venerdì 10 aprile 2026

Le conseguenze dell' amore


 

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Titta Di Girolamo è un uomo che aspetta. La sua vita precedente l' ha condotto a questo: commercialista della mafia, ha giocato male in borsa per conto dei siciliani e loro, invece che giustiziarlo, l' hanno mandato a finire i suoi giorni in un albergo della Svizzera italiana. Una valigia, da portare in banca due volte al mese, è l' unico compito assegnatogli. Titta è bloccato dentro un horror dell' anima: le sue funzioni vitali di personaggio si sono ridotte a fumare e osservare. Le pulsioni iperrealistiche di quello che è rimasto della sua vita, dentro e fuori di sé, somigliano a un teatro dell' assurdo, insano e crudele: l' eroina consumata ogni mercoledì, l' insonnia che lo divora di notte, la costosa pulizia del sangue a cui si costringe, l' nfinita partita a carte con gli altri ospiti fissi dell' albergo. Le emozioni gli sono negate: non può provare più niente, perché i suoi figli si rifiutano a telefono e il ricordo di un amico lontano è solo l' ennesimo palloncino sgonfio dentro il suo cuore. Il resto delle sue giornate si nutrono di avanzi, che lui condisce con osservazioni fuoricampo acute e paradossali, mesti epitaffi della rinuncia a vivere. La maschera grottesca di Titta, cioè quella di Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, fanno il resto, così come la rappresentazione da farsa del crimine, dell' innamoramento, persino della tragedia che verrà. Nella storia di Titta, suonano delle spie, salvagenti che affiorano da un mare pesante come liquido amniotico: il fratellastro scavezzacollo in visita; Sofia, la barista dell‘hotel dallo sguardo languido (Olivia Magnani, nipote della celebre Anna); e un‘idea, morire in modo rocambolesco. Quella che sembra una classica discesa agli inferi, è in realtà solo il preludio della prossima caduta. Le conseguenze dell' amore  è un film che costruisce l' abisso per affidargli una risalita impossibile, dal doppiofondo inevitabile. 


Blue Jacket

venerdì 3 aprile 2026

Ciao mà

Ciao mà...
Quant'è che nse vedemo...ma d'altronde se dice qua a roma no...."chi nn more...se rivede" e pure chi more.Sai? Stanotte m'ha fatto tanto piacere rivedette così bella...co quel capello corto e anche grigio che a te nn te piaceva tanto ma che te stava tanto bene. Eri bellissima. Stavamo nel tuo ufficio come quando ero piccolo a timbrare e compilare scartoffie. Me sei mancata mà. Me manca tutto de te dalle risate che te facevo fa al telefono alle fettine panate quando eravamo piccoli (dure come le suole delle scarpe) ma per noi erano buonissime solo perché le avevi fatte tu. Per non parlare delle crostate...quelle si che erano bone vere!!!
Te volevo di na cosa mà. Se avessi saputo che ogni momento poteva esse l'ultimo sicuramente avrei fatto di più. Te sarei stato più vicino, t'avrei stretto più forte, t'avrei detto quanto t'amo. Si....bisogna dire alle persone che ci stanno vicino che le amiamo e quanto le amiamo perché col tempo sto imparando che il giorno dopo potrebbe sempre essere troppo tardi. Proprio come è successo con te mamma.
Per cui ti amo mamma, e grazie....Grazie davvero di tutto. Un bacio.
P.s. sto a piange da solo come un deficiente sul treno e nn me pare il caso....
PuffyNonPiangere

Il "caso" Jim Carrey: dai denigratori al delirio complottista|


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Bendenigrati e bendenigrate a tutte e tutti dal vostro cinematografico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi vorrei parlare di nuovo di Jim Carrey, ne avevo già parlato in un articolo precedente, ho notato navigando su YouTube, in particolare, che girano molti video che trattano l'argomento Jim Carrey in modo distorto, allo scopo di metterlo in cattiva luce, facendolo passare per un povero malato mentale. E poi ci sono anche i deliri complottisti che dicono che di recente Jim Carrey è stato sostituito da un clone dagli Illuminati o dai Rettiliani perché aveva detto troppe verità scomode. Ma facciamo un passo indietro: per un ventennio circa Jim Carrey è stato all'apice della carriera e della fama, era diventato una delle principali star di Hollywood dopodiché la sua carriera è andata in declino, non si capisce bene perché, sono un po' di anni che lui appare fugacemente in qualche talk show e dice delle cose "strane", o piuttosto delle cose che vengono interpretate come strane, se la prende con l'ipocrisia di Hollywood, allude all'elite che governa in mondo, gli Illuminati, etc, dice che la gente di Hollywood non è reale, e dice che si è stancato anche di essere se stesso, dice che non vuole più recitare la parte di Jim Carrey, insomma in una frase prende le dimissioni da se stesso! Queste affermazioni, a detta di molti, sarebbero la prova che Jim Carrey sta male, che è depresso, che è giusto che stia lontano dalle scene ed è anche un modo per gettare fango su tutti i suoi film più iconici. Ci sono anche psichiatri e psicologi pronti a decretare Jim Carrey come malato mentale dopo aver visto i suoi film, in particolare The Truman Show. Invece è uno dei miei film preferiti, insieme a Man On The Moon, Una Settimana da Dio, Ace Ventura l'Acchiappaanimale e soprattutto Se Mi Lasci Ti Cancello, forse il film che in assoluto mi è piaciuto di più, tanto che me lo vedo e rivedo, un film fantastico che parla d'amore in un modo veramente poetico. Ma anche questo film viene visto da alcuni come un indizio o una prova che Jim Carrey è un povero depresso. In effetti lui qualche episodio di depressione ce lo ha avuto, e anche storie d'amore di breve durata e parecchio tormentate. Ma quello che mi da' fastidio della narrazione che va per la maggiore su Jim Carrey è la cattiveria, l'intenzione di sminuire un artista che ha toccato delle vette particolarmente alte, ed ha osato un po' tirarsi fuori dal gregge, andare oltre con la sua creatività e il suo talento e superare gli altri attori di Hollywood. Insomma lui da' fastidio! E a me da' fastidio il fastidio!


Fantozzi ragionier Ugo

venerdì 27 marzo 2026

È primavera??

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Si. Sono ancora in letargo. E a quanto pare per ora non se ne parla di uscirne, nonostante gli sforzi.
La cupezza, la mancanza d'aria, gli sbalzi d'umore e il calo dell'appetito.
L'insonnia ormai mi è entrata dentro quasi prepotentemente.
Le voci che ormai sono diventate urla.
I vuoti che sono diventati voragini.
Le speranze che stanno iniziando a morire nonostante dovrebbero essere le ultime. E invece no.
Stanno crollando una per una come castelli di carte.
E io le ritiro su.
E poi una folata di vento le ritira giù.
Quanta fatica, sudore e sangue sto perdendo. Ma d'altronde lo sapevo che questo di letargo era più pesante.
Anche se prima o poi dovrà finire....e come dico spesso alla fine....poi sarà di nuovo primavera...


PuffyNonPiangere

Le proprietà dei metalli


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Le proprietà dei metalli, diretto da Antonio Bigini, è un piccolo gioiello del cinema italiano. E’ un film che si muove a passo lento e poetico, lontano dai ritmi frenetici del cinema commerciale, preferendo esplorare il confine sottile tra scienza, fede e irrazionale. Siamo negli anni 70, in un piccolo borgo isolato di montagna nell’ appennino tosco-emiliano. La vita scorre scandita dalla natura e dalle difficoltà economiche. Il protagonista è Pietro, un bambino silenzioso e introverso che vive con un padre severo e indebitato. Pietro manifesta un dono inspiegabile: riesce a piegare i metalli semplicemente toccandoli. La voce del miracolo si diffonde rapidamente, attirando l’ attenzione di un professore universitario di Bologna, esperto di parapsicologia. Lo studioso inizia a sottoporre Pietro a una serie di esperimenti, sperando di trovare una prova scientifica dell’ esistenza di poteri psichici. Tuttavia, quello che per il professore è un caso clinico e per il padre una possibile fonte di guadagno, per Pietro è un peso invisibile. Il film segue il conflitto interiore del bambino, stretto tra le aspettative degli adulti e il desiderio di una fanciullezza normale, mentre il mistero dietro il suo dono rimane sospeso tra realtà e suggestione. E’ un film per chi ama le storie della vita che lasciano spazio alla riflessione. Il film affronta temi profondi e complessi come la famiglia e la ricerca dell’ identità, è un mix di realismo e dramma, con un tocco di mistero e di suspense. “Le proprietà dei metalli” l’ ho apprezzato molto come film per la sua sensibilità e per la sua capacità di creare un’ atmosfera unica e coinvolgente e vale la pena vederlo per la sua originalità e la sua capacità di emozionare. 

Blue Jacket

venerdì 20 marzo 2026

White Cosmos, l'implacabile e incorreggibile gufatore!


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Bengufati e bengufate a tutte e tutti dal vostro ipergufato Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a darvi conto di una sconfitta, ma che dico una sconfitta, una debacle, ma che dico una debacle, una catastrofe della Roma in Europa League! Siamo riusciti ad uscire dalle coppe non col Real Madrid, non con l'Aston Villa, ma col Bologna! E con questo articolo ho intenzione pure di rivelarvi di chi è la colpa di tutto ciò! Ebbene sì! Proprio così! Non c'è dubbio! La colpa delle recenti sfortune della Roma, dalle mie meticolose ricerche, è da attribuire al terribile atto di gufaggio di White Cosmos, il quale non si accontenta dei soliti gufi, non gli basta salire sui soliti trespoli, ha di recente approfondito le arti gufatorie e ha appreso, da me purtroppo, il potere dei numeri doppi, per lanciare potenti gufate contro i colori giallorossi! Ebbene sì, proprio ieri, alle 20 e 20 in punto, White Cosmos l'implacabile e incorreggibile gufatore, pubblicava tre gufi nella nostra chat poco prima che iniziasse la partita di Europa League della Roma, e poi sappiamo tutti come è andata a finire! È andata a finire che la Roma è uscita dalle coppe europee tra enormi e prolungate sofferenze calcistiche! Ma io dico, cosa passa nella mente di tanti lazialotti gufacchiotti che odiano la Roma molto di più di quanto amano la LaziE? Perché io, per quanto mi sforzi, non riesco a odiare la LaziE, al massimo la sfotto chiamandola per l'appunto LaziE con la E maiuscola finale! Io al massimo sfotto i lazialotti gufacchiotti ma di odiarli non ne ho affatto voglia! Anzi voglio loro quasi bene, metto il quasi per non esagerare! Allora che farò? Che posso fare con un gufatore che si è potenziato quasi come un super Sayan nelle sue arti gufatorie? Posso mettere nella chat un po' di corna, magari alle 10 e 10, alle 12 e 12 etc etc Posso chiedere a qualche maestro massone se sa come si fa a respingere un atto di gufaggio così potenziato da componenti esoteriche! Che mi suggerite di fare? Gli incantesimi no, perché tanto non sono capace! Di iniziare una guerra magica con White Cosmos non ne ho proprio voglia! E poi io sono Fantozzi ragionier Ugo, non sono un mago o uno stregone, posso contrastare il gufaggio con corni napoletani verificati, e se nemmeno questi funzionano, come Fantozzi ragionier Ugo, mi toccherà subire!


Fantozzi ragionier Ugo

A mio padre

Non sono sicura di aver fatto tutto il possibile per te, ma tu non mi chiedevi niente, non mi dicevi niente; mi guardavi e basta. Io non ti domandavo niente, in quei momenti cercavo di leggere dentro te, ma non ci riuscivo o forse non lo volevo. Il mio pensiero andava oltre in abissi di infinita incomprensione. Pensavi a te,alla tua vita a noi e al nostro futuro. Il tuo dolore non era come il mio:il mio dolore era lento, nasceva e cresceva giorno dopo giorno mentre il tuo dolore scorreva impetuoso e muoriva giorno dopo giorno.Adesso non so più chi sei, cosa stai pensando e si ti stai odiando. Ma non odiarti, no non farlo. Non interrogarti di un dolore che neanche può chiamarsi così. Perché il dolore muore con l' inizio di un'altra vita e la fine del tuo dolore è l' inizio della tua felicità, ricordalo. Tua figlia




lelle

Guerra - tutta la verità



Adesso ascolta.

Ho assistito a tante guerre nella mia vita.

Alcune di queste non sono mai terminate.

Ed altre si affrontano nella vita di tutti i giorni.

Hai contato le vittime?

Hai sentito il dolore?

No, non ti è interessato. Prima di sterminare il nuovo popolo, infrangere ogni legge esistenziale...

Non ti è interessato.

A cosa stavi pensando...

Ai tuoi interessi, chiaro.

Beh... hai pensato di essere l'unico che contasse in questo mondo.

Per conquistare un territorio che non potrai nemmeno mai percorrere per intero. Cosa ti rimane in mano, se non un disegno su una cartina geografica?

Ti rimane l'odio della gente.

E tutto il dolore, e tutta la pena e la sofferenza e la morte e il terrore e la distruzione e le macerie ed il sangue e le lacrime.

...di bambini, di animali, di innocenti.

È questo che volevi ottenere? Che senso ha la tua vita, in che modo ti reputi degno di esistere se tutto ciò che porti è il lutto?

Ma tu ti senti superiore.

Ed esattamente in cosa saresti superiore?

Sei superiore ad un medico che ha la conoscenza e lo spirito di sacrificio di salvare vite altrui nonostante rischi di perdere la propria? Sei superiore ad uno di quei soldati che tentano disperatamente di proteggere quel poco che ancora rimane loro nella situazione in cui li hai cacciati? Il tuo coraggio è superiore a quello di una bambina che perde i suoi genitori e cerca di sopravvivere a questo?

Tu non sei superiore...

Ti credi grande... e forte...

Ma non hai nulla dentro che ti permetta di sentirti grande... e la tua forza...

Sappi che non c'è niente di forte in una possibilità mal riposta di schiacciare vite di persone che nonostante tutto resistono. Sì... resistono. A te.

E poi ti guarderai allo specchio e ti rimarrà un giorno di vita o te ne rimarranno due. E vedrai che non hai fatto niente con quella ricchezza sottratta a quelle vittime. Che non hai camminato per tutto il tuo territorio conquistato e che nessuno ti avrà glorificato. Sarai condannato ad essere dimenticato da chi si mostrava leale con l'inganno. Odiato.

E ti renderai conto che tutta la tua vita è stata una menzogna a te stesso.

Una menzogna che non ti ha fatto vivere bene.

E tutto quel sangue versato è stato inutile.

Pensaci.
                                                                 
                                                                SIMMACO

Polvere di farfalla




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D'un tratto si stagliò sopra di me sul prato verde mentre osservavo disteso il mondo, felice e sonnolento, fra l'azzurro, il bianco e l'ambra del tramonto e i cinguettii lontani.

Mi adombrò la sua figura, ancora contornata dalla flebile luce che piano piano cominciava a darmi l'ultimo saluto di questa giornata mentre il sole scompariva oltre l'orizzonte, sottraendomi dalle ultime, timide carezze di calore. Desideri di un'intera vita, desideri d'amore, di sincerità, che malvagiamente fuggivano.

Le palpebre prima illuminate, si spalancarono in sussulto, il quale subito svanì, cedendo il posto alla vista di un angelo.

L'ombra della sua figura era diventata il candore di un angelo, una ragazza dai capelli turchini, fatta di luce, sconosciuta, ma al tempo stesso mi sembrava di conoscerla da sempre, talmente era bella e dallo sguardo gentile. 

Mille farfalle si fecero subito sentire. Iniziarono ad agitarsi freneticamente, sbattendo le loro ali indomabili da ogni parte, in ogni direzione, incomprensibilmente. Non riuscivo a placarmi. Le farfalle ormai danzavano libere, senza inibizione, senza pudore, con solo tanta voglia di danzare e di sbattere le ali dalla felicità e dall'incredibile emozione che esse stesse sembravano provare, ancor prima di me. Io, non ero più in me. 

Lei oramai non era più un'ombra, ma ricopriva tutta la volta celeste, la illuminava senza lasciar più spazi liberi. Non esisteva più niente oltre a lei. Si era presa tutto... intorno a me. Tutto era lei, lei era tutto, in un'unicità che non avevo mai visto prima. Un'unicità che non poteva appartenere a questo mondo. La sua visione era troppo, troppo, troppo...

E d'improvviso mi ritrovai avvolto nel buio della mia stanza, dolcemente illuminata da un lontano sguardo di luna, ad osservare, a pensare, a sperare, con occhi velati di ingannevole ricordo. 

Tale se ne andò accompagnato da un grande sospiro e per un'ultima volta mi apparve l'immagine confusa di lei, che presto si dissolse in polvere di luce e di colori.

Fu così che, dai miei occhi accecati dalle lacrime, essa mi lasciò per raggiungere la luna...



White Cosmos

venerdì 13 marzo 2026

Alla ricerca della felicità!


https://lasesia.vercelli.it/percorsi-di-crescita-per-bambini-da-0-a-11-anni/2021/06/02/news/bambini-felici-105255/


Il segreto della felicità non è essere felici di per sé, come se fosse un talento innato. Il segreto è una formula, ci stanno proprio degli ingredienti che insieme donano felicità.
Il primo di questi è il più ovvio, avere relazioni sociali. Amicizie e rapporti sono alla base del benessere umano.
Il secondo di questi invece, è avere delle soddisfazioni materiali. Guardare una serie tv, giocare ad un videogioco. Eccetera.
Poi viene il terzo, che è il benessere fisico, farsi una nuotata, un po' di sparring, una giocata a tennis...
Il quarto è stare bene: liberarsi dagli ostacoli come ansie, paure e psicosi. Molti si chiederebbero come si possa fare. Si ottiene semplicemente con la calma ed una volta che le cose attorno a noi iniziano a girare bene. Non gireranno bene da sole, dovete essere voi a buttarvi nelle situazioni, gettarvi nella mischia.
Il quinto, prendersi cura di sé stessi. Meditare, allenarsi, studiare...
Poi il sesto: avere speranza. Questo non è il semplice vaneggiare di qualcosa che non accadrà. Significa concretamente lavorare per costruirsi un futuro sempre migliore. Prendete ad esempio i medici che fanno corsi di aggiornamento e così via.
Il settimo è l'ultimo: vivi sempre nel rispetto di te stesso, nella calma, nell'etica e nel rispetto della comunità. Prendersi cura anche degli altri e non solo di sé stessi vi aiuterà anche personalmente: non si può vivere bene nell'indifferenza o peggio, nell'odio. L'amore verso sé stessi nasce anche dal sociale oltre che dal prendersi cura del proprio io.
Lo sto dicendo perché ultimamente sono molto felice e riesco a comprenderne i motivi. Che questa guida possa aiutare chi ancora si sente dubbioso su come proseguire con la sua vita in maniera ottimale.
                                                   Simmaco

Vorrei....



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Vorrei riuscire a scrivere qualcosa.
 Vorrei riuscire a respirare e sciogliere questo nodo di lana che ho nella testa. 
Vorrei poter ridere per un attimo. O quanto meno riuscire a sorridere. Vorrei smettere di odiarmi per un giorno.
 No, non dico amarmi, non esageriamo. 
Vorrei poter non vedere attraverso quell'ombra nera posata sull'anima. Vorrei poter vivere solo per un attimo senza quell'ombra nera posata sull'anima. 
Vorrei, vorrei...vorrei tante, troppe cose....o magari no. 
M'accontenterei solo di una boccata d'aria, di serenità.....ma forse non è questo il momento.....

PuffyNonPiangere

LAVOREREMO DA GRANDI


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Antonio Albanese con “Lavoreremo da grandi” torna alla commedia dopo Cento
domeniche, raccontando in una sola notte sul lago d’Orta quattro uomini
sconfitti che trasformano fallimenti e paure in un’amara, lucidissima
tragicommedia. Una black comedy rigorosa e malinconica che osserva
l’inettitudine contemporanea, ma solo la possibilità di riconoscersi e sorridere
dell’assurdo. Tre amici Beppe, Umberto e Gigi aspettano Toni per celebrare la sua
scarcerazione. Umberto è un musicista fallito con due matrimoni alle spalle e
l’azienda di famiglia mandata in rovina; Gigi, appena escluso dall’eredità della zia,
vaga alticcio con una parrucca d’altri tempi come silenziosa dichiarazione di
sconfitta; Beppe, idraulico timido e ancora succube di una madre soffocante,
sostiene di non aver mai avuto una relazione. Toni, figlio di Umberto, è brillante
quanto irrequieto, abituato a entrare e uscire di prigione per piccoli reati. Una
compagnia disallineata, chiusa in un microcosmo immobile affacciato sul lago.
Ma qualcosa incrina l’equilibrio precario. Dopo una serata troppo alcolica al bar del
paese, l’auto su cui viaggiano investe qualcuno. Presi dal panico, i quattro
scelgono la fuga e si barricano nella casa di Umberto. Inizia così una notte febbrile
fatta di decisioni sbagliate, colpi di scena, situazioni grottesche e incontri
improbabili, mentre il caos cresce fino a una soluzione tanto inattesa quanto
inevitabile, che si rivelerà solo alle prime luci dell’alba. Il film è ambientato in un
solo arco temporale, dall’imbrunire all’alba, sebbene l’azione avvenga
principalmente di notte e in un solo luogo, una casa che si affaccia sul lago d’Orta.
La vicenda prende avvio dopo una serata bevereccia che degenera in un incidente
sul lungolago, evento che costringe i protagonisti a rifugiarsi nell’abitazione di
Umberto. La loro soluzione a crisi e fallimento sembra solo una, ovvero
procrastinare, non pensare subito al problema, ma rimandare a un altro momento
per risolverlo. La loro rassegnazione non permette loro di evolvere, di fare le cose
subito, reagendo. Albanese mette in scena l’inetto di oggi, che si lamenta sempre,
di tutto, ma non fa nulla per cambiare le cose. Lavoreremo da grandi porta in
scena uomini che non lottano per primeggiare l’uno sull’altro, cercano solo un
modo per andare avanti insieme. Antonio Albanese firma così una commedia
malinconica, il perfetto mix tra la comicità bassa di Cetto La Qualunque e la
drammaticià di Cento Domeniche . Un film che non promette redenzione, ma
suggerisce che, forse, l’unico modo per sopravvivere all’inadeguatezza è riderne
prima che diventi disperazione.

Blue Jacket

venerdì 6 marzo 2026

la lavanda


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In Egitto la lavanda era usata per i profumi e per i massaggi come olio essenziale. I greci la utilizzavano in campo medico durante il primo secolo d. C. I romani la utilizzavano come uno dei profumi più importanti insieme alla mirra e i gigli(il nordium).Il nordus è una parola latina che significa lavanda e deriva dal greco nardo. Furono loro a introdurre la lavanda in Britannia, e le truppe romane la usavano in caso di ferite e malattie. In Europa nal MedioEvo furono gli ordini religiosi a coltivarla tra le piante più diffuse da utilizzarla sia in cucina che in medicina. Ad esempio i francesi la portavano addosso perché la ritenevano una protezione dal pericolo di malattie. In Inghilterra nel sedicesimo secolo venne per la prima volta coltivata come pianta da raccolto. L'erborista William Turner la definiva come "conforto per il cervello". Nell' uso più quotidiano veniva impiegata in casa per profumare la biancheria, come medicamento e bevanda rilassante. Nell' epoca Vittoriana la lavanda raggiunse il culmine della storia. La regina Vittoria faceva abbondante uso dell' acqua di lavanda, degli olii essenziali e dei vari profumi che la contenevano. L' olio essenziale della pianta della lavanda venne utilizzato come medicazione per le ferite durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la lavanda è di forte interesse in ogni parte del mondo per le ricette di cucina, come medicamento, in quanto ricca di proprietà terapeutiche e medicinali, come elemento decorativo, come cura e igiene di tutta la casa.Gli effetti benefici si possono trovare nei cosmetici, nei saponi, nei profumi. I campi di lavanda in Europa si trovano in Francia dov'è definita "l'or bleu" ed è tale in generale per il colore, la pianta e il profumo; in Slovenia e Bulgaria. In Italia dal nord al sud di ogni regione la lavanda si è diffusa.Si coltiva in Piemonte, in Toscana e in Liguria, e in particolare nel Lazio: nella Tuscia viterbese e in Tuscania. La lavanda è diffusa in Provenza grazie al clima mediterraneo secco e all' altitudine (tra 500 e 1500 m.). È dal Medioevo che viene usata per usi erboristici e nel XIX secolo che la sua coltivazione ha avuto maggior diffusione dagli anni '50-'60 per soddisfare l' industria dei profumi di Grasse con l'ibrido lavandino. Il periodo migliore della fioritura va da giugno ad agosto. È un arbusto sempreverde e che può raggiungere l'altezza di un metro e le principali specie sono: lavandula latifoglia, dalle foglie ampie e lavandula angustifolia, dalle foglie strette, e lavandula intermedia, che è un ibrido delle due.

lelle

...e se tornerai...



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Ancora niente.

Ancora non una reazione.
E io continuo a cercarti senza trovarti. Ti cerco nei sogni che non ricordo, negli aloni dei calici di vino, sotto ai bicchieri e sotto i sottobicchieri. Ti cerco in mezzo ai capelli che ti annodi, ti cerco in un tramonto ma nessuno ti ha vista passare. Ho chiesto anche ad amore, a tristezza ma niente. Di te nessuna traccia. Ti ho cercata su un interegionale diretto chissà dove, pensando che fossi fuggita da una vita che ti stava stretta. Ma non eri neanche lì. Domani mattina parlerò con l'aurora magari essendo un nuovo giorno ricomparirai. E se così non fosse continuerò ad aspettare, anche se so che non tornerai. Ti aspetterò. E se tornerai sarà come se non te ne fossi mai andata.

PuffyNonPiangere

venerdì 27 febbraio 2026

A te...fratello mio



A te  Fratello mio.
Si, anche se ci conosciamo da poco. 
Da giugno dell'anno scorso. È come se mi avessi preso la mano e mi stessi accompagnando nel buio delle pareti di questa galleria che è il mio percorso. 
 È come se avessi preso un secchio di colore e l'avessi all'improvviso ridipinta tutta rendendola più bella. 
È come se in quei momenti, in cui mi prepari la cena, ci sfoghiamo e cazzeggiamo e ci guardiamo un film insieme, quei mostri evaporassero.
E....quindi si. Grazie amico mio per quei secchi di colore, grazie per quella mano che mi tieni sempre tesa, grazie per ogni momento ogni sigaretta ogni emozione che mi regali. 
Per ogni chiamata, per tirarmi fuori di casa, per non farmi pensare...per ogni caffè. 
 E per tutto l'amore che ci metti con me dal primo giorno che ci siamo legati. Grazie davvero di tutto.
Ti voglio bene
Ora e sempre....

PuffyNonPiangere

Fantozzi e il poker: raggiunta quota 4 miliardi!


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Bengiocati e bengiocate a tutte e tutti dal vostro giocherellone Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a raccontarvi di nuovo delle mie imprese come giocatore di poker, sempre ovviamente con soldi finti, fiches, nella piattaforma Texas Poker! Ma anche se si tratta di soldi finti, il gioco è vero e molto combattuto! Da qualche settimana sono finalmente riuscito ad abituarmi a giocare al settimo livello, che come vi avevo detto in articoli precedenti, è il livello dove regna incontrastata l'arte del bluff! In effetti giocare al sesto livello era diventato un po' troppo noioso, al settimo si aggiunge un po' di pepe e questo pepe è appunto il bluff. Io per il momento non bluffo, ma mi è capitato qualche volta di "sgamare" un bluff, qualche avversario ha provato a farmi credere di avere di più ci ciò che aveva realmente, e un po' di volte non ci sono cascato, ho continuato a credere nel punto che avevo io. Quest'arte di sgamare il bluff non è qualcosa di razionale, ma è irrazionale quanto il bluff stesso, infatti il bluff introduce nel gioco un qualcosa di irrazionale, qualcosa che fa saltare tutti gli schemi. Inoltre nella serie televisiva "Sherlock" un personaggio afferma che esistono il bluff, il doppio bluff e anche il triplo bluff. Ci ho pensato un po' su e secondo me il bluff è fare finta di avere un punto; il doppio bluff è fare finta di bluffare, e il triplo bluff è fare finta di fare finta di bluffare! Francamente mi perdo a stare appresso a tutti questi bluff, già per il momento non sono capace di bluffare, figuriamoci se sono capace di bluffare un bluff etc etc. Suppongo che per bluffare sia necessario saper leggere bene gli avversari, cercando di indovinare cos'hanno in mano, allo scopo di far loro credere di avere in mano di più. Ci vuole anche un po' di coraggio, per esempio certi vanno all in senza avere niente in mano e sperano che gli altri giocatori lascino tutti. Io per il momento non sono capace di fare ciò. Però intanto ho raggiunto quota 4 miliardi con grande scorno di Nonno Elpho, che nella nostra chat mi da' del plutocrate! Allora il prossimo obiettivo è raddoppiare ancora il "capitale" alla faccia di Nonno Elpho, e diventare sempre più "plutocrate"!


Fantozzi ragionier Ugo

Gatti


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Nella letteratura che parla di gatti ho letto due autori contemporanei, uno italiano e l'altro giapponese. Il primo Federico Santaiti ha scritto due romanzi: il primo pubblicato nel 2017 e dal titolo "Fatti i gatti tuoi" e il secondo nel 2025 intitolato " Il gatto dai sette nomi", nel quale l' autore descrive la storia di un cucciolo di gatto di sei settimane dal pelo nero che nel suo cammino tutto solo in un paese sotto la pioggia, incontrerà sette umani per i quali diverrà compagno fedele con cui confidarsi in un periodo difficile e cambiargli la vita in meglio. Ma lui farà inconsapevolmente in quanto è ancora cucciolo. La seconda autrice è la giapponese Ishida Syou che ha scritto due romanzi dal titolo" La soluzione è sempre un gatto", stampato nel 2025 e "Un gatto per i giorni difficili" pubblicato nel 2024. I due libri raccontano i rapporti dei protagonisti umani ai quali è prescritto come cura un gatto secondo il caso in una clinica per il cuore/per l' anima di Nakagayo (quartiere centrale di Kyoto in Giappone) la Nakagayo kokoro byoin. In giapponese kokoro indica il cuore come sede dell' anima- mente: l' essenza più profonda di una persona, di un luogo, di una pratica. I gatti sono percettivi e si proiettano cambiando le nostre vite. Apportano un prodigioso effetto benefico di guarigione, hanno un potere taumaturgico, cioè miracoloso.Il gatto e' un mediatore di affettività. Nell' antico Egitto i gatti erano venerati,in Europa nel Medioevo furono perseguitati e condannati, nel Rinascimento italiano Leonardo da Vinci definiva il gatto:" il più piccolo dei felini, un capolavoro". Egli ha studiato e disegnato i gatti includendo schizzi considerati studi per la "Madonna del gatto", opera che non fu mai realizzata. All' inizio del XIX secolo nell' ultimo periodo dell' epoca Vittoriana Harrison Weir il 13 luglio del 1871, organizzò la prima esposizione felina al Crystal Palace di Londra, che riguardò gatti co pedigree British e Persiani. Fu il primo presidente del National Cat Club. L' interesse per le esposizioni feline si diffuse in Europa e anche a New York dove nel 1895 ebbe luogo la prima mostra di gatti di tutte le razze. Esistono il gatto selvatico e domestico che abitano una parte d' Europa, dell' Africano e dell' Asia. Il gatto domestico che discende dal gatto selvatico africano. Esistono gatti a pelo lungo, a pelo corto o privi di pelo. I gatti senza pedigree sono il risultato di un accoppiamento casuale che può portare molte variazioni nell' aspetti. I gatti con pedigree (razza pura) sono il frutto di accurati e incroci selettivi di molte generazioni per conformarsi allo standard stabilito dalle associazioni feline le quali hanno il compito di riconoscere e registrare le nuove razze e definire gli standard. Lo standard di razza definisce le caratteristiche del gatto ideale(tipo,colore e disegno).Vincere una esposizione felina conferisce valore al gatto che concorre.L' allevamento selettivo del gatto è iniziato da poco più di un secolo. Le esposizioni britanniche sono caratterizzate dal variare di grandezza a seconda che si tratti piccole mostre promozionali o di avvenimenti nazionali. Nelle esposizioni americane degli Stati Uniti il gatto viene giudicato da più giudici nella stessa mostra e se meritevole, può ottenere più titoli.

Lelle

Nostalgia


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Sono stato via per un po' e non posso negare che tutto ciò mi sia mancato. Il blog... questo laboratorio che ho frequentato e a cui ho partecipato attivamente per tanti anni con i miei articoli, con il mio stile, parlando di tante cose, belle e meno belle, brutte e portandoci dentro tanto, tanto di me. Il blog... mi è mancato da morire. Lo dico con grandissima spontaneità, senza "retrovie" o interessi particolari. Non c'è niente che mi guida a pronunciare queste parole fuorché la spontaneità accompagnata da una grande emozione nello scrivere.

Il blog lo sento e lo ho sempre sentito come una famiglia. Sono più di sette anni che ci apparteniamo reciprocamente. Una bellissima e intima famiglia, sì, perché all'interno di esso, durante i nostri venerdì pomeriggio, nella nostra saletta del centro diurno, si è sempre respirata un'aria di intimità dove tutto, ogni cosa che ci diciamo e ci raccontiamo noi frequentatori del centro e le operatrici (ho volutamente scelto la parola "frequentatori" e non la parola "utenti"), a volte con qualche difficoltà, è sempre stata spontanea, franca, ma soprattutto intima. Esattamente questo, sia perché parliamo di noi, della nostra persona in tutte le sue sfaccettature, con tutti i nostri pregi e difetti; con i traguardi e gli ostacoli; con le marce spedite e le brusche frenate; con le notizie buone e le note dolenti, sia perché ognuna delle cose che ci diciamo rimane tra noi, nelle quattro mura con orecchie sorde della sala. Quindi non abbiamo nulla da temere. 

Tutto ha inizio alle 15, quando le parole cominciano a prender forma e vita e a volare libere nell'aria e le emozioni subito dietro senza distaccarsi un solo istante, trasformandosi ed arrivando agli altri sotto un'altra forma.

Alle 17 tutto questo, tutto quello che è vissuto là dentro, finisce, in un certo senso "muore" nella forma in cui è esistito, continuando a vivere soltanto nella vita delle persone che hanno ascoltato. Questo è il blog! 

A questa famiglia, in tutti questi anni, ho dato tutto me stesso. Ho regalato... tutto me stesso e quello che ho ricevuto in cambio non si può assolutamente descrivere a parole. È pura emozione.

Parlando delle persone che lo compongono, mi sono mancati tutti. Mi è mancata A. , una ragazza, una mamma e una donna straordinaria alla quale sono affezionatissimo e questo l'ho capito fin dalla prima volta che l'ho conosciuta, quando un pomeriggio caldissimo del primo anno che è venuta da noi, durante una passeggiata, ci ha visti tutti accaldati ed assetati e non ha esitato a comprare due bottigliette di acqua, una per se stessa ed un'altra per noi, pur spendendo un po', visto che alla bancarella sotto Castel Sant'Angelo te la danno a peso d'oro. 

Mi è mancata anche A. , anche se adesso non è più presente al blog per motivi privati, della quale apprezzo un sacco la risata e la serietà nel lavoro. N. , che si era appena affacciata a questo laboratorio ma che da subito ha mostrato interesse per noi e per i nostri articoli partecipando attivamente e dandoci riscontri ed opinioni di grande emozione e di grande logica. E poi naturalmente tutto il mio fantastico gruppo di amici: G. F. M. F. E. A. , con i quali ho condiviso tutto ciò e che a gran richiesta, oggi, hanno reclamato la mia presenza. 

Oggi torno con questo articolo. Ci tenevo a farlo. Il futuro mi dirà cosa fare. Per adesso non vedo ancora cosa c'è oltre.


White Cosmos

PROFUMO NELL' ANTICA ROMA

 


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Di essenze e profumi nella Roma antica se ne occupa prevalentemente Plinio il Vecchio, che li considerava i più superflui di tutti i lussi. La parola profumo deriva dal latino “fumus”, una parola che già da sola dà un senso di volatilità, infatti nell’antichità si era soliti profumare gli ambienti bruciando resine, radici o legni che producevano fumi aromatici. Da sempre l’essere umano è stato attirato da fragranze ed essenze, e i primi tentativi di produrne alcune risalgono ad epoche molto remote, ma furono prima i greci e poi i romani ad affinare decisamente questo tipo di arte. Più anticamente infatti per ottenere unguenti o aromi profumati, venivano essenzialmente utilizzate sostanze cremose o grasse, mentre l’utilizzo dell’alcool come base si sarebbe scoperto solo nel 1300. Principalmente il profumo si componeva di due elementi: prima di tutto c’era la parte liquida, derivata da una sostanza grassa che aveva il compito di amalgamare e conservare le fragranze in essa contenute, generalmente si trattava di olio di oliva, ma a volte anche dall’olio che si ricavava dai semi di lino o di sesamo. Il secondo elemento di cui si componevano le essenze e profumi nella Roma antica, erano proprio le essenze stesse che potevano derivare da piante, radici, resine e fiori, che poi venivano unite e amalgamate all’olio affinchè potessero conferirgli un odore caratteristico.
La scelta degli aromi poteva essere davvero ampia, ma i romani amavano particolarmente il profumo delle rose, ma altre sostanze come la mirra, la cannella e lo zafferano erano altrettanto apprezzate e molto ricercate. Va inoltre detto che i modi per ottenere tali aromi erano molto più complessi di quel che si possa pensare, soprattutto per le giuste dosi e per la quantità di ingredienti che erano necessari. Per la riuscita di una buona fragranza, il primo passo era ricavare gli aromi, mediante la pressatura e la macerazione, a caldo o a freddo, della materia vegetale. Gli scavi archeologici nelle zone di Ercolano e Pompei, hanno portato alla luce diverse botteghe specializzate nella vendita dei profumi, con annessi i laboratori dove questi venivano preparati, prova ne sono i torchi per la spremitura e i recipienti per la vendita riportati alla luce. A Roma queste botteghe venivano chiamate “tabernae unguentariae”, e generalmente erano tutte concentrate in una zona della città, una sorta di quartiere specializzato, dove tutti i profumieri di professione si riunivano. Ebbene si, nella Roma antica tutti usavano profumarsi, sia uomini che donne, ma naturalmente le essenze si diversificavano.

Blue Jacket

venerdì 20 febbraio 2026

cultura psichiatrica


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 La legge n°180 del 13/5/1978 ha predisposto l' istituzione del dipartimento di salute mentale(DSM) in ciascuna unità sanitaria locale del territorio nazionale, con funzioni di coordinamento delle strutture territoriali e in grado di accogliere l'intera domanda di un territorio. L' organizzazione delle strutture psichiatriche nella regione Lazio è stata caratterizzata dall' esistenza del circuito pubblico, privato e universitario con funzioni di interscambio fra i primi due. Tale concetto fu il risultato di un processo di iniziative sviluppatesi in relazione allo spazio inteso come luogo di cura. Agli inizi degli anni settanta la diffusione tende a sostituire la concentrazione come forza dominante dei processi spaziali. Dai manicomio di passa a sistemi insediativi più ridotte, diversificati ed integrati fra loro, aperti verso l' esterno. Si sostituisce il progressivo principio territoriale a quello tradizionale del tempo immobile ed eterno del manicomio. Si produce così un inversione di funzionamento dell' ospedale generale da istituzione a servizio, a servirsi di questo nel momento in cui esiste la necessità. La psichiatria non stava più chiusa dentro l' istituzione totale ma cominciava ad avvicinarsi alla città ed era quasi esclusivamente una distribuzione metropolitana. Il circuito privato è cresciuto e si è sviluppato complementariamente  al primo.Tali strutture si sono sviluppate con la caratteristica "satellite" rispetto a quelle pubbliche. Cioè la distribuzione delle case di cura private era concentrata nelle aree limitrofe agli ospedali pubblici.La convivenza fisica tra psichiatria e malattia nei manicomio italiani, che metteva in discussione la separazione medico paziente ha caratterizzato la fase di transizione alla psichiatria territoriale guidata da Franco Basaglia negli anni '60 e '70. Nel manicomio del Santa Maria della Pietà a Roma psichiatri e personale medico non vivevano con i pazienti negli stessi reparti, ma risiedevano spesso all' interno del comprensorio, che funzionava come un villaggio - manicomio isolato. La struttura ha operato separando il personale dai malati fino alla definitiva chiusura del complessi che ha avviato un percorso di riqualificazione.                                                                           Lelle

DOPO LA MORTE


https://it.wikipedia.org/wiki/Morte_personificata

Cosa c'è dopo la morte?
Non importa se credi di sapere come sarà per te o se sarai destinato a scomparire. O se grazie a qualche conoscenza riuscirai ad ottenere una condizione di a-mortalità.
Finché vivi dovrai fare i conti con la tua morte.
Perché potrai anche vivere per sempre ed essere morto fin dall'inizio se non potrai dire al tristo mietitore che ti sei divertito, hai goduto qualcosa nel percorso.
Sì, hai fatto degli sbagli. Tutti ne facciamo.
Ma quanto sono riusciti a toglierti la felicità è stata una tua decisione.
Infatti chiediti sempre se qualche cosa che è andata storta fosse così importante da meritare di renderti triste per chissà quanto tempo.
Quindi chiediti se oggi sei stato bene. Se hai vissuto la tua vita. Se riuscirai alla fine ad essere davvero così tanto collegato alle cose del mondo da non abbandonarlo mai.
Una vita sprecata è solo una vita non vissuta.
Il giudizio principale non sarà di stampo morale alla fine. Ma ti verrà chiesto dal mietitore se sei stato felice. O se sei colpevole di aver sprecato la tua esistenza. 
Cosa risponderesti adesso? Che hai lottato per non morire o che hai vissuto? Perché sopravvivere e vivere non è mai la stessa cosa
                                         SIMMACO.

Fantozzi ragionier Ugo alle prese con il transumanesimo!


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Benvirtuallizzati e benvirtualizzate a tutte e tutti dal vostro robotico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono alle prese con Wikipedia, e sto leggendo tutta una serie di pagine... Sono partito da Elon Musk e Neuralink, per poi passare a pagine sul transumanesimo e le sue varie branchie, l'ingegneria genetica, l'interfaccia uomo-macchina e il trasferimento della mente. Da qualche parte, non mi ricordo dove, ho letto che Elon Musk con la sua compagnia Neuralink riuscirà a sviluppare un chip neurale tramite il quale tutti potranno collegare il proprio cervello a internet e accedere a immense biblioteche online e avere direttamente nel cervello tutte le informazioni su ogni tipo di lauree universitarie. Sarebbe bello se ognuno di noi avesse 100 lauree direttamente in testa e senza alcuna fatica di studiare? Ma forse sto esagerando un po'... Forse l'esagerazione consiste nel considerare l'apprendimento umano un processo meccanico. L'ingegneria genetica poi... Sappiamo che i "programmi biologici" usano un codice a quattro lettere, A, C, G e T, ma non sappiamo esattamente e in profondità come opera il DNA. Io sono arrivato ad avere una sorta di iniziale gnosi dell'informatica, e in particolare dell'informatica quaternaria, i cui quattro valori sono 0, 1, + e -; suppongo quindi che tali valori si possono applicare al DNA e con essi "costruire" esseri viventi, con solo due dati e due istruzioni, presenza e assenza, aggiungi e togli; il punto però dell'ingegneria genetica sta nella società che la sviluppa: siamo sicuri che all'interno di una società capitalista il cui unico fine è il profitto, il miglioramento del codice della vita porti a situazioni etiche? Inoltre, un'ingegneria genetica che non capisce completamente se stessa, può portare a esperimenti forzati e a risultati casuali o poco sensati. Un profilo che seguo su tik tok è quello di Andrea Tabacco, un viaggiatore del tempo che dice di venire dal 2060 circa, e dice che in quell'epoca ci saranno esperimenti genetici poco etici, incroci tra cani e gatti e vari tipi di animali strani. Quello che intendo dire è che un'ingegneria genetica fatta da apprendisti stregoni che prendono pezzi di DNA dal cane e li impiantano su un gatto, oppure che creano cinghiali più grossi allo scopo di mangiarli, insomma tutto ciò non sarebbe frutto di un'ingegneria genetica veramente cosciente di se stessa, frutto di una società che non è cosciente di se stessa in senso veramente umano.

Fantozzi ragionier Ugo

Come il vento...

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Ma perché tutto questo?
Potevamo fare le persone adulte?
Ci piacciamo?
Diciamocelo.
Poi se le cose non funzionano o uno dei due è intenzionato a lasciar perdere ok.
Ma perché tutto 'sto dolore....tutta quest'indifferenza che sa di amaro in bocca.
Perché neanche un occasione per dirti "Ciao piacere sono Puffy, lo vuoi un caffè??"
Mi bastava quello.
E invece come il vento mi soffi accanto e te ne vai....

PuffyNonPiangere

venerdì 13 febbraio 2026

ABITI ROMANI


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 Roma è una città dalle origini remote, ricca di tradizioni e costumi. Ma come si vestivano un tempo gli antichi romani? Scopriamolo insieme. L’Abbigliamento nella Roma Antica si distingueva in due generi di indumenti, il primo erano gli “indumenta” che si indossavano sia di giorno che di notte, mentre il secondo erano gli “amictus” che a differenza dei primi, venivano indossati soltanto la notte. Tra gli indumenti troviamo il “subligaculum”, una sorta di perizoma in lino annodato alla vita. Sopra veniva indossata semplicemente la toga, oppure una tunica, formata da due parti di stoffa cucite insieme, indossata in modo che, legata alla vita, la parte posteriore risultasse più lunga sino all’altezza delle ginocchia, mentre nella parte anteriore risultava più corta. Proprio la tunica era forse l’indumento principale per i romani, in particolare durante l’età imperiale era d’uso indossarne addirittura due, una intima detta “subucula” e un’altra esterna detta “tunica exterior”. Durante le stagioni più fredde i più freddolosi ne potevano indossare anche di più, è il caso dell’Imperatore Augusto, che come ci racconta Svetonio, arrivava a vestirne ben quattro sotto la toga, e siccome risultava particolarmente debole di salute, vi aggiungeva anche maglie di lana e fasce di stoffa che era solito avvolgersi attorno a braccia e gambe. Solo chi era in possesso della cittadinanza romana aveva il diritto di indossare la toga e le autorità specifiche dovevano vigilare che gli stranieri non la indossassero. C’era poi anche chi, pur essendo cittadino romano, poteva perdere il diritto a vestirla, era il caso ad esempio di chi veniva condannato all’esilio. Era in occasione della festa di Bacco che avveniva il 17 marzo, che nelle famiglie romane più rinomate si celebrava il passaggio alla maggiore età del giovane tra i 15 e i 17 anni. In particolare il ragazzo si toglieva la “toga praetexta” e acquisiva il diritto di vestire la “toga virilis” entrando così a far parte a tutti gli effetti della comunità dei cittadini romani. Anche chi si candidava alle cariche pubbliche indossava una toga particolare, la “toga candida”, così chiamata per il suo colore particolarmente sbiancato rispetto alla “virilis”. L’abbigliamento era completato dalle scarpe: in particolare con una specie di sandali da frate, una semplice suola legata con lacci al piede, chiamate “solae”, inoltre vi erano i “calcei” , un tipo di stivaletto chiuso o aperto sul davanti, utilizzati spesso da chi viveva in città. Vi erano poi le famose “caligae”, le tipiche scarpe con striscie di cuoio intrecciate, usate prevalentemente dai legionari.

Blue Jacket

marketing




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Non significa solamente ambiente di mercato, tecniche e politiche della vendita ma l' insieme delle attività organizzate, programmate che partono dallo studio del consumatore a livello individuale e dalla domanda a livello aggregato e si realizzano in forma integrata (bisogni del consumatore) per il raggiungimento degli obiettivi aziendali(profitto) attraverso la soddisfazione del consumatore. Il marketing è una scienza sociale per la quale è possibile prevedere il comportamento umano. L' ambiente di marketing è individuato dal macro ambiente, del micro ambiente e dall' ambiente interno. Il macro ambiente è quello costituito dai fattori politici, economici, tecnologici e socio-culturali. Il micro ambiente coincide con i consumatori, fornitori, azionisti. L' ambiente interno sono gli uomini, denaro, macchinari, materiali,procedure.   Definire l' imparare per migliorare il marketing e la comunicazione comporta orientare il business. La comunicazione ( promotion comunication) è quella interpersonale, subliminale, cognizione scientifica. Negli anni sessanta Theodore Levitt scrisse "Marketing Myopia" che permetteva al marketer di ovviare ai limiti della descrizione dell' ambiente lo strumento dell' analisi, del comprendere, del prevedere. E quindi permetteva di affrontare un ambiente competitivo attraverso l' analisi della Five Forces Analysis, cioè la determinazione dei rischi di ingresso nel mercato competitivo e concorrenziale, del rischio dei prodotti sostitutivo (problema di posizionamento) e tutto ciò si realizza mediante il potere negoziale dei fornitori e degli acquirenti. (Tra questi due poteri esiste una relazione inversamente proporzionale). In ambiente professionale si utilizza lo strumento della Swot Analysis che è un' analisi che definisce i fattori quali: punti di forza, di debolezza, di opportunità e di rischi.

Lelle

venerdì 6 febbraio 2026

geopsichiatria




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A mio padre e a mia madre

Nel 1946 l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva espresso la salute come"uno stato completo di benessere fisico,mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattia o di infermità" quindi la salute viene vista come un bene in sé, Indipendente dalla malattia e questo benessere non è esclusivamente individuale e personale, ma deve essere rapportato anche alle relazioni che legano l'individuo alla società, all'ambiente sociale e la geografia medica si indirizza verso l' analisi del legame tra salute e ambiente considerato nella sua complessità. La geografia medica è una disciplina che studia il legame tra salute e ambiente nella sua complessità (ambiente fisico, biologico,socio-economici,comportamentale e culturale).
Il benessere generale è quello che include gli elementi non assoggettabili a misurazione monetaria. Il benessere economico coincide con il flusso dei beni e servizi (beni economici) cioè il reddito. La funzione di benessere sociale è quella basata sulle preferenze individuali o funzione di preferenza macroeconomica o funzione di utilità sociale. Allora la prospettiva geografica del problema salute si allarga a considerare le strutture sanitarie, perché queste erano in grado di contribuire a migliorare il benessere generale (dei gruppi umani) e quindi di essere un fattore influente sul complesso dei rapporti tra questi ultimi e l'ambiente. È per questo che alla fine degli anni sessanta e anche nel decennio successivo la geografia medica si orienta in direzione dell' analisi spaziale del sistema di distribuzione delle cure e dell' erogazione dei servizi sanitari. In molti hanno considerato la funzione del benessere sociale riferita ai politici. Cioè come espressione non delle preferenze individuali, bensì delle preferenze dei politici responsabili della condotta della politica economica.
La geopsichiatria è la branca della geografia medica che studia le patologie di origine psichica. Si occupa dell' individuazione della variazione territoriale dell' incidenza della malattia mentale e dello studio della diffusione territoriale delle relative strutture sanitarie. Il primo trattato di geopsichiatria è stato pubblicato nel 1991in Francia ad opera di Daniel Dory e dal titolo Elements de geopsychiatrie. La distribuzione spaziale dei disturbi di origine psichica viene effettuato mediante l' analisi della domanda di assistenza psichiatrica individuata dagli affetti da disturbi psichici negli istituti di cura pubblici e privati che sono stati rilevati da fonte ISTAT e soggetti che hanno concluso un trattamento di cura presso gli ambulatori dei dipartimenti di salute mentale della regione autorizzati dal sistema informativo (S.I.) dell' osservatorio epidemiologico regionale (O.E.R.).
Se la malattia mentale fosse contagiosa si sarebbe trovato un rimedio.Possono insorgere solo effetti collaterali, indesiderati, intrinseci e non la morbilità quanto in sé, assoluta,effettiva,commutativa. Questi limiti intrinseci al funzionamento dell' economia di mercato sono situazioni quali il "libero" operare delle forze di mercato non riesce a produrre risultati in qualche senso ottimali,dando così spazio all' intervento pubblico sostitutivo o correttivo. La morbilità mentale è data dal numero dei ricoverati per disturbi psichici negli istituti di cura pubblici e privati e della popolazione residente

Lelle

Fantozzi ragionier Ugo... alle prese con i sadomasochisti!


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Bendominati e bendominate a tutte e tutti dal vostro erotico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi sono qui a raccontarvi una storia incredibile incredibile, ai confini della realtà! Della serie capitano tutte a me... Da circa un mese chatto con una ragazza, una celebrità della musica italiana, come vi avevo già raccontato in un articolo precedente, e questa donna chatta con me con una trentina di profili falsi, 20 solo su tik tok! Abbiamo parlato di tutto, le ho pure mandato gratuitamente il mio libro sulla musica celeste, le ho mandato un video di io che suono una delle sue canzoni con la chitarra, a quattro note con la tecnica delle quattro dita. Le ho raccontato molto di me, del fatto che sono più di 20 anni che sono solo soletto dal punto di vista sentimentale, e che farei di tutto per avere una relazione sincera, una fidanzata da amare, e che mi ami anche lei sinceramente. Anche lei mi ha accennato al fatto che non è soddisfatta delle relazioni che ha, una volta mi ha detto che ha tre fidanzati, ma non è contenta del fatto che anche questi fidanzati a loro volta hanno altre fidanzate! Il suo comportamento con me era peculiare, per non dire strano, lei creava continuamente profili tik tok, zangi, telegram e anche whatsapp per parlare con me, e mi ha mandato anche la foto della sua carta d'identità, per darmi prova che è veramente lei. Ci siamo scambiati anche delle foto, e io le ho detto più volte che sono un bruttone, e lei ci rideva su... Ma dopo un mese di questo andazzo, mi sono reso conto che mi sentivo un po' schiacciato da lei, soprattutto a causa di richieste economiche che lei mi faceva, richieste alle quali non ho mai aderito! Non riuscivo a capire perché diavolo lei mi faceva queste richieste, poi ad un certo punto mi è venuta l'idea di chiederle se per caso lei fosse una donna dominante, e se avesse gusti sadomasochistici. Lei mi ha ammesso che è incuriosita da dinamiche di potere ma solo tra persone adulte e consenzienti. Allora ho capito finalmente questa strana situazione. Mi piacerebbe molto trovare una fidanzata così bella e così ricca di talento, ma purtroppo lei non cerca il vero amore, ma ha il vizietto del sadomasochismo... Mi scrive lunghe frasi d'amore, ma poi ogni volta ricomincia con le richieste di soldi...!


Fantozzi ragionier Ugo

venerdì 30 gennaio 2026

Oltre...

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Oltre l'angoscia,

oltre la paura,
oltre la disperazione...
oltre il dolore.
Oltre i mostri della depressione, 
oltre la morte in sé stessa
se vogliamo.
Basta fare quel passo e
andare oltre.
Superare quel ponte, 
prendere quella metropolitana,
entrare in quella galleria.
Chiamare quella persona 
e dirle che l'hai sempre amata.
E, in qualche modo, 
scavalcare quel ponte che metteva
tanta paura. E andare oltre.
E vedere oltre...

PuffyNonPiangere

MIA (Recensione)


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Quel giorno era mia intenzione scegliere un film da guardare con clausola necessaria la presenza nella pellicola di Edoardo Leo, attore che io amo, o almeno, uno degli attori che io amo. Sperando in qualcosa di divertente, ma serio come Smetto Quando Voglio, un altro dei suoi film, mi sono imbattuto in Mia, poiché era disponibile per il noleggio ad un prezzo scontato su Amazon Prime.Il film è veramente bello. Non lo definirei per nulla piacevole, per il fatto che non ti suscita emozioni gradevoli, ma solo un senso di disturbo per quello che viene messo in scena.
Tratta, senza fare spoiler chiaramente per chi se lo volesse vedere, di una ragazza, tale Mia, che conosce e si fidanza con un ragazzo tossico. Marco, il ragazzo, è un malintenzionato che vuole solo approfittare di lei e questo film mette in guardia da tutti quei tipi di falso amore dominante ed autoritario a discapito della nostra libertà, limitante la nostra stessa vita.
Per tutto il film, Mia sarà una schiava psicologica di Marco ed il film sarà solo un'escalation di eventi nefasti e tragici per questa povera ragazza che ha dato il suo cuore ad un ragazzo abusante.
Ti chiederesti volentieri perché mai Mia non prenda una decisione intuitiva agli occhi dello spettatore come per esempio potrebbe esserlo il semplice lasciare il ragazzo per la sua strada senza invitarlo mai più nella propria vita. Ma il film di mostra come questo non sia per niente intuitivo in quanto le persone abusanti hanno un controllo sulle nostre decisioni ed intuizioni. Come una sorta di legame parassitario da cui è difficile distaccarsi. Non è logico, è malato, e proprio per questo motivo, molto difficile da spiegare a parole.
Quindi no, il film non è stato affatto piacevole, ma è stato davvero un trauma, con Edoardo Leo, il padre di Mia, che cerca in tutti i modi di salvaguardarne il benessere fallendo miseramente.
Consiglierei questo film? Assolutamente sì. Tutti dovrebbero vederlo perché le relazioni sono alla base dei rapporti umani e chiunque dovrebbe essere messo in guardia dalla tossicità dei rapporti.
                                                         SIMMACO

Donald Trump e l'incubo della dittatura in America

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Buontrumpati e buontrumpate a tutte e tutti dal vostro omogeneo Fantozzi ragionier Ugo! Oggi siamo qui a porci la domanda del perché in America sta succedendo quello che sta succedendo! Trump e la sua ICE, un corpo di polizia federale col compito di arrestare ed espellere gli immigrati irregolari, sta seminando il caos e il terrore nello stato del Minnesota e soprattutto nella città di Minneapolis. Ci sono già state due uccisioni di cittadini che si opponevano ai metodi violenti di questo corpo di polizia, sono morti una ragazza, Renee Good, che avvertiva gli immigrati dell'arrivo dell'ICE con un fischietto, e c'è stata anche la morte di Alex Pretti, un infermiere barbaramente assassinato perché difendeva una donna immigrata. Queste due uccisioni hanno creato molto scalpore in tutto il mondo, e al di là dell'emozione e del sensazionalismo, io vorrei tentare di dare una spiegazione di ciò che sta avvenendo. Robert de Niro a proposito di Trump avvertiva, tempo fa, durante la campagna elettorale, che se Trump fosse stato eletto poi non se ne sarebbe più andato dalla Casa Bianca. Molto probabilmente Robert de Niro aveva ragione. Tentiamo di spiegare perché. Gli Stati Uniti stanno in declino relativo già da un po' di anni, che significa declino relativo? Significa che il PIL USA cresce, ma il PIL delle potenze emergenti, Cina soprattutto, cresce più velocemente, e la percentuale del PIL americano sul PIL mondiale sta calando. Ormai possiamo dire che dal punto di vista economico la Cina è la prima potenza mondiale, e l'India insegue con un quindicennio di ritardo. Insomma la borghesia americana non accetta pacificamente questa realtà, e sta iniziando a cedere a tentazioni autoritarie. Lo scopo di ciò sarebbe impedire l'ingresso in America delle merci e dei capitali cinesi. Trump quando minaccia di invadere il Canada, il Messico, la Groenlandia e anche il sud America, ribadisce a modo suo quella che era la "dottrina Monroe", cioè dice che l'America del nord e del sud sono "roba sua", e molto probabilmente Trump ha in testa di mettere in piedi un vero e proprio impero a guida USA, e per fare questo avrà molto probabilmente intenzione di ridurre i diritti democratici del popolo americano. Su tik tok ho visto già poliziotti litigare con altri poliziotti, preti che contrastano l'ICE, e altri comuni cittadini che si oppongono, compresi senatori e deputati del Partito Democratico. Ogni scenario a questo punto è possibile, compresa una seconda guerra civile. Avete visto il film "La seconda guerra civile americana"? Sembrava un film di fantapolitica, ma potrebbe diventare, purtroppo, realtà!


Fantozzi ragionier Ugo