venerdì 7 maggio 2021

La Basilica di Pietro

 


Un tuffo nella storia e nell' arte eccelsa del nostro paese nonché dei nostri artisti. E sottolineo, “nostri”, orgogliosamente. E nessuno ce li potrà mai togliere. Gian Lorenzo Bernini, Michelangelo Buonarroti, Carlo Maderno, Bramante, Raffaello Sanzio, Giacomo della Porta, ed altri ancora. Innumerevoli mani e tanti tanti anni ci sono voluti per dare forma alla basilica più bella e grande del mondo: la Basilica di San Pietro. Una visita guidata grazie alla quale abbiamo arricchito la nostra conoscenza di essa. Chicche di storia, di arte, di sapere. Tutto racchiuso in un unico edificio. E che edificio! La storia e l'arte in persona. Una basilica risalente al IV secolo, fatta costruire dall' imperatore Costantino nell' area del circo di Nerone e della necropoli dove, secondo la tradizione, è stato sepolto l' apostolo Pietro dopo la sua crocifissione, dal quale prende appunto il nome. Egli è stato qui crocifisso a testa in giù per sua stessa volontà perché non degno di essere crocifisso come Gesù Cristo, ovvero a testa in su. Più di centocinquanta statue adornano l' enorme colonnato, la cui forma a emiciclo è stata studiata per ricordare la forma di un abbraccio che circonda i fedeli che si riuniscono nella piazza per ascoltare il Papa. Entrando al suo interno possiamo poi assistere all' esplosione artistica del genio: Michelangelo. Le dimensioni sono a dir poco smisurate e lasciano sbalorditi coloro che vi entrano. Decorazioni e sfarzo ovunque. Ecco, qui, su questo punto, mi sento legittimato a fare la mia principale critica: Tutto questo sfarzo, questi materiali preziosi, i marmi di Carrara, l' oro, il bronzo, mi sembrano un po' eccessivi a dire la verità. Per non parlare poi delle spese di manutenzione di tutto questo, che sono ingentissime. Certo, ci guadagnano gli addetti alla manutenzione, però... Troppo secondo me, per una Chiesa che dovrebbe essere dei poveri e per i poveri. E di conseguenza, dovrebbe essere essa stessa “povera”. I materiali che la costituiscono dovrebbero essere poveri, o per lo meno non così preziosi; anche se non per questo scadenti. Materiali normali che rispecchiano la semplicità della vita quotidiana delle persone. Un povero che entra nella Basilica e si trova di fronte a tutta questa ricchezza, presente e visibile ovunque esso guardi, a mio avviso non può fare altro che suscitargli delle domande, tante domande. Perché la Chiesa, che è rivolta ai poveri, ai bisognosi, che parla di bontà, di uguaglianza, e appunto, di povertà, e che ci dice di non essere mai attaccati ai beni materiali, di non essere avidi di denaro, essa stessa possiede tutta questa ricchezza?

White Cosmos

Viva la Superlega di Calcio Europea

 


In questi giorni è successa una cosa di una certa importanza nel mondo del calcio e forse anche di più, ma per questo vedremo. Hanno tentato di fare  la Superlega di calcio europea! Finalmente, era ora! Sembrava che il covid servisse almeno a questo ma invece no, il progetto per adesso è naufragato siccome si è sollevato subito un megapolverone piccolo borghese contro questa idea, insomma come al solito se alla gente tocchi le abitudini consolidate in un minuto ti si rivolta contro. Ci si sono messi anche i reali di Inghilterra e Boris Johnson e costui ha anche osato dire che la Brexit non c'entra niente. Invece il popolo d'Europa si è scagliato contro la Superlega soprattutto attaccandosi alla motivazione che così tutto dipende dai soldi. Che grande scoperta! Come se il calcio in tutti questi anni non fosse stato governato dai soldi,  come ogni altra attività umana, dopotutto. Inoltre nei videogiochi di calcio la Superlega esiste già da almeno vent'anni. Poi essendo io tifoso della Roma si presuppone che sarei contrario, e invece no! Sono favorevole perchè sono uno sportivo vero, e devo riconoscere che oramai da vent'anni circa in Italia e nelle altre principali nazioni d'Europa c'è un divario troppo grande tra le prime del campionato e le altre, come se di fatto appartenessero già a un'altra categoria. E poi da romanista dico anche togliersi dai piedi in un colpo Juventus, Milan e Inter non è un incubo ma un sogno. Insomma, una megacagnara piccolo borghese, tutti contro, e mi sembra di essere l'unico matto che è d'accordo. Insomma devono solo riorganizzare il calcio su base europea e poi mettono anche la serie B così la Roma potrà lo stesso giocare sul campo la possibilità di partecipare a questo super campionato europeo.

Fantozzi Rag. Ugo

venerdì 16 aprile 2021

Cucinando insieme



 

Vorrei parlare del laboratorio di cucina, visto che ormai sono quasi quattro anni che ne faccio parte. E in questi quattro anni ho imparato molto calcolando che quando ho incominciato erano già dieci anni che abitavo a Roma ma sapevo solo preparare i piatti essenziali e il sapore del guanciale non lo conoscevo (per fare l'amatriciana ci mettevo il prosciutto cotto nel sugo). In questi anni abbiamo cucinato un po’ i piatti preferiti di tutti: la carbonara, l’amatriciana (appunto), le lasagne, la besciamella, le orecchiette con i broccoletti, spaghetti alle vongole, il ragù... qualche piatto orientale e anche qualche dolce. Insomma tutte cose che sognavo ma che non sapevo fare.

È un laboratorio divertente perché decidiamo insieme il menù; scriviamo gli ingredienti che servono; andiamo a fare la spesa; cuciniamo insieme e a pranzo mangiamo quello che abbiamo preparato. Il bello è che dopo pranzo esco sempre di buon umore... in effetti vi confesso che molti dei miei articoli sono stati scritti proprio dopo il laboratorio di cucina, questa volta dopo un bel piatto di cannelloni con ricotta, spinaci e besciamella.

 

Lyf

 

venerdì 9 aprile 2021

 


 

Per sopravvivere al giorno d’ oggi bisogna essere un po' gladiatori, specialmente quando si ha a che fare con il covid. E’ un’ ottima cosa fare un tuffo nel passato per conoscere meglio questi gladiatori. I giochi gladiatori, o munera, già comuni tra gli etruschi,  furono presto adottati anche a Roma, tanto che si ha notizia di un primo combattimento nel 264 avanti Cristo, in occasione delle esequie di Giunio Bruto: in questi ludi funebri, la tradizione di offrire sacrifici umani per placare lo spirito del defunto si mescolava a quella, altrettanto diffusa presso i popoli del Mediterraneo, di indire delle gare in sua memoria. Con le guerre di conquista, anche l’ onore reso al valore dei vinti contribuì al successo di questa forma di spettacolo, dove si metteva in scena la ricostruzione delle battaglie appena combattute, a beneficio di chi era rimasto a casa. Fu la politica, però, a segnare l’ enorme popolarità dei munera: i giochi gratuiti nell’ arena diventarono ben presto un’ ottima piattaforma di lancio per chi intendeva far carriera nel cursus honorum e la magnificenza dei ludi aumentò a dismisura, unitamente al numero dei duelli e delle vittime. Già nel I secolo avanti Cristo i munera erano un grande spettacolo di massa, e fu proprio allora, con la rivolta di Spartaco, che se ne videro i pericoli insiti. Il famoso ribelle di origine trace veniva d a Capua, la città dotata delle migliori scuole di addestramento della penisola, dove la gladiatura vantava una storia plurisecolare. Lui e i suoi compagni, a cui si aggiunsero moltitudini di schiavi, erano ottimamente addestrati, forse ancor meglio dei legionari, ed ebbero facile gioco nel vincere i primi scontri, anche perché i romani sottovalutando l’ abilità di quei nemici imprevisti, avevano mandato a combatterli soltanto due legioni. Dopo l’ inattesa e bruciante sconfitta, subita a opera di schiavi, l’ Urbe corse ai ripari e schierò contro il gladiatore trace il più grande dispiegamento di forze che mai avesse messo in campo. I romani annientarono Spartaco e gli schiavi: i corpi di seimila superstiti della battaglia, tutti crocefissi malgrado il loro enorme valore commerciale, rimasero esposti per giorni e giorni sulla strada da Capua a Roma, a perenne monito per altri eventuali ribelli. Quando nacque l’ Impero, i munera erano già diventati un affare di Stato, nonché, come si direbbe oggi, un business milionario. Già Giulio Cesare, che pensava in grande, aveva portato nell’ arena migliaia di duellanti  e di belve, con l’ intento di propiziarsi il favore della plebe nella sua scalata al potere; i suoi successori, poi, non fecero altro che tentare di superarlo in numero e magnficenza. Celebre fu la naumachia, o battaglia navale, indetta da Augusto a Trastevere, e ancor di più quella organizzata da Claudio nell’ anno 52 dopo Cristo. Quest’ ultima, ambientata nel lago del Fucino che l’ imperatore stava per prosciugare,  mise in scena la guerra dei Rodiesi e dei Siciliani: vi si batterono 19000 gladiatori. Fu quella l’ unica occasione documentata in cui venne pronunciato il celeberrimo saluto: Ave imperator, morituri te salutant! E Claudio rispose auguralmente: Aut non, cioè magari non succederà!

Quello che farò quando sarà finita la pandemia


Quando questa pandemia sarà passata mi aspetto di fare un po' di ginnastica posturale in palestra, se ce la faccio perché non sono più tanto allenata e poi ho il fiato corto.
Poi continuerò a fare alcune cose che faccio già adesso, come andare al parco, prendere un po' d'aria, camminare e vedere tutte le persone conoscenti che abitualmente frequentano il parco, che sono per lo più persone più anziane di me, la maggioranza donne. Poi mi riprometto di fare due laboratori al centro diurno: cinema e blog. Ma quello che conta è uscire fuori dal tunnel, da questo caos, anche se sarà difficile essere quelli che si era prima. Più o meno le cose che faccio sono quelle che facevo già, ma l'umore non è lo stesso; come se conta più il destino che la ragione.

Fata Morgana

venerdì 26 marzo 2021

Un percorso di vita

 

Mi ricordo il momento in cui sono arrivato al centro diurno. Sembra ieri, anche se sono passati circa due anni e mezzo. Eppure, ripensandoci, mi sembra di parlare di un' altra vita.

Si, infatti in quel momento stavo attraversando il periodo più difficile della mia vita fino ad allora. Ero in una crisi profonda. Nella mia mente succedeva di tutto. Le cose più incredibili, più assurde, che non riuscivo a spiegarmi e di conseguenza neanche a trovare una soluzione, o comunque un compromesso, un accordo di pace con esse, soltanto per lenire un po' la mia sofferenza. Sì, perché quella sofferenza era troppa e quello che avevo dentro era un mostro. Un mostro così grande che io non potevo far altro che soccombere. Ero al limite, e volevo assolutamente trovare un modo per riuscire a liberarmi dalle mie sofferenze. La cosa che però mi ha salvato è stata la mia testaccia dura. Non volevo darla vinta ai mostri che vogliono farti del male. Ho così deciso un giorno di dare il tutto per tutto e di provare a farmi aiutare da chi aiuta gli altri per mestiere, anzi da chi ha deciso che questo fosse lo scopo della sua vita. Ho avuto così il mio primo incontro con la dottoressa, psicologa, che mi ha seguito per un periodo, cercando, insieme a me, di capire il motivo dei miei disagi e di trovare un modo per affrontarli. Mi ricordo un giorno, durante una seduta, una sua affermazione che mi ha spiazzato. Mi ha detto: “Tu non devi contrastare il tuo problema, ma devi piuttosto stringere un patto con esso”. Lì ho capito che tutto quello che avevo fatto fino a quel momento era totalmente sbagliato. Infatti  io stavo facendo esattamente quello che mi ha detto di non fare, cioè andare contro di esso. Quello è stato il momento in cui, cominciando a comprendere le dinamiche del mio disagio, è cominciata la mia lenta ma costante guarigione, con miglioramenti che vanno a toccare anche molteplici altri aspetti della mia vita. Il punto di svolta, che ha dato un vero slancio al mio processo di guarigione, è stato l' ingresso al centro diurno, un centro terapeutico per persone con i disagi più disparati, nel quale vengono offerti vari laboratori di gruppo diretti da operatori del campo, e grazie ai quali si ha la possibilità di conoscere tante persone, che magari hanno storie simili alla tua. Io mi trovo tuttora in questo magnifico centro e nonostante sia ormai passato un po' di tempo dal mio arrivo, continuo comunque a vedere ogni tanto alcuni piccoli grandi miglioramenti, e anche se la strada che ho da fare è ancora lunga una cosa è certa: “Non mollerò MAI!”

White Cosmos