venerdì 20 marzo 2026

A mio padre

Non sono sicura di aver fatto tutto il possibile per te, ma tu non mi chiedevi niente, non mi dicevi niente; mi guardavi e basta. Io non ti domandavo niente, in quei momenti cercavo di leggere dentro te, ma non ci riuscivo o forse non lo volevo. Il mio pensiero andava oltre in abissi di infinita incomprensione. Pensavi a te,alla tua vita a noi e al nostro futuro. Il tuo dolore non era come il mio:il mio dolore era lento, nasceva e cresceva giorno dopo giorno mentre il tuo dolore scorreva impetuoso e muoriva giorno dopo giorno.Adesso non so più chi sei, cosa stai pensando e si ti stai odiando. Ma non odiarti, no non farlo. Non interrogarti di un dolore che neanche può chiamarsi così. Perché il dolore muore con l' inizio di un'altra vita e la fine del tuo dolore è l' inizio della tua felicità, ricordalo. Tua figlia




lelle

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