venerdì 29 maggio 2026

Animali in scena


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La sera dello scorso 27 maggio io, insieme ad uno dei gruppi di teatro in cui sto, mi sono esibito nella rappresentazione di una famosa opera di George Orwell: "La fattoria degli animali". Essa è un romanzo del 1945 che critica la rivoluzione russa e il regime stalinista. Noi, con la nostra compagnia teatrale guidata sapientemente e pazientemente dai nostri due maestri, R. e F., lo abbiamo preso e trasposto in forma di testo / opera teatrale, quindi interpretandolo ma cercando allo stesso tempo di mantenere il suo carattere narrativo di appartenenza. Alla fine quindi, ciò che il nostro pubblico ha visto a teatro è stata una rappresentazione allegorica, in parte recitata, ed in parte narrata, che ha riportato agli occhi e alle orecchie degli spettatori, un tema critico, purtroppo assai molto ricorrente, anzi direi appartenente in modo peculiare all'essere umano: "Il potere logora e manipola chi lo detiene. Anche se hai passato un'intera vita senza di esso, quando l'opportunità di averlo si presenta davanti a te, allora tutto può succedere".

Il percorso preparatorio è durato circa 7 mesi, ha avuto inizio lo scorso autunno ed è culminato con lo spettacolo del 27 maggio al Teatro de L'Ascolto di Roma. Teatro piccolo ma molto carino ed accogliente. 

Non è stato per niente facile riuscire a realizzare uno spettacolo teatrale di questo tipo, molto fisico e solo in parte parlato, partendo da un testo in forma di romanzo, non pensato dall'autore per essere portato in scena a teatro. Il lavoro di riconversione è stato fatto tutto dal nostro regista R. e dal nostro sceneggiatore F. A noi è toccata l'azione e la preparazione a livello fisico. Eh sì, perché ognuno di noi, sempre presente sul palcoscenico insieme a tutti gli altri, ha dovuto trasformarsi e sentirsi uno degli animali della fattoria. Lavoro assai complicato per alcuni, se non addirittura per tutti. Questo testo è stato scelto per noi proprio per il fatto che, a parte me e forse un'altra persona, che eravamo già abbastanza abituati a queste modalità di azione fisica ed allenati (a me personalmente piace moltissimo questo tipo di lavoro), tutti gli altri avevano in partenza molta difficoltà e deficienza a livello di movimento ed utilizzo del proprio corpo nello spazio. 

A me è stato assegnato un doppio ruolo: quello del Signor Jones, il capo della fattoria, il quale tratta malissimo gli animali per farli lavorare di più, il quale non aveva alcuna remora nell'utilizzare frusta e maniere brute ogni qualvolta fosse servito. Successivamente quello del cavallo Gondrano, l'animale più forte della fattoria, dotato di possenti muscoli e sempre pronto a lavorare più degli altri, disposto anche a fare ad scudo per gli altri animali contro gli uomini cattivi. La fine che ho fatto? Un cavallo trasformato nel corpo di un essere fragilissimo neanche più in grado di muoversi e portato al macello in una macelleria equina. Gli animali, unitisi e rivoltatisi contro gli uomini, cacciano questi ultimi dalla fattoria, ne prendono il controllo dichiarando: "Tutti gli animali sono uguali". Ma alla fine così non sarà... I tre maiali che hanno capeggiato la rivolta, Palla di Neve, Clarinetto e Napoleon, una volta trovato il potere, lo sentono, lo desiderano, lo assumono ed esso si impadronisce di loro.

I maiali diventano tiranni, esattamente e più degli uomini che li hanno preceduti...


White Cosmos

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