venerdì 20 marzo 2026

Polvere di farfalla




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D'un tratto si stagliò sopra di me sul prato verde mentre osservavo disteso il mondo, felice e sonnolento, fra l'azzurro, il bianco e l'ambra del tramonto e i cinguettii lontani.

Mi adombrò la sua figura, ancora contornata dalla flebile luce che piano piano cominciava a darmi l'ultimo saluto di questa giornata mentre il sole scompariva oltre l'orizzonte, sottraendomi dalle ultime, timide carezze di calore. Desideri di un'intera vita, desideri d'amore, di sincerità, che malvagiamente fuggivano.

Le palpebre prima illuminate, si spalancarono in sussulto, il quale subito svanì, cedendo il posto alla vista di un angelo.

L'ombra della sua figura era diventata il candore di un angelo, una ragazza dai capelli turchini, fatta di luce, sconosciuta, ma al tempo stesso mi sembrava di conoscerla da sempre, talmente era bella e dallo sguardo gentile. 

Mille farfalle si fecero subito sentire. Iniziarono ad agitarsi freneticamente, sbattendo le loro ali indomabili da ogni parte, in ogni direzione, incomprensibilmente. Non riuscivo a placarmi. Le farfalle ormai danzavano libere, senza inibizione, senza pudore, con solo tanta voglia di danzare e di sbattere le ali dalla felicità e dall'incredibile emozione che esse stesse sembravano provare, ancor prima di me. Io, non ero più in me. 

Lei oramai non era più un'ombra, ma ricopriva tutta la volta celeste, la illuminava senza lasciar più spazi liberi. Non esisteva più niente oltre a lei. Si era presa tutto... intorno a me. Tutto era lei, lei era tutto, in un'unicità che non avevo mai visto prima. Un'unicità che non poteva appartenere a questo mondo. La sua visione era troppo, troppo, troppo...

E d'improvviso mi ritrovai avvolto nel buio della mia stanza, dolcemente illuminata da un lontano sguardo di luna, ad osservare, a pensare, a sperare, con occhi velati di ingannevole ricordo. 

Tale se ne andò accompagnato da un grande sospiro e per un'ultima volta mi apparve l'immagine confusa di lei, che presto si dissolse in polvere di luce e di colori.

Fu così che, dai miei occhi accecati dalle lacrime, essa mi lasciò per raggiungere la luna...



White Cosmos

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