venerdì 27 febbraio 2026

Nostalgia


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Sono stato via per un po' e non posso negare che tutto ciò mi sia mancato. Il blog... questo laboratorio che ho frequentato e a cui ho partecipato attivamente per tanti anni con i miei articoli, con il mio stile, parlando di tante cose, belle e meno belle, brutte e portandoci dentro tanto, tanto di me. Il blog... mi è mancato da morire. Lo dico con grandissima spontaneità, senza "retrovie" o interessi particolari. Non c'è niente che mi guida a pronunciare queste parole fuorché la spontaneità accompagnata da una grande emozione nello scrivere.

Il blog lo sento e lo ho sempre sentito come una famiglia. Sono più di sette anni che ci apparteniamo reciprocamente. Una bellissima e intima famiglia, sì, perché all'interno di esso, durante i nostri venerdì pomeriggio, nella nostra saletta del centro diurno, si è sempre respirata un'aria di intimità dove tutto, ogni cosa che ci diciamo e ci raccontiamo noi frequentatori del centro e le operatrici (ho volutamente scelto la parola "frequentatori" e non la parola "utenti"), a volte con qualche difficoltà, è sempre stata spontanea, franca, ma soprattutto intima. Esattamente questo, sia perché parliamo di noi, della nostra persona in tutte le sue sfaccettature, con tutti i nostri pregi e difetti; con i traguardi e gli ostacoli; con le marce spedite e le brusche frenate; con le notizie buone e le note dolenti, sia perché ognuna delle cose che ci diciamo rimane tra noi, nelle quattro mura con orecchie sorde della sala. Quindi non abbiamo nulla da temere. 

Tutto ha inizio alle 15, quando le parole cominciano a prender forma e vita e a volare libere nell'aria e le emozioni subito dietro senza distaccarsi un solo istante, trasformandosi ed arrivando agli altri sotto un'altra forma.

Alle 17 tutto questo, tutto quello che è vissuto là dentro, finisce, in un certo senso "muore" nella forma in cui è esistito, continuando a vivere soltanto nella vita delle persone che hanno ascoltato. Questo è il blog! 

A questa famiglia, in tutti questi anni, ho dato tutto me stesso. Ho regalato... tutto me stesso e quello che ho ricevuto in cambio non si può assolutamente descrivere a parole. È pura emozione.

Parlando delle persone che lo compongono, mi sono mancati tutti. Mi è mancata A. , una ragazza, una mamma e una donna straordinaria alla quale sono affezionatissimo e questo l'ho capito fin dalla prima volta che l'ho conosciuta, quando un pomeriggio caldissimo del primo anno che è venuta da noi, durante una passeggiata, ci ha visti tutti accaldati ed assetati e non ha esitato a comprare due bottigliette di acqua, una per se stessa ed un'altra per noi, pur spendendo un po', visto che alla bancarella sotto Castel Sant'Angelo te la danno a peso d'oro. 

Mi è mancata anche A. , anche se adesso non è più presente al blog per motivi privati, della quale apprezzo un sacco la risata e la serietà nel lavoro. N. , che si era appena affacciata a questo laboratorio ma che da subito ha mostrato interesse per noi e per i nostri articoli partecipando attivamente e dandoci riscontri ed opinioni di grande emozione e di grande logica. E poi naturalmente tutto il mio fantastico gruppo di amici: G. F. M. F. E. A. , con i quali ho condiviso tutto ciò e che a gran richiesta, oggi, hanno reclamato la mia presenza. 

Oggi torno con questo articolo. Ci tenevo a farlo. Il futuro mi dirà cosa fare. Per adesso non vedo ancora cosa c'è oltre.


White Cosmos

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