Una novità che riaccende i campanelli d’ allarme di una possibile guerra nucleare: la dottrina difensiva della Russia del resto parla chiaro al riguardo, il Cremlino è disposto ad usare tutte le armi a disposizione per vincere la guerra. Le notizie dalla linea del fronte diventano ogni momento più allarmanti, ha scritto uno dei canali telegram di militari russi: l’ Ucraina ha scelto una strategia di “lockdown informativo” sulla controffensiva, i piani efficaci amano il silenzio, ma Mosca fa il contrario, annuncia di aver respinto un attacco, con centinaia di perdite ucraine in termini di uomini e mezzi. Nelle scorse ore il portavoce del Cremlino ha avvertito: se l’ occidente dovesse fornire all’ Ucraina anche dei missili a lungo raggio, capaci di colpire in maniera sistematica il territorio russo, aumenterebbero di conseguenza i rischi di una escalation. Il chiaro riferimento è a una possibile guerra nucleare, anche se per Putin questa sarebbe solo l’ ultima delle opzioni sul tavolo viste le possibili conseguenze. Portare la guerra in Russia da parte dell’ Ucraina significa anche ripagare con la stessa moneta il terrore che la popolazione ucraina sta vivendo da sedici mesi da questa parte: dalla regione di Belgorod è iniziata l’ evacuazione dei civili, ma per aumentare la loro efficacia le milizie anti-Putin hanno bisogno di armi a lungo raggio. Se come pare tardi una conferenza di pace potrebbe portare un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev, l’ Ucraina otterrebbe la garanza di essere difesa dall’ Occidente e Putin invece manterrebbe il controllo dei territori finora conquistati: l’obbiettivo di Washington resta sempre detronizzare Putin. Il ministero della Difesa russo ha detto le seguenti parole: “Il nemico non ha raggiunto i suoi obiettivi e non ha avuto successo. Ma il leader dei separatisti filorussi smentisce il Cremlino: “L’ attacco ci ha messi in una posizione difficile”. Il cardinale Zuppi sarà in missione di pace a Kiev e speriamo che nel tempo le cose migliorino.
Blue Jacket
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