venerdì 29 marzo 2024

Fantozzi il miliardario del poker!

Bentrovati a tutti e tutte dal vostro impresentabile Fantozzi ragionier Ugo! Tanti auguri per le feste di Pasqua, sempre a tutti e tutte! Oggi ho deciso di scrivere un articolo ancora sul poker, siccome di recente ho ripreso a vincere e sto finalmente per arrivare a un miliardo di fiches, sto a 963 milioni e manca ormai veramente poco, probabilmente nei prossimi giorni farò cifra tonda, arriverò a 1B cioè one billion di soldi assolutamente virtuali e sempre con la solita piattaforma che si chiama Texas Poker. Con questi risultati non pretendo di dimostrare che l'ipotesi del 5% fosse giusta, perché non si può dimostrare nulla, però almeno posso mostrare che se si gioca sportivamente con un rischio calcolato e si gioca non in modo compulsivo e soltanto quando se ne ha voglia, allora i risultati possono arrivare! Devo dire che negli ultimi mesi ho giocato con grande prudenza, sempre al sesto livello e sempre evitando i miliardari, infatti non appena ad un tavolo incontravo un miliardario cambiavo tavolo. Ma adesso siccome tra poco sarò miliardario anch'io eviterò quelli che hanno da 2 miliardi in su! Il settimo livello di poker l'ho provato ed è stata una bruttissima esperienza, nel giro di mezz'ora persi il 50% delle mie fiches e per adesso non intendo rischiare di nuovo, anche se al settimo livello si giocano 50 milioni a botta, e 50 milioni è proprio il 5% di un miliardo! Però sono consapevole che esistono giocatori più forti di me, che hanno una maggiore comprensione del gioco del poker, tanto che addirittura c'è qualcuno che fa dei corsi online su come giocare in modo aggressivo e dominare gli avversari al tavolo del poker!


Fantozzi ragionier Ugo

Il viaggio della vita

Il viaggio del vita significa tutti i passi che tutte le persone fanno nella vita, da quando sono piccoli, poi giovani, vecchi, fino alla morte. Tutti gli umani hanno i problemi, non è facile vivere in un mondo senza problemi, per esempio problemi di soldi, di salute, di famiglia, anche delle altre persone. Il mondo è pieno di problemi e questa è una realtà di tutti. Nessuno scappa dai problemi. Il mondo ha diversi problemi. I problemi non si possono risolvere da soli, ma con l'aiuto di altre persone che conoscono i tuoi problemi. Per esempio io ho problemi di alcool e psicologici, comunque accetto questi problemi e quando vado all'ospedale parlo con la mia dottoressa che mi aiuta a vivere una buona vita, senza disturbare gli altri. Io non posso dire tutti i miei problemi, perché ho già trovato una mia soluzione. Non sono arrabbiata per la vita che ho passato, quando i problemi trovano le persone devono andare dove c'è una soluzione e chiedere aiuto. Il viaggio della vita non è facile, ma con l'aiuto di un altro che ha la soluzione parliamo dei nostri problemi e troviamo quella soluzione a questi. I problemi causano per esempio depressione e stress, quindi questo fa male alla testa e al corpo, e quando tu non trovi la soluzione questo può causare più problemi. È meglio ringraziare qualcuno quando ti aiutano a vivere una vita buona, il mondo giudica chi ha i problemi della vita, e questo non va bene. Dio anche ci aiuta quando preghiamo, sempre perché senza Dio padre è impossibile la vita. Io nella mia borsa tengo la Bibbia e quando vado a dormire e mi sveglio, e c'è qualcosa che non va bene, chiedo sempre aiuto a Dio. Io prego sempre Dio e lo ringrazio ogni giorno, lui mi aiuta sempre, perché solo lui conosce i nostri problemi. E per questo ci manda una persona che ci aiuta. To be continued... Grazie


EMT

PONTE MILVIO

 

PONTE MILVIO



 

Uno dei primi ponti costruiti nella Capitale, prima che celebre luogo di ritrovo è stato il fulcro di molti eventi di rilievo a cavallo tra l’ età romana e il Medioevo Ponte Milvio si trova in corrispondenza dell’ attraversamento del fiume Tevere da parte della via Flaminia. Pur essendo collocato al di fuori delle Mura, la sua posizione lo rese da sempre un passaggio strategico fondamentale: qui infatti vi confluivano, oltre la già citata Flaminia, le via Cassia, Clodia e Veientana, tutti assi stradali fondamentali verso il nord del territorio cittadino e della Penisola. Molti abitanti di Roma si ricordano di come questa struttura fosse utilizzata fino a pochi anni fa dagli innamorati, i quali erano soliti mettere un lucchetto, con i propri nomi scritti, sul lampione centrale, gettando quindi le chiavi nel fiume. Il ponte, costruito nel 109 a.C. da parte del censore Marco Emilio Scauro, risulta essere uno dei più antichi della città: è probabile che in origine vi fosse una struttura lignea più antica, monumentalizzata in seguito. Il nome Milvio dovrebbe derivare dalla famiglia connessa alla sua costruzione prima del 109 a.C., la Mulvia. La struttura subì molteplici distruzioni e restauri tanto che nel Medioevo gli venne attribuito il nome di Ponte Molle o Mollo, vista la sua consuetudine a essere ridotto in condizioni disastrate. La leggenda vuole tra l’ altro che questo ponte molleggiasse proprio per le sue precarie condizioni. I restauri del ponte furono condotti a più riprese e anche in periodi storici piuttosto prolungati, ad esempio con i lavori avviati nel 1450 da papa Nicolò V e completati da papa Clemente nel 1457, che portarono alla rimozione totale delle parti in legno. Ponte Milvio è famoso per una battaglia in particolare che si svolse nelle sue immediate vicinanze e che vide contrapporsi gli eserciti imperiali di Costantino e Massenzio nel 312 d.C. Questa battaglia ha segnato il corso della storia e ha garantito in maniera ancora più decisa l’affermarsi del Cristianesimo, che andava assumendo sempre più forza lungo i territori dell’Impero. L’imperatore Costantino, di cui sono celebrate le imprese belliche nei rilievi dell’Arco omonimo vicino al Colosseo, si erse come campione della nuova religione sconfiggendo nettamente l’altro imperatore Massenzio, considerato usurpatore e protettore degli dei pagani tradizionali. Celebre è l’episodio in cui Costantino dirigendosi alla testa del suo esercito verso Roma da nord, si sarebbe rivolto in preghiera e poco dopo mezzogiorno, lui e i suoi soldati sarebbero stati testimoni di un evento celeste prodigioso: l’apparizione di una croce di luce al di sopra del Sole e della scritta latina In hoc signo vinces: sotto questo segno vincerai.

 

Blue Jacket

venerdì 22 marzo 2024

La bellezza timida

 
Nella vita di tutti i giorni siamo sempre immersi, anzi, circondati da un gran caos, soprattutto per chi vive in città. Ma non solo. Siamo costantemente sottoposti a mille stimoli di origine diversa: stimoli uditivi. Ad esempio il fracasso del traffico con i veicoli che producono rumori che non si può certo dire essere piacevoli per le nostre orecchie. Oppure gli schiamazzi di persone, o più spesso gruppi di persone, incivili o irrispettosi verso gli altri, i quali in strada non si rendono proprio conto di quanto alzano la voce e superano il limite oltre il quale cominciano ad importunare chi non a piacere di importunare; Stimoli olfattivi. Come non tirare in ballo lo smog cittadino, la pessima aria che siamo costretti a respirare ogni volta che usciamo di casa. O magari anche dentro la nostra stessa casa, dal momento che basta aprire la finestra ed è fatta. Tutto quello schifo entra in un battibaleno. Nel nostro naso, nei nostri polmoni, ma finisce anche nei nostri occhi, irritandoli, danneggiandoli. Se uno andasse a farsi un esame per vedere o capire la condizione del nostro corpo, essendo aggredito dalle polveri sottili ogni singolo giorno, vedrebbe sicuramente che la situazione non è rosea. Di sicuro i nostri polmoni sono quelli messi peggio. Due polmoni ingrigiti non sono belli da vedere e soprattutto non sono un bel segnale per la nostra salute; Poi ci sono anche gli stimoli visivi. Anche solo il guardarsi intorno e vedere tutto ciò che di brutto ci circonda, a cominciare del gran caos delle macchine sull'asfalto che sfrecciano veloci, che suonano e i cui conducenti, perennemente nervosi e incavolati, strillano e si insultano l' uno con l' altro arrivando talvolta ad inseguirsi per picchiarsi pensando che la violenza serva come sfogo e possa anche servire a risolvere i dissapori. Niente di più sbagliato!

 Gli stimoli che provocano in noi brutte reazioni possono essere ancora tanti e tali, sono proprio quegli agenti esterni, quei diavoletti cattivi che ci svolazzano sempre intorno, che ci impediscono di vedere, di esplorare, di ammirare quelle piccole bellezze che la natura ci dona, seguendo le stagioni e capaci di migliorare le nostre giornate con poco, pochissimo, facendo capolino timidamente ma con insistenza e caparbietà, tutti i giorni e da qualunque parte ci giriamo. Se guardiamo in basso, ci sono anche lì. Posso parlare ad esempio dei piccoli fiorellini colorati, profumati, come quelli che ho visto ed ammirato lungo la strada per venire qui a piedi al centro diurno, sparsi sui prati ai lati della strada, dando una piccola ma anche grande nota di colore diversa al prato verde sul quale erano adagiati delicatamente e con il quale erano in perfetta simbiosi, facendo gli uni compagnia agli altri, senza lasciarsi mai fino alla fine della giornata, per essere poi rischiarati soltanto dalla flebile luce della luna.

La vista di questi piccoli fiorellini, nascosti timidamente nel prato, mi ha aperto il cuore e lasciato un sorriso sulle labbra.



White Cosmos

Politica e follia

Salve a tutti e a tutte dal vostro inderogabile Fantozzi ragionier Ugo! Oggi mi salta lo sghiribizzo di tediarvi con un argomento vieppiù tedioso o noioso, fate vobis! Chi è normale? Chi è matto? Sono matti i democratici? Sono normali i socialisti? I fascisti non li nomino nemmeno (o quasi) perché che siano poco normali lo ha già dimostrato la storia. Macron vuole inviare un contingente di 2000 soldati in Ucraina perché a quanto dice lui non si può lasciare vincere Putin. Zelensky sono due anni e mezzo che manda al macello il suo stesso popolo in nome di che lo sa solo lui, dato che ci dovrebbe spiegare che differenza c'è a stare sotto la Russia o a stare sotto l'Europa... C'è forse una differenza politica? Pare di no, in quanto sono entrambe democratiche. Mia madre forse non ha tutti i torti quando attribuisce a Zelensky l'epiteto di "cretinetti". Ma in finale cosa è un cretinetti? Della serie vai alla scoperta del cretinetti che è dentro ognuno di noi, come dire vai alla scoperta dell'ipocrisia, che è il vero problema che affligge l'umanità di questo povero pianeta. Ma che cos'è l'ipocrisia? La parola stessa denota una ridotta capacità di giudizio, e infatti proprio di questo si tratta... E veniamo dunque al nodo della questione, siccome il sentire comune attribuisce l'aggettivo normale proprio a questa ipocrisia, ovvero normale sarebbe l'uomo comune democratico che è d'accordo col mandare le armi a Kiev, e magari domani sarà d'accordo col mandarci anche i soldati. E sempre secondo questo senso comune matti sarebbero i socialisti (mio fratello grande la pensa così) che vorrebbero risolvere il problema della guerra una volta per tutte! Chi è normale? Chi è matto?


Fantozzi ragionier Ugo

LA MIA OBESITA'

 Oramai sono passati più di tre mesi dove non riesco a perdere peso e forse c'è un perché... in fondo io penso che sto bene nel corpo in cui mi trovo, mi trovo bene perché vivo nella lussuria del cibo, non ho compiti da fare durante la giornata e l'unica cosa che mi piace fare è mangiare. Il pensiero è impostato che dimagrirò un giorno ma non so quando sia il giorno. Eccesso di cibo rovina le persone come la povertà fa il contrario... Girandomi intorno sono l'unico rimasto obeso, tutti gli altri sono magri. Credo che neanche una buona dieta' funzionerà o un percorso se quello che deciderà non sono io 


                                                                                                                                       PROF. OAK

Ponti romani

 





Gli etruschi, prima dei Romani, conobbero il segreto della costruzione dell’ arco, con cui si

potevano fare porte cittadine, acquedotti ma soprattutto ponti. L’ arte di costruire ponti era

sacra da cui il termine Pontifex, facitore di ponti, da cui l’ attuale termine cattolico

Pontefice; se poi si trattava del mastro costruttore, si chiamò in epoca romana il Pontifex

Maximus, la massima carica sacerdotale pagana da cui abbiamo tratto il Sommo

Pontefice. Roma fu del resto costruita nell’ unico punto in cui era possibile unire con un

ponte le due sponde del basso Tevere, un ponte facile da proteggere militarmente, e da

qui dominava tutto il traffico fra l’ Etruria e l’ Italia meridionale. L’ arte di costruire i ponti fu

dunque etrusca ma ben presto divenne romana. Ma solo quando l’ Urbe riuscì ad avere il

controllo della riva sinistra venne costruito questo ponte, il primo della città, per volere di re

Anco Marzio, appunto presso vicino il guado del Tevere. Il Pons Sublicius venne infatti

eseguito interamente in legno per poter essere facilmente demolito in caso di attacco

nemico. E’ il più antico ponte di Roma, realizzato in legno al tempo di Tullio Ostillio e

terminato da Anco Marzio secondo Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso. In quanto alla

tecnica si usava anzitutto deviare il corso del fiume attraverso canali e chiuse, di cui gli

Etruschi avevano già la massima esperienza, quindi si scavava e si ponevano fondamenta

e pilastri. Su questo veniva poggiata un’ incastellatura di legno ad arco, su cui venivano

poste le pietre già rastremate a scalpello. Per ultimo si poneva il cuneo, la pietra

rastremata più grande di tutte che veniva inserita al centro esatto dell’ arco, dopodichè l’

incastellatura di legno poteva essere tolta e usata altrove. Il cuneo diventava così la

chiave di volta e il peso dei muri si scaricava lungo i montanti permettendo di sopportare

carichi enormi. La principale preoccupazione dei Romani nella scelta del luogo dove

costruire il ponte fu soprattutto di avere abbondante roccia a disposizione su cui fondare le

spalle dei ponti ad evitare che piene o alluvioni potessero danneggiarli. Poi si prevedeva la


temporanea deviazione del corso d’ acqua tramite un sistema di palizzate e dighe. Si

procedeva, quindi, allo scavo per raggiungere il massiccio roccioso su cui fondare i piloni

del futuro ponte. Dopodichè si alzava una struttura lignea dotata di una sagoma

semicircolare; su di essa venivano appoggiati i conci, pietre squadrate con un opportuno

taglio trapezoidale. Si utilizzavano delle gru dotate di paranchi a vari rinvii per posizionare

le pietre sulla centina di legno fino ad essere unite al centro dell’ arco dalla cosiddetta

“chiave di volta”, un concio solitamente più grande degli altri. A volte, le pietre venivano

legate fra loro con della malta. Quando la centina di legno veniva rimossa, tutto il peso

della struttura si scaricava sul terreno consentendole di sopportare enormi carichi. Gli unici

accidenti che potevano distruggere un ponte romano riguardavano assestamenti imprevisti

del terreno, terremoti o eventi bellici.


Blue Jacket