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Titta Di Girolamo è un uomo che aspetta. La sua vita precedente l' ha condotto a questo: commercialista della mafia, ha giocato male in borsa per conto dei siciliani e loro, invece che giustiziarlo, l' hanno mandato a finire i suoi giorni in un albergo della Svizzera italiana. Una valigia, da portare in banca due volte al mese, è l' unico compito assegnatogli. Titta è bloccato dentro un horror dell' anima: le sue funzioni vitali di personaggio si sono ridotte a fumare e osservare. Le pulsioni iperrealistiche di quello che è rimasto della sua vita, dentro e fuori di sé, somigliano a un teatro dell' assurdo, insano e crudele: l' eroina consumata ogni mercoledì, l' insonnia che lo divora di notte, la costosa pulizia del sangue a cui si costringe, l' nfinita partita a carte con gli altri ospiti fissi dell' albergo. Le emozioni gli sono negate: non può provare più niente, perché i suoi figli si rifiutano a telefono e il ricordo di un amico lontano è solo l' ennesimo palloncino sgonfio dentro il suo cuore. Il resto delle sue giornate si nutrono di avanzi, che lui condisce con osservazioni fuoricampo acute e paradossali, mesti epitaffi della rinuncia a vivere. La maschera grottesca di Titta, cioè quella di Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, fanno il resto, così come la rappresentazione da farsa del crimine, dell' innamoramento, persino della tragedia che verrà. Nella storia di Titta, suonano delle spie, salvagenti che affiorano da un mare pesante come liquido amniotico: il fratellastro scavezzacollo in visita; Sofia, la barista dell‘hotel dallo sguardo languido (Olivia Magnani, nipote della celebre Anna); e un‘idea, morire in modo rocambolesco. Quella che sembra una classica discesa agli inferi, è in realtà solo il preludio della prossima caduta. Le conseguenze dell' amore è un film che costruisce l' abisso per affidargli una risalita impossibile, dal doppiofondo inevitabile.
Blue Jacket
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