto dicendo perché ultimamente sono molto felice e riesco a comprenderne i motivi. Che questa guida possa aiutare chi ancora si sente dubbioso su come proseguire con la sua vita in maniera ottimale.
                                                   Simmaco

Vorrei....



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Vorrei riuscire a scrivere qualcosa.
 Vorrei riuscire a respirare e sciogliere questo nodo di lana che ho nella testa. 
Vorrei poter ridere per un attimo. O quanto meno riuscire a sorridere. Vorrei smettere di odiarmi per un giorno.
 No, non dico amarmi, non esageriamo. 
Vorrei poter non vedere attraverso quell'ombra nera posata sull'anima. Vorrei poter vivere solo per un attimo senza quell'ombra nera posata sull'anima. 
Vorrei, vorrei...vorrei tante, troppe cose....o magari no. 
M'accontenterei solo di una boccata d'aria, di serenità.....ma forse non è questo il momento.....

PuffyNonPiangere

LAVOREREMO DA GRANDI


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Antonio Albanese con “Lavoreremo da grandi” torna alla commedia dopo Cento
domeniche, raccontando in una sola notte sul lago d’Orta quattro uomini
sconfitti che trasformano fallimenti e paure in un’amara, lucidissima
tragicommedia. Una black comedy rigorosa e malinconica che osserva
l’inettitudine contemporanea, ma solo la possibilità di riconoscersi e sorridere
dell’assurdo. Tre amici Beppe, Umberto e Gigi aspettano Toni per celebrare la sua
scarcerazione. Umberto è un musicista fallito con due matrimoni alle spalle e
l’azienda di famiglia mandata in rovina; Gigi, appena escluso dall’eredità della zia,
vaga alticcio con una parrucca d’altri tempi come silenziosa dichiarazione di
sconfitta; Beppe, idraulico timido e ancora succube di una madre soffocante,
sostiene di non aver mai avuto una relazione. Toni, figlio di Umberto, è brillante
quanto irrequieto, abituato a entrare e uscire di prigione per piccoli reati. Una
compagnia disallineata, chiusa in un microcosmo immobile affacciato sul lago.
Ma qualcosa incrina l’equilibrio precario. Dopo una serata troppo alcolica al bar del
paese, l’auto su cui viaggiano investe qualcuno. Presi dal panico, i quattro
scelgono la fuga e si barricano nella casa di Umberto. Inizia così una notte febbrile
fatta di decisioni sbagliate, colpi di scena, situazioni grottesche e incontri
improbabili, mentre il caos cresce fino a una soluzione tanto inattesa quanto
inevitabile, che si rivelerà solo alle prime luci dell’alba. Il film è ambientato in un
solo arco temporale, dall’imbrunire all’alba, sebbene l’azione avvenga
principalmente di notte e in un solo luogo, una casa che si affaccia sul lago d’Orta.
La vicenda prende avvio dopo una serata bevereccia che degenera in un incidente
sul lungolago, evento che costringe i protagonisti a rifugiarsi nell’abitazione di
Umberto. La loro soluzione a crisi e fallimento sembra solo una, ovvero
procrastinare, non pensare subito al problema, ma rimandare a un altro momento
per risolverlo. La loro rassegnazione non permette loro di evolvere, di fare le cose
subito, reagendo. Albanese mette in scena l’inetto di oggi, che si lamenta sempre,
di tutto, ma non fa nulla per cambiare le cose. Lavoreremo da grandi porta in
scena uomini che non lottano per primeggiare l’uno sull’altro, cercano solo un
modo per andare avanti insieme. Antonio Albanese firma così una commedia
malinconica, il perfetto mix tra la comicità bassa di Cetto La Qualunque e la
drammaticià di Cento Domeniche . Un film che non promette redenzione, ma
suggerisce che, forse, l’unico modo per sopravvivere all’inadeguatezza è riderne
prima che diventi disperazione.

Blue Jacket

venerdì 6 marzo 2026

la lavanda


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In Egitto la lavanda era usata per i profumi e per i massaggi come olio essenziale. I greci la utilizzavano in campo medico durante il primo secolo d. C. I romani la utilizzavano come uno dei profumi più importanti insieme alla mirra e i gigli(il nordium).Il nordus è una parola latina che significa lavanda e deriva dal greco nardo. Furono loro a introdurre la lavanda in Britannia, e le truppe romane la usavano in caso di ferite e malattie. In Europa nal MedioEvo furono gli ordini religiosi a coltivarla tra le piante più diffuse da utilizzarla sia in cucina che in medicina. Ad esempio i francesi la portavano addosso perché la ritenevano una protezione dal pericolo di malattie. In Inghilterra nel sedicesimo secolo venne per la prima volta coltivata come pianta da raccolto. L'erborista William Turner la definiva come "conforto per il cervello". Nell' uso più quotidiano veniva impiegata in casa per profumare la biancheria, come medicamento e bevanda rilassante. Nell' epoca Vittoriana la lavanda raggiunse il culmine della storia. La regina Vittoria faceva abbondante uso dell' acqua di lavanda, degli olii essenziali e dei vari profumi che la contenevano. L' olio essenziale della pianta della lavanda venne utilizzato come medicazione per le ferite durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la lavanda è di forte interesse in ogni parte del mondo per le ricette di cucina, come medicamento, in quanto ricca di proprietà terapeutiche e medicinali, come elemento decorativo, come cura e igiene di tutta la casa.Gli effetti benefici si possono trovare nei cosmetici, nei saponi, nei profumi. I campi di lavanda in Europa si trovano in Francia dov'è definita "l'or bleu" ed è tale in generale per il colore, la pianta e il profumo; in Slovenia e Bulgaria. In Italia dal nord al sud di ogni regione la lavanda si è diffusa.Si coltiva in Piemonte, in Toscana e in Liguria, e in particolare nel Lazio: nella Tuscia viterbese e in Tuscania. La lavanda è diffusa in Provenza grazie al clima mediterraneo secco e all' altitudine (tra 500 e 1500 m.). È dal Medioevo che viene usata per usi erboristici e nel XIX secolo che la sua coltivazione ha avuto maggior diffusione dagli anni '50-'60 per soddisfare l' industria dei profumi di Grasse con l'ibrido lavandino. Il periodo migliore della fioritura va da giugno ad agosto. È un arbusto sempreverde e che può raggiungere l'altezza di un metro e le principali specie sono: lavandula latifoglia, dalle foglie ampie e lavandula angustifolia, dalle foglie strette, e lavandula intermedia, che è un ibrido delle due.

lelle

...e se tornerai...



https://media.gettyimages.com/id/165611760/it/vettoriale/treno-icona.jpg?s=612x612&w=gi&k=20&c=y7q0rlEa7kUzdt__ewMOzdZBVBK7GYhp0EU62rEDr-w=


Ancora niente.

Ancora non una reazione.
E io continuo a cercarti senza trovarti. Ti cerco nei sogni che non ricordo, negli aloni dei calici di vino, sotto ai bicchieri e sotto i sottobicchieri. Ti cerco in mezzo ai capelli che ti annodi, ti cerco in un tramonto ma nessuno ti ha vista passare. Ho chiesto anche ad amore, a tristezza ma niente. Di te nessuna traccia. Ti ho cercata su un interegionale diretto chissà dove, pensando che fossi fuggita da una vita che ti stava stretta. Ma non eri neanche lì. Domani mattina parlerò con l'aurora magari essendo un nuovo giorno ricomparirai. E se così non fosse continuerò ad aspettare, anche se so che non tornerai. Ti aspetterò. E se tornerai sarà come se non te ne fossi mai andata.

PuffyNonPiangere

venerdì 27 febbraio 2026

A te...fratello mio



A te  Fratello mio.
Si, anche se ci conosciamo da poco. 
Da giugno dell'anno scorso. È come se mi avessi preso la mano e mi stessi accompagnando nel buio delle pareti di questa galleria che è il mio percorso. 
 È come se avessi preso un secchio di colore e l'avessi all'improvviso ridipinta tutta rendendola più bella. 
È come se in quei momenti, in cui mi prepari la cena, ci sfoghiamo e cazzeggiamo e ci guardiamo un film insieme, quei mostri evaporassero.
E....quindi si. Grazie amico mio per quei secchi di colore, grazie per quella mano che mi tieni sempre tesa, grazie per ogni momento ogni sigaretta ogni emozione che mi regali. 
Per ogni chiamata, per tirarmi fuori di casa, per non farmi pensare...per ogni caffè. 
 E per tutto l'amore che ci metti con me dal primo giorno che ci siamo legati. Grazie davvero di tutto.
Ti voglio bene
Ora e sempre....

PuffyNonPiangere

Fantozzi e il poker: raggiunta quota 4 miliardi!


https://www.goodstar.games/wp-content/uploads/Fantozzi_al_Casino_schermata4.jpg

Bengiocati e bengiocate a tutte e tutti dal vostro giocherellone Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a raccontarvi di nuovo delle mie imprese come giocatore di poker, sempre ovviamente con soldi finti, fiches, nella piattaforma Texas Poker! Ma anche se si tratta di soldi finti, il gioco è vero e molto combattuto! Da qualche settimana sono finalmente riuscito ad abituarmi a giocare al settimo livello, che come vi avevo detto in articoli precedenti, è il livello dove regna incontrastata l'arte del bluff! In effetti giocare al sesto livello era diventato un po' troppo noioso, al settimo si aggiunge un po' di pepe e questo pepe è appunto il bluff. Io per il momento non bluffo, ma mi è capitato qualche volta di "sgamare" un bluff, qualche avversario ha provato a farmi credere di avere di più ci ciò che aveva realmente, e un po' di volte non ci sono cascato, ho continuato a credere nel punto che avevo io. Quest'arte di sgamare il bluff non è qualcosa di razionale, ma è irrazionale quanto il bluff stesso, infatti il bluff introduce nel gioco un qualcosa di irrazionale, qualcosa che fa saltare tutti gli schemi. Inoltre nella serie televisiva "Sherlock" un personaggio afferma che esistono il bluff, il doppio bluff e anche il triplo bluff. Ci ho pensato un po' su e secondo me il bluff è fare finta di avere un punto; il doppio bluff è fare finta di bluffare, e il triplo bluff è fare finta di fare finta di bluffare! Francamente mi perdo a stare appresso a tutti questi bluff, già per il momento non sono capace di bluffare, figuriamoci se sono capace di bluffare un bluff etc etc. Suppongo che per bluffare sia necessario saper leggere bene gli avversari, cercando di indovinare cos'hanno in mano, allo scopo di far loro credere di avere in mano di più. Ci vuole anche un po' di coraggio, per esempio certi vanno all in senza avere niente in mano e sperano che gli altri giocatori lascino tutti. Io per il momento non sono capace di fare ciò. Però intanto ho raggiunto quota 4 miliardi con grande scorno di Nonno Elpho, che nella nostra chat mi da' del plutocrate! Allora il prossimo obiettivo è raddoppiare ancora il "capitale" alla faccia di Nonno Elpho, e diventare sempre più "plutocrate"!


Fantozzi ragionier Ugo