venerdì 13 marzo 2026

LAVOREREMO DA GRANDI


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Antonio Albanese con “Lavoreremo da grandi” torna alla commedia dopo Cento
domeniche, raccontando in una sola notte sul lago d’Orta quattro uomini
sconfitti che trasformano fallimenti e paure in un’amara, lucidissima
tragicommedia. Una black comedy rigorosa e malinconica che osserva
l’inettitudine contemporanea, ma solo la possibilità di riconoscersi e sorridere
dell’assurdo. Tre amici Beppe, Umberto e Gigi aspettano Toni per celebrare la sua
scarcerazione. Umberto è un musicista fallito con due matrimoni alle spalle e
l’azienda di famiglia mandata in rovina; Gigi, appena escluso dall’eredità della zia,
vaga alticcio con una parrucca d’altri tempi come silenziosa dichiarazione di
sconfitta; Beppe, idraulico timido e ancora succube di una madre soffocante,
sostiene di non aver mai avuto una relazione. Toni, figlio di Umberto, è brillante
quanto irrequieto, abituato a entrare e uscire di prigione per piccoli reati. Una
compagnia disallineata, chiusa in un microcosmo immobile affacciato sul lago.
Ma qualcosa incrina l’equilibrio precario. Dopo una serata troppo alcolica al bar del
paese, l’auto su cui viaggiano investe qualcuno. Presi dal panico, i quattro
scelgono la fuga e si barricano nella casa di Umberto. Inizia così una notte febbrile
fatta di decisioni sbagliate, colpi di scena, situazioni grottesche e incontri
improbabili, mentre il caos cresce fino a una soluzione tanto inattesa quanto
inevitabile, che si rivelerà solo alle prime luci dell’alba. Il film è ambientato in un
solo arco temporale, dall’imbrunire all’alba, sebbene l’azione avvenga
principalmente di notte e in un solo luogo, una casa che si affaccia sul lago d’Orta.
La vicenda prende avvio dopo una serata bevereccia che degenera in un incidente
sul lungolago, evento che costringe i protagonisti a rifugiarsi nell’abitazione di
Umberto. La loro soluzione a crisi e fallimento sembra solo una, ovvero
procrastinare, non pensare subito al problema, ma rimandare a un altro momento
per risolverlo. La loro rassegnazione non permette loro di evolvere, di fare le cose
subito, reagendo. Albanese mette in scena l’inetto di oggi, che si lamenta sempre,
di tutto, ma non fa nulla per cambiare le cose. Lavoreremo da grandi porta in
scena uomini che non lottano per primeggiare l’uno sull’altro, cercano solo un
modo per andare avanti insieme. Antonio Albanese firma così una commedia
malinconica, il perfetto mix tra la comicità bassa di Cetto La Qualunque e la
drammaticià di Cento Domeniche . Un film che non promette redenzione, ma
suggerisce che, forse, l’unico modo per sopravvivere all’inadeguatezza è riderne
prima che diventi disperazione.

Blue Jacket

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