lunedì 4 maggio 2020

Maledetto Coronavirus






Spero di star vivendo semplicemente in un orribile incubo, anche se purtroppo sembra tutto così terribilmente reale. Eh sì, credo proprio che sia tutto reale. Eppure in un suo discorso del 2015 il fondatore di Microsoft Bill Gates lo aveva predetto; la prossima guerra non sarà tra uomini ma contro un virus. A quanto pare nessuno lo ha mai preso sul serio. Perché, mi domando? Eppure tutti sanno che non è uno stupido ignorante che parla senza pensare. Avrà pur avuto dei validi motivi per avere questo timore. Eppure tutti lo hanno preso per un folle, e non hanno dato nessun peso alle sue parole. Scenari troppo fantasiosi per potersi un giorno verificare, avranno pensato! E invece guardate un po' in cosa ci troviamo immersi oggi, cinque anni dopo le sue affermazioni!  Esattamente in ciò di cui lui ci aveva avvertito. Una pandemia di un virus nuovo, sconosciuto, terribile, che non sta risparmiando nessun paese al mondo, e che a pochi mesi dalla sua comparsa nelle nostre vite, ha già provocato centinaia di migliaia di morti, indiscriminatamente. Questo virus non conosce confini. Lo ha dimostrato. E' capace di infettare chiunque, persone di qualunque età, e lo fa ad una velocità mai vista prima. Le sue vittime preferite ,come succede sempre quando accadono queste cose, sono comunque i vecchi, le persone più fragili, che poco possono contro un simile avversario. Lui, il Covid-19, della famiglia dei coronavirus, un virus respiratorio temibilissimo, capace di circolare indisturbato per settimane prima di rivelare la sua presenza indesiderata, è in grado di causare una risposta immunitaria così forte da provocare nei nostri polmoni un' infiammazione pericolosissima che ha come conseguenza estrema, un blocco della respirazione quasi totale. Nessuno aveva mai visto una cosa simile.  Anche i migliori specialisti nel campo dell' epidemiologia e della virologia si sono trovati del tutto impreparati di fronte a questo mostro. Sì, perché è esattamente un mostro, che fino ad ora forse lo avevamo incontrato solo nei nostri incubi peggiori, ma che poi, fortunatamente, una volta svegli, ci siamo resi conto che era tutto frutto della nostra mente. Lui invece è reale, e adesso dovremo far ricorso a tutte le nostre capacità di esseri umani, a tutta l' intelligenza di cui la natura ci ha dotati, ed usarla per trovare una cura contro questo nemico invisile quanto letale per liberarcene una volta per tutte e tornare di nuovo a godere senza paura della vita che ci attende e delle bellezze della natura.

White Cosmos

lunedì 27 aprile 2020

Confronto tra film



Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)


Dopo una condanna Murphy viene ricoverato in un ospedale psichiatrico. Ceca di farsi passare per matto con u obbiettivo in testa: la fuga. Ma la capo infermiera non la pensa come lui. Suo prezioso alleato è un gigantesco pellerossa da tutti creduto sordo-muto.

Si può fare (2008)
Nello è un sindacalista nella Milano degli anni 80, viene inviato in una cooperativa di malati mentali. Contro il parere degli psichiatri si batte affinché i ragazzi imparino un mestiere e siano in grado di mantenersi.


Nel primo film alla fine il protagonista muore ucciso dal suo amico indiano dopo che era stato lobotomizzato, a causa del suo tentativo di fuga, per lui era impensabile vivere in quel modo. Nell’ospedale dopo la sua morte tutto sembra tornare alla normalità, in realtà avviene la fuga verso la libertà dell’indiano e si vede l’immagine della capo infermiera con le lesioni dovute al primo tentativo di fuga.

Nel secondo film, Nello il protagonista riesce a far portare a termine un grosso lavoro al gruppo , che prevedeva la creazioni di decorazioni per le nuove fermate della metro di Parigi ed il nuovo psichiatra dr. Furlà porta alla cooperativa nuovi soci diversamente abili.

In entrami i film è presente il suicidio di un giovane paziente disperato, questo evento porta i protagonisti a riflette sul loro operato. Non saprei dire quello che mi è piaciuto di più, il primo è un film americano fatto molto bene ed è entrato nella storia del cinema, il secondo italiano è sicuramente meno famoso e riguarda una realtà che ci è più vicina e che da una speranza di vita.
Nel primo c’è un pessimismo di fondo che emerge attraverso l’immutabilità della realtà dei malati mentali, mentre nel secondo c’è la speranza di un cambiamento.

Anna

Recensione Cronaca di una morte annunciata






Mi è stato dato il compito di scrivere un articolo questa settimana ma sono a corto di idee su cosa scrivere. Alla fine ho deciso di recensire il libro Cronaca di una morte annunciata di Gabriel García Márquez perché è l’unico libro che ho letto di recente. Parla dell’uccisione di Santiago Nasar da parte dei fratelli gemelli Vicario perché egli aveva disonorato la loro sorella Ángela: in effetti, la notte stessa del matrimonio di Ángela, suo marito Bayardo la rimanda dai suoi quando scopre che non è vergine. Il fatto è realmente accaduto in circostanze non del tutto chiare nella città colombiana di Sucre dove viveva García Márquez. Il libro vuole essere una ricostruzione oggettiva anche se narrativa, dei fatti prima, dopo e durante l’omicidio. Sembrerebbe che tutti o quasi erano a conoscenza delle intenzioni dei gemelli Vicario di uccidere Santiago e che quindi questo omicidio si poteva benissimo evitare. L’autore pone dunque indirettamente la domanda del perché se tutti sapevano nessuno ha fatto nulla.
È un buon libro, scritto bene e fa riflettere sulla società in generale. E finalmente ho capito perché Gabriel García Márquez assume un tono così distaccato nei confronti di Santiago Nasar, che era suo amico.

Lyf

venerdì 28 febbraio 2020

Bloggiwood - Jojo Rabbit


 

Come spiegare l'orrore del nazismo a un bambino di dieci anni? L'aspetto ludico è l'elemento che permane in questo film: Johannes Betzler è un bambino tedesco che vive nella Germania della Seconda Guerra Mondiale, e per lui Adolf Hitler è il suo idolo, l'amico immaginario del cuore, il suo supereroe. Specialmente all'inizio del film tutto sembra un gioco, poi Johannes ("Jojo") scopre un giorno che sua madre sta nascondendo in casa sua una ragazza ebrea e da lì tutto prende man mano una piega più drammatica. Ma il film non diventa mai crudo né "violento", rispetta un po' l'innocenza dei bambini e Johannes alla fine riesce a capire lo stesso la vera natura del nazismo. Può stonare il tono un po' scherzoso del film ma ho visto un lato tenero che mi è piaciuto e che mette in risalto l'immensa umanità di cui sono capaci i bambini.
Voto: 8
Lyf

Della materia spirituale dell'arte




Ehilà che titolo questa mostra! Lo spirito dell'arte! Ma cos'è lo spirito? che cos'è "lo spirito dell'arte"? Belle domande,  alle quali non è facile dare una risposta. Posso dirvi che io nella mia fase atea non credevo affatto all'esistenza dello spirito e storcevo il naso a chiunque tentasse di parlarmene pensando che si trattasse di chiacchiere religiose. Infatti di solito sono i preti quelli che parlano di questo misterioso spirito e dico subito che in questa mostra, ovviamente, di spirito ne ho visto poco e d'altronde non mi aspettavo qualcosa di diverso. Un altro utente ha parlato giustamente di arte che non critica la società, quindi arte borghese. Però almeno un paio di opere mi sono piaciute. La prima è stata un grande arazzo con sopra ricamato dei pesci, un arazzo coloratissimo e vivace, ma non ricordo il nome dell'artista. E qui è partito il gioco "che pesce sei" con gli operatori e gli altri del centro diurno, ed in questo senso siamo stati noi ad essere un pò spiritosi. Ma che sarà mai questo misterioso spirito? Forse che, in ultima analisi, noi tuttti siamo fatti di risate? Tutto può essere! E poi la seconda opera che mi è piaciuta è stata un'istallazione (come si dice oggi in termini moderni) di Joko Ono, una stanza completamente blu con dentro delle barche anch'esse dipinte di blu, e tutte le pareti ricoperte da misteriose scritte blu, quasi a dirci che tutto il mondo è una nave, e che siamo tutti nella stessa barca o nelle stesse barche. Poi c'erano anche altre istallazioni, tipo una stanza buia e quindi è partito il gioco chi ci entra per primo? Poi dentro quella stanza c'era una teca con dei tarocchi particolari con dei ragni disegnati sopra. E questo, a parte il fatto che mi è piaciuto abbastanza, è quanto ho da dire su questa mostra del maxi e sullo "spirito dell'arte".

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Una vita da ascoltare



Le esperienze di vita del giornalista Lino Lombardi sono incredibili. Anni di esperienza sul campo lo hanno formato negli innumerevoli aspetti di questo magnifico lavoro. Ha raccontato delle sue mille avventure (se non di piu') sul posto, ovvero direttamente a contatto con le svariate realtà di vita quotidiana che accadono alle persone comuni, facendo resoconti interessantissimi sulle vicissitudini di queste ultime. Ha raccontato anche di reportage che deve obbligatoriamente fare a volte su cose che in realtà non sono di alcun interesse per il grande pubblico ovvero che non fanno notizia e magari per fare questi servizi è costretto ad andare anche in posti lontani, con un dispendio di forze ed energie innecessarie. Il suo interesse a suo dire ricade più che altro sulle piccole realtà, su quelle piccole storie di persone comuni che avvengono ogni giorno nei luoghi più impensabili e sconosciuti. Realtà che alla fine forse sono molto più interessanti di quanto invece non lo siano le grandi notizie da telegiornale, quelle che sentiamo ogni giorno in televisione che riguardano tutto il mondo. Lui racconta che va proprio alla ricerca di queste storie, andandole a cercare sui giornali di provincia, sui siti internet o tramite contatti personali che ha con i suoi colleghi. Così facendo riesce a scovare incredibili vicende quotidiane che normalmente passerebbero inosservate, e che in questo modo vengono invece alla luce. Ci ha raccontato scherzosamente di aver scelto il lavoro di giornalista semplicemente perchè era l'unica cosa che sapeva fare. 
Bhe', se è per questo, è stata la scelta migliore che potesse fare, visto la bellissima carriera che ha fatto, soprattutto per tutte le meravigliose esperienze che ogni giorno vive.

White Cosmos