venerdì 8 maggio 2026

Il diavolo veste prada 2




Ormai venti anni dall’ uscita de il diavolo veste Prada, arriva nelle sale il diavolo veste prada 2, un film capace di trasformare il mondo della moda in un immaginario cinematografico riconoscibile e indimenticabile. Questo film nasce da un’ esigenza precisa: parlare a un pubblico che è ormai cresciuto, ma che non ha mai dimenticato le battute di Miranda, interpretata da Meryl Streep e Andy interpretata da Anne Hathaway. Il potere del primo film infatti non risiedeva solo nell’ essere un film sulla moda, ma anche un racconto sul potere, sull’ ambizione e sul prezzo da pagare per rimanere al vertice. Un film che ha cambiato la vita a una intera generazione e che ora ritorna creando tanta nostalgia. Il primo elemento che colpisce de il diavolo veste Prada 2 è proprio questo: è un film nostalgico Il suo ritorno non punta tanto su una narrazione efficace, quanto sull’ emotività dei fan che venti anni fa sono rimasti affascinati da quel mondo fatto di lusso, passerelle e potere. Il punto di forza del film resta proprio quello: la moda. Gli abiti tornano a essere assoluti protagonisti, di quelli da ufficio che quelli dei grandi eventi. Nonostante le grandi marche siano oggi più accessibili, alcuni degli abiti mostrati restano ancora quel sogno lontano che tutti vorrebbero indossare almeno una volta nella vita. Nel primo film Miranda era un personaggio complesso; una donna potente che incuteva timore, ma che aveva le sue fragilità che a rendevano umana. Miranda è cambiata e non in meglio. Il mondo intorno a lei è cambiato e si nota come lei non riesca a stare al passo coi tempi. Si è dovuta adattare a un mondo che lei fatica a comprendere. Non è più una regina e non domina più la scena, piuttosto la subisce. Il film prova a raccontare un cambiamento reale: quello dell’ inclusione nella moda e delle nuove generazioni che rifiutano certe logiche e il mobbing sul lavoro. Il risultato è un racconto che parla di un mondo nuovo attraverso una struttura narrativa più vecchia, dimostrando quanto il film resti fermo nonostante la moda vada avanti. Un altro aspetto particolarmente critico è il modo in cui Andy torna. Se nel primo capitolo il suo ingresso nel mondo della moda aveva un senso narrativo forte, adesso il suo ritorno sembra forzato, debole e poco credibile e non regge il peso emotivo che dovrebbe avere. E’ tutto lineare, prevedibile e senza veri momenti di tensione o svolta. In conclusione il diavolo veste Prada 2 è un film che funziona solo in parte. Funziona come operazione nostalgica, come omaggio a un mondo e a personaggi che hanno segnato un ventennio. Funziona l’ aspetto legato alla moda, ma manca tutto il resto: il coraggio e l’ evoluzione narrativa.

Blue Jacket

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