venerdì 22 maggio 2026

Estate...

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"E alla fine....sono tornato a respirare..." 
E questo per ora è tutto.

Flavietto.P

orme


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Secondo me vi è differenza tra la solitudine di una persona e l' isolamento. La solitudine non è ricercata, se lo è, è per un breve periodo per una pausa di riflessione, di intimità; l' isolamento è ricercato, si evitano delle persone e dei luoghi coscientemente per evitare delle situazioni che potrebbero diventare dannose per sé stessa. Io ho avvertito la solitudine quando è morto mio padre e non mia madre: ho sofferto di più dopo la sua morte. Rispettare ed amare un' altra persona significa donarsi, aprirsi all' altro. Se pensi di essere una persona oggetto allora mi sentirò legata, incapace e inutile, ma se io penso di essere una persona libera, creata pere amore, con una volontà non posso farmi ostacolare da eventuali sensazioni interne ed esterne. Accettare gli altri, l' umanità in genere può significare anche accettazione di me stessa, in quanto a volte io non mi accetto. È nell' altro che incontro, il momento il mio modo di cercare l' altro. Ed è questa la forma per la quale gravo l' altro del peso della mia esistenza. Scrivendo non sento, ascolto e provo la pace. In tale atteggiamento provo che tutte le cose mi sembrano nuove. Scopro la verità nuova. 
                                                                                              Lelle

ROMA

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Roma è un film di Federico Fellini uscito per la prima volta nel 1972. Vincitore di diversi premi, la pellicola racconta la capitale italiana tramite gli occhi e l' esperienza personale del regista. Il film tornerà in onda proprio in questo autunno 2023. Roma ritrae, in una sorta di commedia autobiografica, il rapporto del regista con la città. Protagonista assoluta è appunto Roma, raccontata attraverso nove episodi, ambientati principalmente tra gli anni ’30 e ’40 e gli anni ’70. Il regista restituisce una visione della città attraverso tre macro periodi: la Roma Antica, raccontata attraverso i libri di scuola, in una classe di bambini degli anni ’30 a Rimini; la Roma “vecchia”, ossia durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, vista attraverso gli occhi di un ragazzo appena trasferitosi, affascinato, curioso e anche un po’ intimorito dall’unicità della città; la Roma “contemporanea”, degli inizi degli anni Settanta, a cui sono riservati la maggioranza degli episodi. Precisamente ambientati nel 1971, cinque episodi raccontano Roma attraverso la macchina da presa di Fellini. Insieme alla sua troupe infatti, il regista sta girando un documentario. Partendo dal Grande Raccordo Anulare, percorre gran parte della città, concentrandosi soprattutto nelle zone centrali. Qui il regista presenta uno spaccato ampio di gran parte della popolazione, con le sue peculiarità, che abita Roma e, in un certo senso, la caratterizza. Nel film appaiono solo Alberto Sordi, Marcello  Mastroianni e Anna Magnani come attori noti voluti da Fellini, perché rappresentativi di una certa idea di Roma. Gli interventi dei primi due furono successivamente tagliati, mentre Magnani, nella sua ultima apparizione cinematografica, rappresenta una Roma misteriosa, che non si fa svelare. Federico Fellini ha indubbiamente segnato la storia del cinema, firmando diversi capolavori, tra i quali i più conosciuti sono 8 1/2 e La Dolce Vita. Nonostante i suoi film siano spesso considerati complessi, dai significati intrinsechi e non sempre di immediata comprensione, il regista è sicuramente uno dei più conosciuti e apprezzati su scala mondiale. Il suo rapporto con Roma ricorre in quasi tutti i suoi film, fino  a renderla protagonista proprio in questa, omonima, pellicola. Qui il regista racconta proprio il suo rapporto con la città e i suoi abitanti. La omaggia in una sorta di documentario che riporta le sue impressioni dal trasferimento, avvenuto durante l’età giovanile, fino a quelle contemporanee all’uscita del film.

Blue Jacket

venerdì 15 maggio 2026

riflessi


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Per alcuni momenti della mia vita non ho ricordi, ma solo ombre. Le ombre sono determinate perché c'è il venire meno di una luce. Forse dovrei ricercare quella luce. Ma i miei sforzi sono vani, non riesco a trovarla. La terapia non sta facendo emergere dei lati del mio carattere di cui non ne ero a conoscenza, ma li sta mettendo a nudo,li sta spogliando di ogni sovrastruttura creata in questi anni nella mia vita. Un po' mi fa paura perché sto scoprendo di avere un animo che non ha più bisogno di farsi del male ma vuole proiettare questo male al di fuori di sé stessa. Penso che il diritto che ho è di donare e ricevere. Penso di poter avere nella mia vita al diritto alla salute, diritto di avere una famiglia mia e nella società al diritto di poter esprimere ed esercitare le mie capacità. 

Lelle

Un articolo sulle tante bugie della fisica!


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Benfisicati e benfisicate a tutte e tutti dal vostro scientifico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi intendo parlare di fisica, argomento sul quale non sono ferratissimo, ma ho qualche idea mia, qualche timida ipotesi da proporre. Ho trovato qualche giorno fa su Facebook un articolo fantastico, una perla rara perché purtroppo ormai su questo social impera sovrana la spazzatura. Avevo pensato di sintetizzarlo o di citarlo, ma così facendo perderebbe di efficacia e quindi ve lo riporto per intero. L'articolo è di un certo Satur Cervamesis e si intitola: "Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno!" Aggiungo solo brevemente che già in passato ho scritto qualche articolo che diceva che quello che ci manca è una vera scienza dell'energia, e che io so come convertire la materia in energia, dato che sono equivalenti, come suggerisce la nota formula di Einstein e=mc2!

"Signori, all'elettrone, che non sia mai utile a nessuno! 

Questa frase non l'ha detta un complottista su internet. L'ha detta Joseph John Thompson, il fisico che vinto il premio Nobel nel 1906 per aver "scoperto" l'elettrone. È il brindisi ricorrente che faceva al Cavendish Laboratory di Cambridge nei primi anni del 900, quando si riuniva con i colleghi per bere qualcosa dopo il lavoro. Alzava il bicchiere e brindava alla particella che gli aveva dato fama mondiale. Con sarcasmo. La citazione è documentata nei Proceedings of the Royal Institution of Great Britain, volume 35, pagina 251. 

Perché il supposto scopritore dell'elettrone brindava alla sua inutilità? Il fisico Fred Dylla del Jefferson National Accelerator Facility, commentando l'aneddoto ammetteva di non sapere se fosse uno scherzo o meno. Ma se leggi i lavori di Thompson prima del Nobel, in particolare "Elettricity and Matter" e "Notes on recent research in Electricity and Magnesism" trovi un uomo che ragionava interamente nei termini dell'etere e delle linee di forza di Micheal Faraday. Sviluppava l'ipotesi dei "Tubi di Faraday" come struttura del campo. Per lui il corpuscolo, come lo chiamava lui, non era una pallina che vola nel vuoto. Era il terminale di un'unità di induzione dielettrica. Il punto dove una tensione del campo finisce e si scarica. Solo dopo il Nobel, nei lavori successivi, il linguaggio cambia e si allinea alla narrativa particellare. Eric Dollard, studiando direttamente quei testi, lo dice senza giri di parole: Thompson era un uomo dell'etere che ha ceduto al conformismo sotto la pressione della fama e del denaro offerti dalla Royal Society. Non era il solo a pensarla così. Oliver Heaviside, uno dei padri fondatori della teoria elettrica moderna, definiva l'idea dell'elettricità come flusso di elettroni una "psicosi". Letteralmente. Una psicosi collettiva. Nikola Tesla rifiutava la teoria atomica e non credeva nell'esistenza dell'elettrone come particella. Charles Proteus Steinmetz, il genio della General Electric, la pensava allo stesso modo. Stiamo parlando degli uomini che hanno dato il 95% dell'attuale teoria elettrica e il 100% della rete a corrente alternata. 

E c'è un dettaglio che dovrebbe far riflettere chiunque. Nel 1997, cento anni dopo la scoperta di Thompson, la rivista Physics World pubblicava un numero speciale sull'elettrone e ammetteva candidamente che dopo un secolo i fisici "ancora non comprendono pienamente le proprietà fondamentali dell'elettrone". Cento anni. E non sanno ancora cosa sia. Detto questo, partiamo. 

Thompson studiava i tubi catodici e vedeva delle scariche strane. Le chiamava "corpuscoli", non elettroni. Il termine elettrone gliel'appiccicò dopo il fisico irlandese George Johnstone Stoney, e la comunità scientifica lo adottò perché suonava meglio di "corpuscolo". Ma nei suopi scritti originali Thompson considerava il corpuscolo come il terminale di una linea di induzione dielettrica. Non una pallina che vola nel vuoto, ma una scarica di campo. Willam Crookes, che studiava lo stesso fenomeno, parlava di "materia radiante", uno stato a metà tra gas e l'etere. Tesla con le sue scariche ad alta frequenza diceva la stessa cosa: qui non si muovono palline, si muovono onde nel campo. Heaviside la chiamava psicosi. Steinmetz scriveva che la concezione preistorica dell'elettrone come carica statica distrugge l'analogia tra le due componenti del campo elettrico e rende inutilmente complicata la comprensione della realtà.

E adesso ghigliottine.

Ti sei mai chiesto come fa un'onda a viaggiare senza un mezzo? Le onde del mare hanno bisogno dell'acqua. Le onde sonore hanno bisogno dell'aria. Ma le onde luminose secondo questi geni si propagano nel vuoto. Nel niente. Come? Per coprire questa assurdità si sono inventati le fluttuazioni quantistiche del vuoto, le "particelle virtuali". Cioè: il vuoto non è veramente vuoto ma brulica di particelle che appaiono e scompaiono dal nulla. Lo stesso Richard Feynman ammetteva che le particelle virtuali sono un'astrazione, ma non sono mai apparse come input o output di nessun esperimento mai fatto nella storia, e la loro esistenza è quantomeno discutibile. 

Ma servono per far tornare le equazioni. Non le trovano da nessuna parte ma ci credono lo stesso perché il foglio di carta dice che devono esserci. E i sacerdoti della quantistica ti dicono con faccia seria che il campo magnetico tra i dipoli è causato dallo "scambio di fotoni virtuali". Misticismo particellare del peggior tipo. Roba che sta sullo stesso scaffale degli unicorni e delle fatine. 

Non esiste alcuna massa a riposo dell'elettrone. Quello che misurano è l'impulso elettrostatico, la forza impartita dalla scarica. Prendono un piatto di rame, ci scaricano sopra la carica, misurano la forza dell'impatto e dicono "ecco, questo è il peso dell'elettrone". Ma seguendo questa logica se fai scorrere  un milione di volt a 10.000 ampere su una linea di corrente alternata dovresti aumentarne il peso, dato che ci stai aggiungendo elettroni con la loro massa. E invece succede l'esatto contrario: la linea diminuisce di peso. Lo dicono i fondatori dell'ingegneria elettrica, quelli che ci hanno regalato il 100% della rete elettrica mondiale. Ma nessun professore moderno oserebbe mai contraddire i propri libri di testo per andare a rileggere i pionieri. 

Massimo Corbucci, fisico italiano, scopre che al centro dell'atomo non c'è il vuoto. C'è quello che lui chiama un "buco pieno di vuoto-quanto-meccanico". Non è un'essenza. È una matrice generativa, un vortice da cui il campo pulsa ritmicamente. E questo buco non è isolato. È collegato a tutti gli altri buchi eterici attraverso il controspazio. 

L'effetto tunnel, dove una particella sembra attraversare una barriera impossibile? Non attraversa niente. Si sposta attraverso questi collegamenti nel controspazio che bypassano lo spazio ordinario. Il buco eterico al centro di ogni atomo funziona secondo lo stesso principio. Sono vortici, non vuoti. 

Sono pieni di potenziale infinito. 

CONTROSPAZIO!

To be continued...


Fantozzi ragionier Ugo

venerdì 8 maggio 2026

Il suono del silenzio





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 Crediamo in ciò che possiamo vedere e non vediamo ciò che possiamo credere. Io ho creduto in ciò che ho sentito e ciò che ho sentito non ho visto. Quando ho ascoltato senza voler vedere allora ho sentito:il suono del silenzio. Attraverso ciò che ho ascoltato ho anche visto: l' amore.                                                                                                            Lelle

bambini



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 I bambini non soffrono, sono come gli angeli in questo. Però guardano e aspettano. Se soffri con il cuore non soffri, se soffri con la mente soffri. I bambini non soffrono con la mente,il dolore è nel loro cuore. I bambini guardano con gli occhi del cuore. Chi soffre guarda con gli occhi della mente. La fede non è cieca, apre gli occhi del cuore e della mente. È cieco chi guarda con gli occhi della mente. È sordo chi non ascolta con gli occhi del cuore.                                                                             Lelle

A mia madre

 O dolcissima Madre come la terra tu che così gentile ci sostenesti con vita e con amore, nessuno mai vicino o lontano è sempre dentro al mio cuore.                                                                  Tua figlia                                                                                                                                                                                                                 


  Lelle 

Benvenuta primavera.....



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Benvenuta primavera!!! 
Si. Finalmente l'altalena è salita. E i due massi di tristezza dissolti.
 Ben tornata euforia. Bentornate manie. Finalmente si può uscire di casa senza ansie, attacchi di panico, nei luoghi affollati senza la sensazione d'aria che manca. Le voci sembrano sussurrare non gridano più. A volte alzano un po' la voce, come se volessero farsi sentire per forza, ma poi riprendono un tono normale. Frequento gente, esco con gli amici e partecipo a cene. Ho perfino trovato un mio pensiero felice. Certo uno è un po' poco ma almeno è meglio di niente. E ora arrivederci a novembre mio "caro" letargo. Per ora mi godo la mia gioia estiva e tristezza la lascio lì buona e coccolata da una parte. E rabbia anche. Ha capito in questi giorni che non avrà più il sopravvento su di me. Vorrei tanto gridarlo ancora e anzi lo faccio. Benvenuta primavera!!!!!!!
Puffy...

Il diavolo veste prada 2




Ormai venti anni dall’ uscita de il diavolo veste Prada, arriva nelle sale il diavolo veste prada 2, un film capace di trasformare il mondo della moda in un immaginario cinematografico riconoscibile e indimenticabile. Questo film nasce da un’ esigenza precisa: parlare a un pubblico che è ormai cresciuto, ma che non ha mai dimenticato le battute di Miranda, interpretata da Meryl Streep e Andy interpretata da Anne Hathaway. Il potere del primo film infatti non risiedeva solo nell’ essere un film sulla moda, ma anche un racconto sul potere, sull’ ambizione e sul prezzo da pagare per rimanere al vertice. Un film che ha cambiato la vita a una intera generazione e che ora ritorna creando tanta nostalgia. Il primo elemento che colpisce de il diavolo veste Prada 2 è proprio questo: è un film nostalgico Il suo ritorno non punta tanto su una narrazione efficace, quanto sull’ emotività dei fan che venti anni fa sono rimasti affascinati da quel mondo fatto di lusso, passerelle e potere. Il punto di forza del film resta proprio quello: la moda. Gli abiti tornano a essere assoluti protagonisti, di quelli da ufficio che quelli dei grandi eventi. Nonostante le grandi marche siano oggi più accessibili, alcuni degli abiti mostrati restano ancora quel sogno lontano che tutti vorrebbero indossare almeno una volta nella vita. Nel primo film Miranda era un personaggio complesso; una donna potente che incuteva timore, ma che aveva le sue fragilità che a rendevano umana. Miranda è cambiata e non in meglio. Il mondo intorno a lei è cambiato e si nota come lei non riesca a stare al passo coi tempi. Si è dovuta adattare a un mondo che lei fatica a comprendere. Non è più una regina e non domina più la scena, piuttosto la subisce. Il film prova a raccontare un cambiamento reale: quello dell’ inclusione nella moda e delle nuove generazioni che rifiutano certe logiche e il mobbing sul lavoro. Il risultato è un racconto che parla di un mondo nuovo attraverso una struttura narrativa più vecchia, dimostrando quanto il film resti fermo nonostante la moda vada avanti. Un altro aspetto particolarmente critico è il modo in cui Andy torna. Se nel primo capitolo il suo ingresso nel mondo della moda aveva un senso narrativo forte, adesso il suo ritorno sembra forzato, debole e poco credibile e non regge il peso emotivo che dovrebbe avere. E’ tutto lineare, prevedibile e senza veri momenti di tensione o svolta. In conclusione il diavolo veste Prada 2 è un film che funziona solo in parte. Funziona come operazione nostalgica, come omaggio a un mondo e a personaggi che hanno segnato un ventennio. Funziona l’ aspetto legato alla moda, ma manca tutto il resto: il coraggio e l’ evoluzione narrativa.

Blue Jacket

venerdì 17 aprile 2026

Il bello di una donna secondo me





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Mi sono sempre chiesto quale fosse il mio ideale di donna e la risposta, alla fine, è sempre stata: "Non ce l'ho!" Ed è stato così fino a pochissimo tempo fa, quando, quasi inconsapevolmente, l'ho capito. Ho scoperto come deve essere la donna ideale per me. È avvenuto tutto spontaneamente, semplicemente trovandomi nelle situazioni, in situazioni dove erano presenti, naturalmente, le donne. Io penso proprio che me lo abbiano fatto capire loro durante le interazioni che ho avuto con loro, con donne giovani e meno giovani in situazioni di ogni tipo. Le donne mi hanno letteralmente aperto gli occhi, mostrandomi esattamente ciò che desidero io.
Per me, la cosa più importante in assoluto è la dolcezza, la quale sbaraglia qualunque altra cosa. Se non c'è questa qualità, che per me è una caratteristica imprescindibile, tutto il resto perde di importanza. La dolcezza, in effetti, è stata la scoperta, il regalo, che le donne mi hanno fatto. Ne ho incontrate alcune negli ultimi anni della mia vita dotate di questa qualità che mi hanno fatto semplicemente dire: "wow! Questo è quello di cui ho bisogno!". Una donna che viene da me, che mi prende o mi tocca una mano, che mi mette una mano su una spalla, che mi abbraccia in modo spontaneo senza pensarci o farsi problemi, che appoggia la testa sul mio petto mentre io la abbraccio, che mi guarda con occhi pieni di dolcezza e di desiderio, è una donna che già solo per questo mi attrae, mi spinge a volerla conoscere ed alla quale vorrei aprirmi per provare a vedere altro al di là della dolcezza.
L'aspetto fisico viene subito dopo. 

White cosmos

La (reale) verità sul Cristianesimo


https://complessopilotta.it/opera/gesu-crocifisso/

Quella del Cristianesimo è una religione parecchio deludente. Immaginate la mia sorpresa quando iniziando a conoscere una religione che così tanto parla dell'anima ho scoperto che non ha la minima spiegazione della struttura di quest'anima. Quindi i chakra ed i loro funzionamento non vengono minimamente considerati da una religione che stranamente si autodefinisce "spirituale". Molto male, così come è molto male che non esistano tecniche per potenziare le strutture dell'anima. Scordatevi quindi le parole di potere e le tecniche meditative. Niente mantra e così via. Assurdo a dir poco. Vien da chiedersi a cosa serva davvero aderire ad una religione che concretamente non dà niente in termini spirituali. Pensate che i cosiddetti Cristiani narrano incredibili storie di guerre e conquiste sotto un dio prettamente materialista di nome Yahweh. Queste storie di guerra però storicamente non sono mai avvenute. Molte città erano, per esempio, già state conquistate, e non da Israele. Lo sappiamo per via delle stesse moderne tecnologie archeologiche che smentiscono tutte le storie di Giosuè in cui quest'ultimo combatteva sconfinati eserciti con la guida di Yahweh. Sembra più un tentativo di darsi un tono in quanto non è mai avvenuto niente. Anche il cosiddetto Esodo e la grandiosa descrizione di come Yahweh liberò il popolo ebraico. Beh, secondo i resoconti e le documentazioni ufficiali egizie, non c'era nessun popolo ebraico in Egitto ai tempi del Faraone Ramses II, nessun resoconto parla di fuga degli ebrei, nessuna rilevazione archeologica parla di esodo, e così via. La cosa più tragicamente simpatica di questa pseudo-religione è la figura cristica a cui tutto ruota intorno. Non solo perché questo figura a cui la gente cristiana crede certamente per fede non sia storicamente mai sopraggiunta nei fatti concreti in quanto gli storici contemporanei a Cristo non lo nominano nemmeno. Per esempio, Filone di Alessandria che visse tra il 20 a.C. ed il 50 d.C. scrisse molto sulla Giudea, Pilato e sulle questioni religione, ma non lo nomina nemmeno un "Gesù Cristo" o qualcosa di simile. Così come nemmeno Seneca il Giovane, Plinio il Vecchio, o Giusto di Tiberiade che a detta di Fozio, patriarca ecumenico, non nominava Gesù nella suo trattato storico della Giudea. Nemmeno Giuseppe Flavio (per quanto un falso storico posteriore di Eusebio di Cesarea gli attribuisca parole non sue) parla di questo "Gesù". Eppure si dicono cose strabilianti su questa figura che scaccia le malattie, fa risorgere i morti e sé stesso e predica su montagne con folle di seguaci. Inoltre questa figura di Gesù non è nemmeno positiva quanto si voglia far credere. Pensate che sosteneva l'amputazione di parti del corpo ("se il vostro occhio è occasione di scandalo..."), la mancanza di giustizia ("se vi tolgono il mantello..."), la sottomissione ("porgi l'altra guancia" a chi ti percuote), digiuni senza significato per 40 giorni (oltre il limite della morte per mancanza di nutrimento) ed arriva addirittura a creare conflitti e divisioni ("Io non sono venuto a portare pace, ma la spada" e tutte quelle volte che dice di abbandonare i propri cari ed affetti per seguirlo). Veramente una religione deleteria che ormai si attacca solo al senso di affetto dei credenti che si portano un qualche santo nel cuore senza aver veramente studiato nel profondo la storia di quel santo (spesso i santi sono disturbati mentalmente come Santa Maria Margherita Alacoque che beveva il sangue e la dissenteria dei malati per avvicinarsi a Gesù con la sofferenza oppure veri e propri ingannatori che si procuravano le stimmate con l'acido fenico come Padre Pio che fu sorpreso in farmacia a comprarne e lui si giustificò dicendo che era un semplice scherzo). Insomma. Non c'è niente di positivo nella religione cristiana e non dovrebbe essere esaltata. La valutazione è senza dubbio un'insufficienza dato che questa cristianità non ci prova nemmeno a risultare autentica. Delusione totale. E pensare a tutte le stragi che sono state fatte in nome di questa religione così fasulla... roba da incubo. E pensare a quante modifiche i copisti facevano a questi Vangeli che sono pervenuti a noi come scritti anonimi e solo dopo la tradizione ha attribuito loro nomi precisi di evangelisti, che non corrispondevano a personaggi storici, ma solo alle necessità dottrinali delle autorità ecclesiali. Del resto non è forse vero che tutta la Bibbia è piena di contraddizioni e che basta cercarle su internet che si trovano facilmente elencate? Certo che è vero e chiunque può fare questo semplice test.In conclusione, se ami dare ascolto ad un sistema di credenze senza aver approfondito, studiato, ragionato ed anche, perché no, esplorato altre realtà, il tuo sistema logico è fallimentare ed un sintomo è credere a cose come Padre Pio perché "come è possibile che la salma sia rimasta integra?" (Nota: è stato eseguito un intervento tecnico su quella salma con elementi di tanatoprassi, chimica e arte protetica. Ovvero silicone per la maschera del viso, formalina per i tessuti e cosi via) o anche credere che Gesù Cristo sia reale per via delle numerose reliquie come i ben 14 prepuzi di Gesù, poiché, come è noto agli accademici, le reliquie venivano dichiarate tali esclusivamente per marketing corrente e visibilità (pellegrinaggi, competizione tra abbazie, legittimazione politica, e così via).
                               Simmaco

Fonti:
Misquoting Jesus: The Story Behind Who Changed the Bible and Why — Bart D. Ehrman
Forged: Writing in the Name of God — Why the Bible’s Authors Are Not Who We Think They Are — Bart D. Ehrman
Did Jesus Exist?: The Historical Argument for Jesus of Nazareth - Bart D. Ehrman
The Orthodox Corruption of Scripture: The Effect of Early Christological Controversies on the Text of the New Testament — Bart D. Ehrman
Jesus, Interrupted: Revealing the Hidden Contradictions in the Bible (And Why We Don’t Know About Them) — Bart D. Ehrman
The Bible Unearthed: Archaeology’s New Vision of Ancient Israel and the Origin of Its Sacred Texts — Israel Finkelstein & Neil Asher Silberman
Ecclesiastical History (Historia Ecclesiastica) — Eusebius of Caesarea
Catechism of the Catholic Church — promulgato da San Giovanni Paolo II
BBC News. (2008). "Exhumed body of Padre Pio shown." BBC News Online, April 24, 2008.
Holy Bones, Holy Dust: How Relics Shaped the History of Medieval Europe. Yale University Press. Freeman, C.
Furta Sacra: Thefts of Relics in the Central Middle Ages. Princeton University Press. - Geary, P. J.
The Holy Prepuce: Every Man's Little Secret. In Strange Fruit: Why Both Sides are Wrong in the Race Wars. Oxford University Press. - Farrell, J.

Come Peter Pan



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Sapete? Una volta lessi che "per tornare a volare dovevo solo ritrovare i miei pensieri felici". E così mi misi a cercarli. In ogni dove. Nei cassetti dell'armadio, quelli della cucina nei miei bicchieri e nelle mie tazze preferite. Ma di loro neanche l'ombra. Ho battuto ogni centimetro del mio letto, del mio divano, ogni millimetro di pelle del mio fiore color corallo. Ma niente. Tra le trame dei miei vestiti più belli, tra i ricordi più lontani. Ma ho visto solo tristezza e delusione. Dentro ai sacchi del piumone, negli occhi delle persone...Nulla. Sono quindi giunto alla conclusione di essere troppo cresciuto...così tanto cresciuto da aver abbattuto quella parte di me che ancora ci crede nel volare. Come se mi fossi messo due palle di cemento sui piedi. Che chissà se un giorno si sgretoleranno.........
PuffyNonPiangere

venerdì 10 aprile 2026

Il caldo è alle porte (o almeno così sembra)



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Niente. Il caldo è alle porte, o almeno così sembra. Ma di uscire da quel gelo glaciale che mi sovrasta non se ne parla. Neanche un po'. Dico "no, ma magari un accenno di sole no...un piccolo raggetto che penetra in quell'immenso buio". Ma manco pe niente. Solo nero e tenebre. Solo quel peso grosso come un masso che mi schiaccia il petto. Solo piccolissimi piacevoli istanti ai quali mi aggrappo con tutta la forza che ho. Che si sgretolano dopo qualche ora. Sentite, si a sto punto inizio a pensare che non me la merito quella po' di serenità che cerco tanto. E che questa è una croce che mi dovrò trascinare per sempre. Sarò anche triste, pessimista, quel cavolo che vi pare ma è così. Non mi rialzo. Forse proprio perché sono crollate le speranze e non riesco a ritirarle su. O forse perché...boh dovrà solo fare il suo corso. E prima o poi (stavolta) arriverà la primavera...

PuffyNonPiangere

Le conseguenze dell' amore


 

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Titta Di Girolamo è un uomo che aspetta. La sua vita precedente l' ha condotto a questo: commercialista della mafia, ha giocato male in borsa per conto dei siciliani e loro, invece che giustiziarlo, l' hanno mandato a finire i suoi giorni in un albergo della Svizzera italiana. Una valigia, da portare in banca due volte al mese, è l' unico compito assegnatogli. Titta è bloccato dentro un horror dell' anima: le sue funzioni vitali di personaggio si sono ridotte a fumare e osservare. Le pulsioni iperrealistiche di quello che è rimasto della sua vita, dentro e fuori di sé, somigliano a un teatro dell' assurdo, insano e crudele: l' eroina consumata ogni mercoledì, l' insonnia che lo divora di notte, la costosa pulizia del sangue a cui si costringe, l' nfinita partita a carte con gli altri ospiti fissi dell' albergo. Le emozioni gli sono negate: non può provare più niente, perché i suoi figli si rifiutano a telefono e il ricordo di un amico lontano è solo l' ennesimo palloncino sgonfio dentro il suo cuore. Il resto delle sue giornate si nutrono di avanzi, che lui condisce con osservazioni fuoricampo acute e paradossali, mesti epitaffi della rinuncia a vivere. La maschera grottesca di Titta, cioè quella di Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, fanno il resto, così come la rappresentazione da farsa del crimine, dell' innamoramento, persino della tragedia che verrà. Nella storia di Titta, suonano delle spie, salvagenti che affiorano da un mare pesante come liquido amniotico: il fratellastro scavezzacollo in visita; Sofia, la barista dell‘hotel dallo sguardo languido (Olivia Magnani, nipote della celebre Anna); e un‘idea, morire in modo rocambolesco. Quella che sembra una classica discesa agli inferi, è in realtà solo il preludio della prossima caduta. Le conseguenze dell' amore  è un film che costruisce l' abisso per affidargli una risalita impossibile, dal doppiofondo inevitabile. 


Blue Jacket

venerdì 3 aprile 2026

Ciao mà

Ciao mà...
Quant'è che nse vedemo...ma d'altronde se dice qua a roma no...."chi nn more...se rivede" e pure chi more.Sai? Stanotte m'ha fatto tanto piacere rivedette così bella...co quel capello corto e anche grigio che a te nn te piaceva tanto ma che te stava tanto bene. Eri bellissima. Stavamo nel tuo ufficio come quando ero piccolo a timbrare e compilare scartoffie. Me sei mancata mà. Me manca tutto de te dalle risate che te facevo fa al telefono alle fettine panate quando eravamo piccoli (dure come le suole delle scarpe) ma per noi erano buonissime solo perché le avevi fatte tu. Per non parlare delle crostate...quelle si che erano bone vere!!!
Te volevo di na cosa mà. Se avessi saputo che ogni momento poteva esse l'ultimo sicuramente avrei fatto di più. Te sarei stato più vicino, t'avrei stretto più forte, t'avrei detto quanto t'amo. Si....bisogna dire alle persone che ci stanno vicino che le amiamo e quanto le amiamo perché col tempo sto imparando che il giorno dopo potrebbe sempre essere troppo tardi. Proprio come è successo con te mamma.
Per cui ti amo mamma, e grazie....Grazie davvero di tutto. Un bacio.
P.s. sto a piange da solo come un deficiente sul treno e nn me pare il caso....
PuffyNonPiangere

Il "caso" Jim Carrey: dai denigratori al delirio complottista|


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Bendenigrati e bendenigrate a tutte e tutti dal vostro cinematografico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi vorrei parlare di nuovo di Jim Carrey, ne avevo già parlato in un articolo precedente, ho notato navigando su YouTube, in particolare, che girano molti video che trattano l'argomento Jim Carrey in modo distorto, allo scopo di metterlo in cattiva luce, facendolo passare per un povero malato mentale. E poi ci sono anche i deliri complottisti che dicono che di recente Jim Carrey è stato sostituito da un clone dagli Illuminati o dai Rettiliani perché aveva detto troppe verità scomode. Ma facciamo un passo indietro: per un ventennio circa Jim Carrey è stato all'apice della carriera e della fama, era diventato una delle principali star di Hollywood dopodiché la sua carriera è andata in declino, non si capisce bene perché, sono un po' di anni che lui appare fugacemente in qualche talk show e dice delle cose "strane", o piuttosto delle cose che vengono interpretate come strane, se la prende con l'ipocrisia di Hollywood, allude all'elite che governa in mondo, gli Illuminati, etc, dice che la gente di Hollywood non è reale, e dice che si è stancato anche di essere se stesso, dice che non vuole più recitare la parte di Jim Carrey, insomma in una frase prende le dimissioni da se stesso! Queste affermazioni, a detta di molti, sarebbero la prova che Jim Carrey sta male, che è depresso, che è giusto che stia lontano dalle scene ed è anche un modo per gettare fango su tutti i suoi film più iconici. Ci sono anche psichiatri e psicologi pronti a decretare Jim Carrey come malato mentale dopo aver visto i suoi film, in particolare The Truman Show. Invece è uno dei miei film preferiti, insieme a Man On The Moon, Una Settimana da Dio, Ace Ventura l'Acchiappaanimale e soprattutto Se Mi Lasci Ti Cancello, forse il film che in assoluto mi è piaciuto di più, tanto che me lo vedo e rivedo, un film fantastico che parla d'amore in un modo veramente poetico. Ma anche questo film viene visto da alcuni come un indizio o una prova che Jim Carrey è un povero depresso. In effetti lui qualche episodio di depressione ce lo ha avuto, e anche storie d'amore di breve durata e parecchio tormentate. Ma quello che mi da' fastidio della narrazione che va per la maggiore su Jim Carrey è la cattiveria, l'intenzione di sminuire un artista che ha toccato delle vette particolarmente alte, ed ha osato un po' tirarsi fuori dal gregge, andare oltre con la sua creatività e il suo talento e superare gli altri attori di Hollywood. Insomma lui da' fastidio! E a me da' fastidio il fastidio!


Fantozzi ragionier Ugo

venerdì 27 marzo 2026

È primavera??

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Si. Sono ancora in letargo. E a quanto pare per ora non se ne parla di uscirne, nonostante gli sforzi.
La cupezza, la mancanza d'aria, gli sbalzi d'umore e il calo dell'appetito.
L'insonnia ormai mi è entrata dentro quasi prepotentemente.
Le voci che ormai sono diventate urla.
I vuoti che sono diventati voragini.
Le speranze che stanno iniziando a morire nonostante dovrebbero essere le ultime. E invece no.
Stanno crollando una per una come castelli di carte.
E io le ritiro su.
E poi una folata di vento le ritira giù.
Quanta fatica, sudore e sangue sto perdendo. Ma d'altronde lo sapevo che questo di letargo era più pesante.
Anche se prima o poi dovrà finire....e come dico spesso alla fine....poi sarà di nuovo primavera...


PuffyNonPiangere

Le proprietà dei metalli


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Le proprietà dei metalli, diretto da Antonio Bigini, è un piccolo gioiello del cinema italiano. E’ un film che si muove a passo lento e poetico, lontano dai ritmi frenetici del cinema commerciale, preferendo esplorare il confine sottile tra scienza, fede e irrazionale. Siamo negli anni 70, in un piccolo borgo isolato di montagna nell’ appennino tosco-emiliano. La vita scorre scandita dalla natura e dalle difficoltà economiche. Il protagonista è Pietro, un bambino silenzioso e introverso che vive con un padre severo e indebitato. Pietro manifesta un dono inspiegabile: riesce a piegare i metalli semplicemente toccandoli. La voce del miracolo si diffonde rapidamente, attirando l’ attenzione di un professore universitario di Bologna, esperto di parapsicologia. Lo studioso inizia a sottoporre Pietro a una serie di esperimenti, sperando di trovare una prova scientifica dell’ esistenza di poteri psichici. Tuttavia, quello che per il professore è un caso clinico e per il padre una possibile fonte di guadagno, per Pietro è un peso invisibile. Il film segue il conflitto interiore del bambino, stretto tra le aspettative degli adulti e il desiderio di una fanciullezza normale, mentre il mistero dietro il suo dono rimane sospeso tra realtà e suggestione. E’ un film per chi ama le storie della vita che lasciano spazio alla riflessione. Il film affronta temi profondi e complessi come la famiglia e la ricerca dell’ identità, è un mix di realismo e dramma, con un tocco di mistero e di suspense. “Le proprietà dei metalli” l’ ho apprezzato molto come film per la sua sensibilità e per la sua capacità di creare un’ atmosfera unica e coinvolgente e vale la pena vederlo per la sua originalità e la sua capacità di emozionare. 

Blue Jacket

venerdì 20 marzo 2026

White Cosmos, l'implacabile e incorreggibile gufatore!


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Bengufati e bengufate a tutte e tutti dal vostro ipergufato Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a darvi conto di una sconfitta, ma che dico una sconfitta, una debacle, ma che dico una debacle, una catastrofe della Roma in Europa League! Siamo riusciti ad uscire dalle coppe non col Real Madrid, non con l'Aston Villa, ma col Bologna! E con questo articolo ho intenzione pure di rivelarvi di chi è la colpa di tutto ciò! Ebbene sì! Proprio così! Non c'è dubbio! La colpa delle recenti sfortune della Roma, dalle mie meticolose ricerche, è da attribuire al terribile atto di gufaggio di White Cosmos, il quale non si accontenta dei soliti gufi, non gli basta salire sui soliti trespoli, ha di recente approfondito le arti gufatorie e ha appreso, da me purtroppo, il potere dei numeri doppi, per lanciare potenti gufate contro i colori giallorossi! Ebbene sì, proprio ieri, alle 20 e 20 in punto, White Cosmos l'implacabile e incorreggibile gufatore, pubblicava tre gufi nella nostra chat poco prima che iniziasse la partita di Europa League della Roma, e poi sappiamo tutti come è andata a finire! È andata a finire che la Roma è uscita dalle coppe europee tra enormi e prolungate sofferenze calcistiche! Ma io dico, cosa passa nella mente di tanti lazialotti gufacchiotti che odiano la Roma molto di più di quanto amano la LaziE? Perché io, per quanto mi sforzi, non riesco a odiare la LaziE, al massimo la sfotto chiamandola per l'appunto LaziE con la E maiuscola finale! Io al massimo sfotto i lazialotti gufacchiotti ma di odiarli non ne ho affatto voglia! Anzi voglio loro quasi bene, metto il quasi per non esagerare! Allora che farò? Che posso fare con un gufatore che si è potenziato quasi come un super Sayan nelle sue arti gufatorie? Posso mettere nella chat un po' di corna, magari alle 10 e 10, alle 12 e 12 etc etc Posso chiedere a qualche maestro massone se sa come si fa a respingere un atto di gufaggio così potenziato da componenti esoteriche! Che mi suggerite di fare? Gli incantesimi no, perché tanto non sono capace! Di iniziare una guerra magica con White Cosmos non ne ho proprio voglia! E poi io sono Fantozzi ragionier Ugo, non sono un mago o uno stregone, posso contrastare il gufaggio con corni napoletani verificati, e se nemmeno questi funzionano, come Fantozzi ragionier Ugo, mi toccherà subire!


Fantozzi ragionier Ugo

A mio padre

Non sono sicura di aver fatto tutto il possibile per te, ma tu non mi chiedevi niente, non mi dicevi niente; mi guardavi e basta. Io non ti domandavo niente, in quei momenti cercavo di leggere dentro te, ma non ci riuscivo o forse non lo volevo. Il mio pensiero andava oltre in abissi di infinita incomprensione. Pensavi a te,alla tua vita a noi e al nostro futuro. Il tuo dolore non era come il mio:il mio dolore era lento, nasceva e cresceva giorno dopo giorno mentre il tuo dolore scorreva impetuoso e muoriva giorno dopo giorno.Adesso non so più chi sei, cosa stai pensando e si ti stai odiando. Ma non odiarti, no non farlo. Non interrogarti di un dolore che neanche può chiamarsi così. Perché il dolore muore con l' inizio di un'altra vita e la fine del tuo dolore è l' inizio della tua felicità, ricordalo. Tua figlia




lelle

Guerra - tutta la verità



Adesso ascolta.

Ho assistito a tante guerre nella mia vita.

Alcune di queste non sono mai terminate.

Ed altre si affrontano nella vita di tutti i giorni.

Hai contato le vittime?

Hai sentito il dolore?

No, non ti è interessato. Prima di sterminare il nuovo popolo, infrangere ogni legge esistenziale...

Non ti è interessato.

A cosa stavi pensando...

Ai tuoi interessi, chiaro.

Beh... hai pensato di essere l'unico che contasse in questo mondo.

Per conquistare un territorio che non potrai nemmeno mai percorrere per intero. Cosa ti rimane in mano, se non un disegno su una cartina geografica?

Ti rimane l'odio della gente.

E tutto il dolore, e tutta la pena e la sofferenza e la morte e il terrore e la distruzione e le macerie ed il sangue e le lacrime.

...di bambini, di animali, di innocenti.

È questo che volevi ottenere? Che senso ha la tua vita, in che modo ti reputi degno di esistere se tutto ciò che porti è il lutto?

Ma tu ti senti superiore.

Ed esattamente in cosa saresti superiore?

Sei superiore ad un medico che ha la conoscenza e lo spirito di sacrificio di salvare vite altrui nonostante rischi di perdere la propria? Sei superiore ad uno di quei soldati che tentano disperatamente di proteggere quel poco che ancora rimane loro nella situazione in cui li hai cacciati? Il tuo coraggio è superiore a quello di una bambina che perde i suoi genitori e cerca di sopravvivere a questo?

Tu non sei superiore...

Ti credi grande... e forte...

Ma non hai nulla dentro che ti permetta di sentirti grande... e la tua forza...

Sappi che non c'è niente di forte in una possibilità mal riposta di schiacciare vite di persone che nonostante tutto resistono. Sì... resistono. A te.

E poi ti guarderai allo specchio e ti rimarrà un giorno di vita o te ne rimarranno due. E vedrai che non hai fatto niente con quella ricchezza sottratta a quelle vittime. Che non hai camminato per tutto il tuo territorio conquistato e che nessuno ti avrà glorificato. Sarai condannato ad essere dimenticato da chi si mostrava leale con l'inganno. Odiato.

E ti renderai conto che tutta la tua vita è stata una menzogna a te stesso.

Una menzogna che non ti ha fatto vivere bene.

E tutto quel sangue versato è stato inutile.

Pensaci.
                                                                 
                                                                SIMMACO

Polvere di farfalla




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D'un tratto si stagliò sopra di me sul prato verde mentre osservavo disteso il mondo, felice e sonnolento, fra l'azzurro, il bianco e l'ambra del tramonto e i cinguettii lontani.

Mi adombrò la sua figura, ancora contornata dalla flebile luce che piano piano cominciava a darmi l'ultimo saluto di questa giornata mentre il sole scompariva oltre l'orizzonte, sottraendomi dalle ultime, timide carezze di calore. Desideri di un'intera vita, desideri d'amore, di sincerità, che malvagiamente fuggivano.

Le palpebre prima illuminate, si spalancarono in sussulto, il quale subito svanì, cedendo il posto alla vista di un angelo.

L'ombra della sua figura era diventata il candore di un angelo, una ragazza dai capelli turchini, fatta di luce, sconosciuta, ma al tempo stesso mi sembrava di conoscerla da sempre, talmente era bella e dallo sguardo gentile. 

Mille farfalle si fecero subito sentire. Iniziarono ad agitarsi freneticamente, sbattendo le loro ali indomabili da ogni parte, in ogni direzione, incomprensibilmente. Non riuscivo a placarmi. Le farfalle ormai danzavano libere, senza inibizione, senza pudore, con solo tanta voglia di danzare e di sbattere le ali dalla felicità e dall'incredibile emozione che esse stesse sembravano provare, ancor prima di me. Io, non ero più in me. 

Lei oramai non era più un'ombra, ma ricopriva tutta la volta celeste, la illuminava senza lasciar più spazi liberi. Non esisteva più niente oltre a lei. Si era presa tutto... intorno a me. Tutto era lei, lei era tutto, in un'unicità che non avevo mai visto prima. Un'unicità che non poteva appartenere a questo mondo. La sua visione era troppo, troppo, troppo...

E d'improvviso mi ritrovai avvolto nel buio della mia stanza, dolcemente illuminata da un lontano sguardo di luna, ad osservare, a pensare, a sperare, con occhi velati di ingannevole ricordo. 

Tale se ne andò accompagnato da un grande sospiro e per un'ultima volta mi apparve l'immagine confusa di lei, che presto si dissolse in polvere di luce e di colori.

Fu così che, dai miei occhi accecati dalle lacrime, essa mi lasciò per raggiungere la luna...



White Cosmos

venerdì 13 marzo 2026

Alla ricerca della felicità!


https://lasesia.vercelli.it/percorsi-di-crescita-per-bambini-da-0-a-11-anni/2021/06/02/news/bambini-felici-105255/


Il segreto della felicità non è essere felici di per sé, come se fosse un talento innato. Il segreto è una formula, ci stanno proprio degli ingredienti che insieme donano felicità.
Il primo di questi è il più ovvio, avere relazioni sociali. Amicizie e rapporti sono alla base del benessere umano.
Il secondo di questi invece, è avere delle soddisfazioni materiali. Guardare una serie tv, giocare ad un videogioco. Eccetera.
Poi viene il terzo, che è il benessere fisico, farsi una nuotata, un po' di sparring, una giocata a tennis...
Il quarto è stare bene: liberarsi dagli ostacoli come ansie, paure e psicosi. Molti si chiederebbero come si possa fare. Si ottiene semplicemente con la calma ed una volta che le cose attorno a noi iniziano a girare bene. Non gireranno bene da sole, dovete essere voi a buttarvi nelle situazioni, gettarvi nella mischia.
Il quinto, prendersi cura di sé stessi. Meditare, allenarsi, studiare...
Poi il sesto: avere speranza. Questo non è il semplice vaneggiare di qualcosa che non accadrà. Significa concretamente lavorare per costruirsi un futuro sempre migliore. Prendete ad esempio i medici che fanno corsi di aggiornamento e così via.
Il settimo è l'ultimo: vivi sempre nel rispetto di te stesso, nella calma, nell'etica e nel rispetto della comunità. Prendersi cura anche degli altri e non solo di sé stessi vi aiuterà anche personalmente: non si può vivere bene nell'indifferenza o peggio, nell'odio. L'amore verso sé stessi nasce anche dal sociale oltre che dal prendersi cura del proprio io.
Lo sto dicendo perché ultimamente sono molto felice e riesco a comprenderne i motivi. Che questa guida possa aiutare chi ancora si sente dubbioso su come proseguire con la sua vita in maniera ottimale.
                                                   Simmaco

Vorrei....



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Vorrei riuscire a scrivere qualcosa.
 Vorrei riuscire a respirare e sciogliere questo nodo di lana che ho nella testa. 
Vorrei poter ridere per un attimo. O quanto meno riuscire a sorridere. Vorrei smettere di odiarmi per un giorno.
 No, non dico amarmi, non esageriamo. 
Vorrei poter non vedere attraverso quell'ombra nera posata sull'anima. Vorrei poter vivere solo per un attimo senza quell'ombra nera posata sull'anima. 
Vorrei, vorrei...vorrei tante, troppe cose....o magari no. 
M'accontenterei solo di una boccata d'aria, di serenità.....ma forse non è questo il momento.....

PuffyNonPiangere

LAVOREREMO DA GRANDI


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Antonio Albanese con “Lavoreremo da grandi” torna alla commedia dopo Cento
domeniche, raccontando in una sola notte sul lago d’Orta quattro uomini
sconfitti che trasformano fallimenti e paure in un’amara, lucidissima
tragicommedia. Una black comedy rigorosa e malinconica che osserva
l’inettitudine contemporanea, ma solo la possibilità di riconoscersi e sorridere
dell’assurdo. Tre amici Beppe, Umberto e Gigi aspettano Toni per celebrare la sua
scarcerazione. Umberto è un musicista fallito con due matrimoni alle spalle e
l’azienda di famiglia mandata in rovina; Gigi, appena escluso dall’eredità della zia,
vaga alticcio con una parrucca d’altri tempi come silenziosa dichiarazione di
sconfitta; Beppe, idraulico timido e ancora succube di una madre soffocante,
sostiene di non aver mai avuto una relazione. Toni, figlio di Umberto, è brillante
quanto irrequieto, abituato a entrare e uscire di prigione per piccoli reati. Una
compagnia disallineata, chiusa in un microcosmo immobile affacciato sul lago.
Ma qualcosa incrina l’equilibrio precario. Dopo una serata troppo alcolica al bar del
paese, l’auto su cui viaggiano investe qualcuno. Presi dal panico, i quattro
scelgono la fuga e si barricano nella casa di Umberto. Inizia così una notte febbrile
fatta di decisioni sbagliate, colpi di scena, situazioni grottesche e incontri
improbabili, mentre il caos cresce fino a una soluzione tanto inattesa quanto
inevitabile, che si rivelerà solo alle prime luci dell’alba. Il film è ambientato in un
solo arco temporale, dall’imbrunire all’alba, sebbene l’azione avvenga
principalmente di notte e in un solo luogo, una casa che si affaccia sul lago d’Orta.
La vicenda prende avvio dopo una serata bevereccia che degenera in un incidente
sul lungolago, evento che costringe i protagonisti a rifugiarsi nell’abitazione di
Umberto. La loro soluzione a crisi e fallimento sembra solo una, ovvero
procrastinare, non pensare subito al problema, ma rimandare a un altro momento
per risolverlo. La loro rassegnazione non permette loro di evolvere, di fare le cose
subito, reagendo. Albanese mette in scena l’inetto di oggi, che si lamenta sempre,
di tutto, ma non fa nulla per cambiare le cose. Lavoreremo da grandi porta in
scena uomini che non lottano per primeggiare l’uno sull’altro, cercano solo un
modo per andare avanti insieme. Antonio Albanese firma così una commedia
malinconica, il perfetto mix tra la comicità bassa di Cetto La Qualunque e la
drammaticià di Cento Domeniche . Un film che non promette redenzione, ma
suggerisce che, forse, l’unico modo per sopravvivere all’inadeguatezza è riderne
prima che diventi disperazione.

Blue Jacket

venerdì 6 marzo 2026

la lavanda


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In Egitto la lavanda era usata per i profumi e per i massaggi come olio essenziale. I greci la utilizzavano in campo medico durante il primo secolo d. C. I romani la utilizzavano come uno dei profumi più importanti insieme alla mirra e i gigli(il nordium).Il nordus è una parola latina che significa lavanda e deriva dal greco nardo. Furono loro a introdurre la lavanda in Britannia, e le truppe romane la usavano in caso di ferite e malattie. In Europa nal MedioEvo furono gli ordini religiosi a coltivarla tra le piante più diffuse da utilizzarla sia in cucina che in medicina. Ad esempio i francesi la portavano addosso perché la ritenevano una protezione dal pericolo di malattie. In Inghilterra nel sedicesimo secolo venne per la prima volta coltivata come pianta da raccolto. L'erborista William Turner la definiva come "conforto per il cervello". Nell' uso più quotidiano veniva impiegata in casa per profumare la biancheria, come medicamento e bevanda rilassante. Nell' epoca Vittoriana la lavanda raggiunse il culmine della storia. La regina Vittoria faceva abbondante uso dell' acqua di lavanda, degli olii essenziali e dei vari profumi che la contenevano. L' olio essenziale della pianta della lavanda venne utilizzato come medicazione per le ferite durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la lavanda è di forte interesse in ogni parte del mondo per le ricette di cucina, come medicamento, in quanto ricca di proprietà terapeutiche e medicinali, come elemento decorativo, come cura e igiene di tutta la casa.Gli effetti benefici si possono trovare nei cosmetici, nei saponi, nei profumi. I campi di lavanda in Europa si trovano in Francia dov'è definita "l'or bleu" ed è tale in generale per il colore, la pianta e il profumo; in Slovenia e Bulgaria. In Italia dal nord al sud di ogni regione la lavanda si è diffusa.Si coltiva in Piemonte, in Toscana e in Liguria, e in particolare nel Lazio: nella Tuscia viterbese e in Tuscania. La lavanda è diffusa in Provenza grazie al clima mediterraneo secco e all' altitudine (tra 500 e 1500 m.). È dal Medioevo che viene usata per usi erboristici e nel XIX secolo che la sua coltivazione ha avuto maggior diffusione dagli anni '50-'60 per soddisfare l' industria dei profumi di Grasse con l'ibrido lavandino. Il periodo migliore della fioritura va da giugno ad agosto. È un arbusto sempreverde e che può raggiungere l'altezza di un metro e le principali specie sono: lavandula latifoglia, dalle foglie ampie e lavandula angustifolia, dalle foglie strette, e lavandula intermedia, che è un ibrido delle due.

lelle

...e se tornerai...



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Ancora niente.

Ancora non una reazione.
E io continuo a cercarti senza trovarti. Ti cerco nei sogni che non ricordo, negli aloni dei calici di vino, sotto ai bicchieri e sotto i sottobicchieri. Ti cerco in mezzo ai capelli che ti annodi, ti cerco in un tramonto ma nessuno ti ha vista passare. Ho chiesto anche ad amore, a tristezza ma niente. Di te nessuna traccia. Ti ho cercata su un interegionale diretto chissà dove, pensando che fossi fuggita da una vita che ti stava stretta. Ma non eri neanche lì. Domani mattina parlerò con l'aurora magari essendo un nuovo giorno ricomparirai. E se così non fosse continuerò ad aspettare, anche se so che non tornerai. Ti aspetterò. E se tornerai sarà come se non te ne fossi mai andata.

PuffyNonPiangere

venerdì 27 febbraio 2026

A te...fratello mio



A te  Fratello mio.
Si, anche se ci conosciamo da poco. 
Da giugno dell'anno scorso. È come se mi avessi preso la mano e mi stessi accompagnando nel buio delle pareti di questa galleria che è il mio percorso. 
 È come se avessi preso un secchio di colore e l'avessi all'improvviso ridipinta tutta rendendola più bella. 
È come se in quei momenti, in cui mi prepari la cena, ci sfoghiamo e cazzeggiamo e ci guardiamo un film insieme, quei mostri evaporassero.
E....quindi si. Grazie amico mio per quei secchi di colore, grazie per quella mano che mi tieni sempre tesa, grazie per ogni momento ogni sigaretta ogni emozione che mi regali. 
Per ogni chiamata, per tirarmi fuori di casa, per non farmi pensare...per ogni caffè. 
 E per tutto l'amore che ci metti con me dal primo giorno che ci siamo legati. Grazie davvero di tutto.
Ti voglio bene
Ora e sempre....

PuffyNonPiangere

Fantozzi e il poker: raggiunta quota 4 miliardi!


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Bengiocati e bengiocate a tutte e tutti dal vostro giocherellone Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a raccontarvi di nuovo delle mie imprese come giocatore di poker, sempre ovviamente con soldi finti, fiches, nella piattaforma Texas Poker! Ma anche se si tratta di soldi finti, il gioco è vero e molto combattuto! Da qualche settimana sono finalmente riuscito ad abituarmi a giocare al settimo livello, che come vi avevo detto in articoli precedenti, è il livello dove regna incontrastata l'arte del bluff! In effetti giocare al sesto livello era diventato un po' troppo noioso, al settimo si aggiunge un po' di pepe e questo pepe è appunto il bluff. Io per il momento non bluffo, ma mi è capitato qualche volta di "sgamare" un bluff, qualche avversario ha provato a farmi credere di avere di più ci ciò che aveva realmente, e un po' di volte non ci sono cascato, ho continuato a credere nel punto che avevo io. Quest'arte di sgamare il bluff non è qualcosa di razionale, ma è irrazionale quanto il bluff stesso, infatti il bluff introduce nel gioco un qualcosa di irrazionale, qualcosa che fa saltare tutti gli schemi. Inoltre nella serie televisiva "Sherlock" un personaggio afferma che esistono il bluff, il doppio bluff e anche il triplo bluff. Ci ho pensato un po' su e secondo me il bluff è fare finta di avere un punto; il doppio bluff è fare finta di bluffare, e il triplo bluff è fare finta di fare finta di bluffare! Francamente mi perdo a stare appresso a tutti questi bluff, già per il momento non sono capace di bluffare, figuriamoci se sono capace di bluffare un bluff etc etc. Suppongo che per bluffare sia necessario saper leggere bene gli avversari, cercando di indovinare cos'hanno in mano, allo scopo di far loro credere di avere in mano di più. Ci vuole anche un po' di coraggio, per esempio certi vanno all in senza avere niente in mano e sperano che gli altri giocatori lascino tutti. Io per il momento non sono capace di fare ciò. Però intanto ho raggiunto quota 4 miliardi con grande scorno di Nonno Elpho, che nella nostra chat mi da' del plutocrate! Allora il prossimo obiettivo è raddoppiare ancora il "capitale" alla faccia di Nonno Elpho, e diventare sempre più "plutocrate"!


Fantozzi ragionier Ugo

Gatti


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Nella letteratura che parla di gatti ho letto due autori contemporanei, uno italiano e l'altro giapponese. Il primo Federico Santaiti ha scritto due romanzi: il primo pubblicato nel 2017 e dal titolo "Fatti i gatti tuoi" e il secondo nel 2025 intitolato " Il gatto dai sette nomi", nel quale l' autore descrive la storia di un cucciolo di gatto di sei settimane dal pelo nero che nel suo cammino tutto solo in un paese sotto la pioggia, incontrerà sette umani per i quali diverrà compagno fedele con cui confidarsi in un periodo difficile e cambiargli la vita in meglio. Ma lui farà inconsapevolmente in quanto è ancora cucciolo. La seconda autrice è la giapponese Ishida Syou che ha scritto due romanzi dal titolo" La soluzione è sempre un gatto", stampato nel 2025 e "Un gatto per i giorni difficili" pubblicato nel 2024. I due libri raccontano i rapporti dei protagonisti umani ai quali è prescritto come cura un gatto secondo il caso in una clinica per il cuore/per l' anima di Nakagayo (quartiere centrale di Kyoto in Giappone) la Nakagayo kokoro byoin. In giapponese kokoro indica il cuore come sede dell' anima- mente: l' essenza più profonda di una persona, di un luogo, di una pratica. I gatti sono percettivi e si proiettano cambiando le nostre vite. Apportano un prodigioso effetto benefico di guarigione, hanno un potere taumaturgico, cioè miracoloso.Il gatto e' un mediatore di affettività. Nell' antico Egitto i gatti erano venerati,in Europa nel Medioevo furono perseguitati e condannati, nel Rinascimento italiano Leonardo da Vinci definiva il gatto:" il più piccolo dei felini, un capolavoro". Egli ha studiato e disegnato i gatti includendo schizzi considerati studi per la "Madonna del gatto", opera che non fu mai realizzata. All' inizio del XIX secolo nell' ultimo periodo dell' epoca Vittoriana Harrison Weir il 13 luglio del 1871, organizzò la prima esposizione felina al Crystal Palace di Londra, che riguardò gatti co pedigree British e Persiani. Fu il primo presidente del National Cat Club. L' interesse per le esposizioni feline si diffuse in Europa e anche a New York dove nel 1895 ebbe luogo la prima mostra di gatti di tutte le razze. Esistono il gatto selvatico e domestico che abitano una parte d' Europa, dell' Africano e dell' Asia. Il gatto domestico che discende dal gatto selvatico africano. Esistono gatti a pelo lungo, a pelo corto o privi di pelo. I gatti senza pedigree sono il risultato di un accoppiamento casuale che può portare molte variazioni nell' aspetti. I gatti con pedigree (razza pura) sono il frutto di accurati e incroci selettivi di molte generazioni per conformarsi allo standard stabilito dalle associazioni feline le quali hanno il compito di riconoscere e registrare le nuove razze e definire gli standard. Lo standard di razza definisce le caratteristiche del gatto ideale(tipo,colore e disegno).Vincere una esposizione felina conferisce valore al gatto che concorre.L' allevamento selettivo del gatto è iniziato da poco più di un secolo. Le esposizioni britanniche sono caratterizzate dal variare di grandezza a seconda che si tratti piccole mostre promozionali o di avvenimenti nazionali. Nelle esposizioni americane degli Stati Uniti il gatto viene giudicato da più giudici nella stessa mostra e se meritevole, può ottenere più titoli.

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