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venerdì 12 giugno 2020

Intervista presso "Nel Blu Studios"


Voglio parlare della mia intervista presso "Nel Blu Studios" in un sabato alla fine del lockdown. L'intervista è stata fatta da Matteo Martone e le riprese da Tino Franco. Era articolata in due momenti: il primo come un riassunto della sceneggiatura del cortometraggio, realizzata dal centro diurno di Via Antonino di Giorgio e revisionata da Matteo Martone del "Nel Blu Studios", ho letto da un monitor le frasi, ripetendole, ogni qualvolta mi dicevano di farlo. Nel secondo momento c'è stata la vera e propria intervista, in cui, dovendo parlare senza leggere, ho avuto qualche difficoltà ma ho detto quello che veramente sentivo. A parte le spiegazioni iniziali di Matteo Martone sul fatto che ogni racconto filmato si articola in tre parti e la relativa proiezione di alcuni cortometraggi della Pixel, io non ero molto interessata. Poi con gli incontri sull'app Zoom ho avuto modo di sentirmi maggiormente coinvolta approfondendo la lettura della sceneggiatura e trovandola interessante, mi sono venute in mente anche delle osservazioni su quella che può essere l'invisibilità nella società odierna.

Anna

venerdì 23 giugno 2017

A zonzo per Prati (intervista a Raidoueb)

Ci siamo invitati a Radioueb,,dove vanno in onda le trasmissioni della web radio di Montesanto.  Il tema del giorno è stato “i sogni” e ci hanno chiesto di dare il nostro umile contributo. Abbiamo potuto apprezzare uno spazio in cui ognuno ha modo di esprimere la propria opinione sui temi trattati. Ecco la nostra intervista al gruppo della radio:



Perché e come nasce radioueb ?

Per comunicare tra di noi e piano piano sono venute fuori le vere esigenze per fare una radio. All’inizio si registrava soltanto e la cosa moriva lì. Poi ci hanno assegnato una stanza  adibita a  sartoria ma dovevamo smontare e rimontare l’attrezzatura, poi andare via perché c’erano gli altri laboratori. Poi hanno capito l’importanza di questa radio, l’importanza della comunicazione anche per poterci sciogliere per poter comunicare tra noi, per aprirci perché tanti di noi sono chiusi in loro stessi e non dicono le cose che sentono. Con il tempo ci hanno dato questa stanza, con delle sediacce, non c’erano tavoli però avevamo la sicurezza di un luogo per noi poi abbiamo ottenuto i tavoli la scrivania, il computer e il mixerino e già si cominciava a parlare e a registrare ed in più a trasmettere e abbiamo un numero “innumerevole” di ascoltatori… saranno una cinquantina. Ti fa piacere perché ti chiamano, so’ quasi tutti amici, e ti dicono:”Quanto m’è piaciuto Giovanni” .
E’una soddisfazione sapere che c’è qualcuno che ti ascolta e ti aiuta a fare qualcosa di meglio. Poi c’è qualcuno di noi che viene ancora a fare il laboratorio come se niente fosse e questi non hanno capito ancora l’importanza della radio. Come si dice a Roma “stanno incominciando a ingarellà”, entrare nel  progetto, a capire perche si fa la radio e il piacere di farla e di essere ascoltati.

Cosa vi piace di questa esperienza?

S: Diciamo che questa radio è importante perche posso “esprimermi in tutte le mie situazioni”, posso avere la libertà di dire le mie opinioni e di raccontare le mie esperienze e i miei desideri, i miei sogni, parlare della mia vita , quindi essere al centro e confrontami con gli atri ragazzi.

P: A parte che grazie a questa radio mi sono fidanzato… e ci vogliamo bene, all’inizio non ci credevo tanto ero molto più caciarone di adesso. Ci divertiamo veramente un mondo qua e poi vi volevo dare una dritta, se tornate a trovarci , perche io ho delle doti di attore. Avevo fatto doppiaggio con il dott. Agosti e mi hanno detto: ”se tu parli con la voce così fievole non va bene, devi essere più sfacciato addirittura crudele!”[…].
Il senso di lavorare qui è trovare uno spazio di espressione anche con gli amici, perche vi considero amici, avete fatto tanto per me.

R: Mi piace il fatto di socializzare, parlare di tematiche che comunque variano si decidono insieme, l’importante è riuscire a superare le proprie difficoltà.

A chi è rivolto il Lab e come si svolge?

G: La radio è rivolta a tutte le persone che vogliono dire qualcosa, non soffermarsi sulla malattia mentale e aprirsi a tutti, possono venire qui e dire la loro, che è una cosa molto bella, anche persone “normali”.

D: La radio è come un passatempo, veniamo qui e parliamo di un argomento. Ogni volta parliamo di cose nuove: si ride,si scherza, si parla.

Che tipo di tecnologia utilizzate?

Andrea: Noi utilizziamo: microfono, mixer analogico, una scheda digitale che serve per adattare il segnale analogico in segnale digitale, due PC, uno per  la trasmissione e uno per la musica, due programmi (uno a pagamento e uno gratuito) per la registrazione audio, più piattaforma digitale che permette di trasmettere alcune puntate in diretta. Poi i microfoni a condensatore, le cuffie e le casse, questa e la tecnologia che utilizziamo.


Come si ascolta RadioUeb

Andrea: sul Sito RadioUeb.it oppure scaricando l’app di spreaker sul cellulare cercando Radio“U”eb, poi c’è la pagina Facebook Montesanto radioueb.

In che modo interagite con gli ascoltatori?

Andrea: siamo una piccola realtà e i nostri ascoltatori sono i nostri amici con i quali interagiamo personalmente. Per quanto riguarda il lab funziona bene e ricerchiamo contatti con altre realtà simili, come oggi siete voi.

Che effetto ha questa interazione tra  chi partecipa al laboratorio  e chi ascolta?

Andrea: Le persone che trasmettono solitamente si divertono e si divertono anche quelli che ascoltano.

Avete un target di ascoltatori da raggiungere?

Andrea: Tutti! Tutti quelli che vogliono ascoltare. Nasciamo come un progetto radio della salute mentale ma per noi la radio è per tutti quelli che ci vogliono bene. Adesso faccio io una domanda a voi:”che cosa vi  piaciuto di questa esperienza?”



A noi è piaciuto moltissimo (oltre ovviamente all’occasione di uscire da centro diurno e andare a zonzo per la città) la possibilità di vedere una radio da vicino e di capire come nasce una trasmissione ed inoltre l’energia che c’è nella stanza di registrazione  dove abbiamo conosciuto un gruppo che ci ha accolto in modo fantastico.
Staff

venerdì 13 gennaio 2017

Conversazioni sul cinema dietro le quinte


foto dal set

Il gruppo cinema ha deciso di capirne un po’ di più su come nasce un film, siamo andati a vedere l’ultimo film di Luca Miniero "Non c’è più religione" e ci siamo fatti raccontare da Gina Neri, che ha lavorato a questo film, i segreti e gli aneddoti del dietro le quinte:

Gina, come nasce un film e quali sono le fasi di realizzazione?

Un film può nascere in tanti modi, può essere tratto da un libro, può essere inventato di sana pianta dal regista, che la sviluppa e la propone al produttore; oppure può essere il produttore stesso che ha un'idea e la propone un regista e gli chiede di svilupparla; si può prendere un film straniero che è andato molto bene, comprare i diritti e fare una trasposizione in Italia, il film in questo caso si chiama remake proprio perché esiste già come nel caso di Benvenuti al sud,oppure si può prendere spunto da un fatto di cronaca; insomma possono essere tanti modi in cui nasce un film. Per quanto riguarda le fasi della realizzazione: Una volta che si è decisa l'idea  si mette in piedi una squadra di sceneggiatori, che sono quelli che scrivono il copione, di solito tra gli sceneggiatori in Italia c'è quasi sempre il regista. Il copione viene proposto ad un  produttore che una volta convinto da una determinata idea dà il via al progetto. Questa
fase può durare dai due mesi ai due anni, in seguito in un determinato tempo si producono vari copioni e questi copioni vengono letti vengono revisionati si fanno delle note e piano piano  matura e prende la via definitiva cioè diventa l'ultima versione.

Quindi la prima scrittura è già un copione?

Sì.  Si arriva quindi alla versione finale che viene distribuita a tutti i reparti e quindi parte la preparazione cioè si devono preparare le riprese. Di solito in Italia questa fase dura un paio di mesi, si assume tutta la troupe, ogni collaboratore del regista riceve un copione e ognuno comincia a lavorarci per preparare il periodo delle riprese. Ad esempio il reparto costumi comincia a fare le prove con gli attori, Il reparto regia comincia a fare le prove  e a scegliere gli attori e tutte le figurazioni, la produzione inizia cercare i luoghi dove girare e li propone al regista con delle foto. Il regista in questo periodo di 2 mesi deve decidere tutto dai costumi ai dialoghi, a come si vestono gli attori;  c'è lo scenografo che deve arredare tutti i posti e Il fonico va a fare i sopralluoghi dove si deve girare per vedere se ci sono dei rumori che possono disturbare il film.
Insomma ognuno fa il suo lavoro di preparazione tutto coordinato dal regista, ci sono un sacco riunioni,  ognuno espone i propri problemi le proprie difficoltà si cercano delle soluzioni,  e questa è la preparazione.  Poi arrivano le riprese, Questa fase può durare approssimativamente dalle 10/11 settimane per un film italiano,   quindi tutta la troupe parte e realizza il film.   Generalmente  una troupe è costituita da una sessantina di persone ma ovviamente può variare in più in meno fino arrivare a un massimo di 100 persone: siamo come un circo, ogni giorno tutti insieme si parte con i camion e poi la sera si smonta tutto. Finite tutte le riprese C'è la fase della post-produzione in cui tutte le scene vengono montate insieme, questa fase  a volte si fa contemporaneamente alle riprese del film. Questo perché a volte L'uscita del film è programmata a breve oppure perché registra mentre gira le scene vuole vedere come vengono montate insieme perché ci può essere qualche cena o qualche  difficoltà. Una volta finito di montare il film il produttore è il distributore lo guardano ne danno un'opinione sottolineando ciò che gli piace e ciò che non gli piace; c'è un’ultima revisione del film che accontenta un po' tutti; c'è il mix che tutta la lavorazione dell'audio, poi c'è la color che tutta lavorazione dell'immagine cioè la correzione delle immagini al computer, e nel frattempo ci sono gli effetti special del film, la colona sonora di cui si occupa Il musicista, in seguito c’è il doppiaggio, i rumori poi si fa tutto un assemblaggio e viene la copia finita,  la copia definitiva viene stampata in tanti e copie digitali, anche perché adesso è tutto in digitale non c'è più la pellicola.  l'ultimissima fase è quella che noi chiamiamo del marketing cioè l'affissione delle locandine del e anche la pubblicità che fanno gli attori andando alle varie trasmissioni promuovendo il film. Tutto questo dura circa due anni.

Il regista Luca Miniero che tipo di che rapporto ha creato con il resto del cast?



Il regista  gli attori se li sceglie, è bene che abbia le idee ben chiare in quanto deve portare gli attori a recitare come lui vuole, comunque Luca un regista che crea un buon clima con gli attori sul set soprattutto poi con Bisio e con Angela Finocchiaro con cui è da tempo che lavora, ma anche con Gassman. Poi piano piano andando avanti con le riprese si crea un'intimità e anche perché si vive tutti insieme nello stesso luogo e spesso La comicità del film nasce anche sul set infatti si scherza e si fanno delle battute. Luca è molto disponibile con gli attori è sempre pronto ad accogliere dei suggerimenti e delle idee. È questo il rapporto con gli attori, poi invece il rapporto con la troupe che è tutta un'altra cosa infatti il regista tende a lavorare sempre con le stesse persone di cui conosce pregi e difetti, così la troupe può rendere subito al massimo.

foto dal set


Pensando ad un film solitamente pensiamo alla parte creativa, quanto è importante la parte creativa e quanto quella tecnica ?

Questa è una domanda difficile…...Come in tutte le arti c'è una parte tecnica Importantissima, soprattutto nelle arti collettive dove il mio lavoro deve essere il coordinatore con il tuo. La parte tecnica è enorme come ad esempio piove e ci dovrebbe essere il sole e si deve girare, abbiamo tante questioni tecniche da affrontare e questo non deve influire sulla creatività del film, cioè il regista deve avere la libertà di poter cambiare le cose di farsi venire un'idea migliore, di creare qualcosa  lì per lì. Il sistema non deve essere troppo rigido c'è bisogno di una certa flessibilità altrimenti non ci sarebbe spazio per cambiare niente, spesso si esce dalla sceneggiatura stessa. In questo ultimo film Non c'è più religione di Luca Miniero addirittura abbiamo aggiunto un personaggio che non esisteva nella sceneggiatura, la guardia del corpo di Gassman che si chiama Fuffi segnalato direttamente da Gassman per la sua particolare fisicità.

Claudio Bisio e Alessandro Gassman al di fuori del loro ruolo di attore che tipo di persone sono?
 
Foto dal set
Gassman è fichissimo è una persona molto brillante molto colta è molto legato a Roma ci tiene tantissimo, è uno che sul set è sempre tranquillo e molto carino, ha aiutato molti ci tiene tanto ed è uno propositivo. Claudio lo conosco da tanti anni lui è un simpaticone e il giullare del set spara un sacco di cazzate e ha un'energia pazzesca non sta mai fermo lo devi abbattere, prima del ciak fa ridere gli attori fa un grande casino anche lui è una persona molto carina ci tiene tanto che il film venga bene anche lui è molto propositivo ogni tanto…quando Claudio inforca i suoi occhialini e viene al monitor vuol dire che c'è qualcosa che non va….. e da lì capiamo che c'è una battuta che non gli piace, che gli sembra che non voglia dire niente o che non fa ridere, questo è il suo modo un po' più serioso.

In che consiste il tuo lavoro di preciso e quali sono le difficoltà?
                                                 
Io praticamente seguo la continuità che si occupa tra l’altro di fattori economici, infatti, il film è costosissimo, il nostro problema è il tempo, cioè, dobbiamo girare in meno tempo possibile tutte le scene quindi nella fase di preparazione, quando ognuno di noi prepara il film, c'è il reparto regia insieme al reparto di produzione che crea un piano per ottimizzare le riprese ovvero per utilizzare il minor tempo possibile. In questo piano ovviamente si da precedenza alle cose che fanno perdere più tempo come gli spostamenti di tutto questo baraccone, ad esempio questo film noi l'abbiamo girato un po' alle Tremiti un po' in Gargano poi siamo andati a Manfredonia poi delle cose le abbiamo girate qui a Roma quindi prima di tutto bisogna capire come fare meno spostamenti possibili, non si può andare  8 volte alle Tremiti, una volta che sei lì devi girare il tutto quello che c'è da girare lì quindi il copione viene smontato in varie cartelle, ci saranno la cartella delle Tremiti quella di Manfredonia quella del Gargano quella di Roma e via dicendo, ci sono ad esempio delle scene che vengono tagliate in tre pezzi perché non è detto che una scena sia girata tutta in un posto e altrimenti si mischia tutto. Poi la produzione decide di partire,ad esempio, dalle Tremiti viene presa la cartellina delle Tremiti e si considerano le scene e contemporaneamente si contattano glia attori per conoscere la loro disponibilità,  perché gli attori non è che sono sempre disponibili, ad esempio nel film in questione vi erano due attori che venivano dalla Francia e si è cercato di fare in modo che una volta sul luogo delle riprese non dovessero fare avanti indietro.
Per questo regia che deve fare un piano di lavoro che tenga conto di tutti questi problemi. Altro esempio è quello degli animali: il Lama che si vede nel film veniva da Ravenna va da sé che tutte le scene che prevedevano il lama dovevano essere girate insieme. E’ per queste esigenze che le scene non vengono girate in modo consequenziale: in un giorno si può girare la scena 20 un pezzo della scena 90 un quarto della scena 80 e il mio lavoro consiste nel fatto che io debba mantenere una continuità per non sbagliare. Io devo fare in modo che ogni scena sia coerente alla seguente e alla precedente cioè che non ci siano delle incongruenze, ad esempio se nella scena precedente un determinato attore aveva la barba lunga, nella scena seguente non può avere la barba tagliata. Il mio lavoro consiste nel tener presente tutti quei dettagli che fanno in modo che ci sia un senso in tutto questo mischiare delle scene. Ho varie tecniche per ricordare le cose prima di tutto mi scrivo tutto poi ciò che generalmente devo tener presente e ciò che non devo tenere presente, mi devo ricordare solo i dettagli che si “attaccano” prima e dopo una scena e le scrivo. Generalmente faccio tante foto e ho  la possibilità di rivedere il girato. E’ importante per me appuntare tutti i cambiamenti al copione, Infatti può capitare che il regista mi chieda le conseguenze dei cambi di alcune battute e io devo poter dire al regista in poco tempo se il suo cambiamento ha un senso nella scena seguente e in quella precedente oppure no,  quindi devo conoscere il copione benissimo.  E’ di mia competenza tutta la parte tecnica di preparazione al montaggio, la memoria,  aiutare il regista a ricordare ciò che abbiamo già girato e cosa si può aggiungere e se la scena sia completa in tutte le sue inquadrature.



Come è nata l'idea di questa sceneggiatura del film Non c'è più religione?



Praticamente dai sondaggi Istat che parlano della denatalità  degli italiani  e dal fatto che tale dato migliore considerando gli immigrati che vivono in Italia. Questo fatto ha sempre colpito Luca Miniero insieme al tema dell'integrazione che è un po' il suo tema: Nord e Sud, di persone con religioni diverse,  persone con culture diverse.

Thor


venerdì 16 dicembre 2016

Si va in scena!

Udite, udite! Quest'anno al Centro Diurno si svolgerà il Laboratorio di Teatro, cosa che mi è sembrata subito interessante, ho già svolto attività di spettacolo che ho trovato divertente e stimolante. 
Abbiamo pensato di saperne un po' di più dal conduttore del laboratorio Riccardo Ballerini, facendogli qualche domanda. 


Qual è il tuo percorso formativo in ambito teatrale? 
Dopo aver frequentato l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" ho creato una compagnia teatrale e avuto modo di lavorare con artisti come Michele Placido e Gigi Proietti. Ho proseguito gli studi negli USA, approfondendo il metodo Strasberg, allievo di Stanislasky, metodo usato dai migliori attori di Hollywood. In seguito ho studiato a New York "Drama Therapy", ovvero l'utilizzo del teatro in ambito terapeutico. Ho poi lavorato in teatro e TV, facendo diverse esperienze.

Che significato hanno per te la recitazione ed il teatro?
Il teatro e la recitazione mi hanno insegnato a leggere la realtà, provando, mettendosi in gioco e, a differenza della vita vera, permettendosi di sbagliare e di riprovare ancora. 

Perché il teatro in un Centro Diurno psichiatrico?
Sogno di una notte di mezza estate,
caratterizzazione dei personaggi
Il teatro facilita le relazioni, mette in ascolto dell'altro, diverte, è una lente d'ingrandimento sulle dinamiche umane. Favorisce la socialità, aiuta a conoscere e modificare se stessi e a confrontarsi con altri personaggi che a loro volta provano sentimenti ed emozioni.


Quale obiettivo hai per i partecipanti a questo laboratorio?
Creare un gruppo, divertirsi, emozionarsi, imparare ad interpretare e vincere le personali difficoltà, attraverso la forza del gruppo.

Che tipo di attività si svolgeranno al laboratorio di teatro?
Si lavorerà sul proprio corpo, conoscendolo;
si cercherà di farlo esprimere attraverso il movimento, si utilizzeranno giochi di gruppo e la musica. Poi si lavorerà sullo stare insieme, l'ascolto, la condivisione e la recitazione.


Concludiamo questa intervista, come tu concludi gli incontri di teatro con noi, chiedendoti di scegliere una parola per descrivere questa tua esperienza al Centro Diurno.
Sorprendente!

eRoscio