venerdì 6 settembre 2019

Recensione di X-man Dark Phoenix



Io non sono un esperto di film degli x-men ma vi dico subito che questo episodio mi è piaciuto in maniera particolare. Tra gli x-men c'è una ragazza un po' diversa dagli altri che ha una sua storia. Nel film viene narrato che il fatto che la ragazza quando era solo una bambina diventa la causa della morte di sua madre e del ferimento di suo padre per via dei suoi superpoteri che si scatenano fuori ogni suo controllo. Il padre in oltre l'abbandona e lei viene affidata propio al fondatore degli x-men, Charles Xavier, il quale negli anni pratica un lavoro anche di tipo psicologico su di lei, cerca di farle dimenticare l'episodio drammmatico dell'incidente srtradale o quanto meno cerca di erigere dentro di lei delle barriere difensive che impediscano al fatto di essere la causa della morte di sua madre di salire a consapevolezza. Queste barriere però sono destinate a crollare in quanto ad un certo punto riemergono i suoi poteri, e si scatenano di nuovo colpendo all'impazzata. Lei senza volere uccide un'altra ragazza degli x-men e butta all'aria alcuna macchine della polizia sopraggiunte per tentare di arginare i suoi poteri insieme anche all'esercito. Il fatto è che lei è destinata ad un futuro particolare, deve diventare una Fenice, qualcosa di ultra-umano che e dotato di poetri immensi.  A questo punto della storia irrompe una setta nera capeggiata da una bionda, (Jesssica Chastein) ufficialmente sono degli alieni che hanno perduto il loro pianeta perche sarebbe "esploso". questi alieni sono molto interessati al potere della Fenice, magari a sfruttarlo per i loro scopi, però riescono a far comprendere alla protagononista meglio la sua situazione ed il suo destino. 
La scelta sta alla ragazza quindi, o diventare un'adepta di questa setta di neri coi super-superpoteri
oppure ascendere e diventare una "fenice cosmica". Molto bella la scena nella quale la bionda, a capo dei neri, fa vedere alla ragaza che la Fenice può addirittura magicamenete eseguire il terraforming di un pianeta trasformandolo da inabitabile ad abitabile. Altro che scienza! Mentre qualche scienzizato negli anni recenti si è posto il problema di come far diventare ospitale ed abitabile un  pianeta gli x-men nel loro film hanno già risolto il problema.

Voto 8
powered by Fantozzi
 

La sfida del nuoto




Missione compiuta! O quasi. Nel giro di quaranta giorni ho più o meno imparato a nuotare. Questo grazie alla mia perseveranza, a tanta pazienza e grazie anche alle lezioni che ho ricevuto dalla mia amica e collega blogger Lyf, che nonostante si ritenga totalmente incapace di insegnare, lo ha fatto, ogni volta, e lo ha fatto pure bene, visto che alla fine ce l'ho fatta. Inizialmente avevo una fortissima paura dell'acqua, avevo paura di mettere la testa sotto e che mi sarebbe entrata nelle orecchie e nel naso, perchè non avendolo mai fatto non sapevo cosa avrei provato. Non avevo neanche il coraggio di arrendermi all'acqua, cioè di lasciarmi andare staccando i piedi da terra e di farmi semplicemente abbracciare da essa. Insomma, in poche parole avevo paura di morire affogato. Poi invece dopo qualche settimana di vani tentativi, piano piano sono riuscito a sconfiggere la paura e a diventare amico dell'acqua. Da li in poi è cominciata una serie ininterrota di miglioramenti, volta dopo volta sempre con tanta pazienza, con ostinazione e sempre con l'aiuto preziosissimo di Lif, che si è offerta di insegnarmi togliendosi del tempo per se. In seguito ho imparato i vari stili, che comunque pratico ancora male. Quello in cui mi trovo meglio è stanamente il delfino dal momento che, stando a quello che sento dire, è il più ostico per la mgior parte delle persone; quello che invece mi crea ancora parecchi problemi è lo stile libero. Purtroppo devo ancora imparare la respirazione visto che per adesso nuoto solo in apnea, e se ci provo non ottengo altro che bere un sacco di acqua. Nonostante i grossi problemi che ancora ho, ed è normale che li abbia, visto che ho cominciato due mesi fa, posso ritenermi più che soddisfatto perchè ho fatto grandi progressi in poco tempo, pertendo da zero. Comunque la strada per le Olimpiadi è ancora lunga e c'è ancora tanto da lavorare.

White Cosmos

venerdì 2 agosto 2019

Bloggiwood - Spiderman, un ragazzo in cerca d'amore

Vorrebbe solo buttarsi nel suo viaggio europeo, per godersi la distanza ravvicinata con la ragazza che adora; vorrebbe buttarsi alle spalle il dolore per la morte del suo maestro-mentore Tony Stark, ma è Spiderman il futuro eroe reale degli Avengers? Invece si aggrappa alla sua adolescenza, ma è lui il supereroe che il mondo aspetta? Misterio invece è una sorta di mago che anche lui vuole diventare un supereroe maneggiando ingiustamente l'eredità di Stark. Peter, volando da un errore ad un altro, tiene gli spettatori incollati allo schermo con il suo volto da ragazzo smarrito, e pare così simile a noi, soprattutto desideroso d'amare più che di vendetta.
I soli effetti visivi valgono il prezzo del biglietto, la trama è avvincente. A differenza degli altri Spiderman il personaggio di MJ è rappresentato magistralmente.
p.s. Anche zia May non è male.
Voto 7.
Jacobsen

venerdì 19 luglio 2019

Cantano i colori



Quest'anno è stato un anno pieno di eventi e di emozioni per il gruppo di Street Art. Ogni due settimane, per circa sette mesi, si è tenuto qui al centro diurno un corso di street art con la street artista Alessandra Carloni. Da lei abbiamo imparato molto: dopo una breve introduzione in cui ci ha raccontato la storia della street art (come nasce, i vari stili, ecc.), Alessandra ci ha dato le nozioni di base sui colori e su come ottenerli, e anche su come ottenere diverse nuances di colore. Come nostro primo compito ciascuno di noi doveva scegliere uno o più temi ricorrenti nella street art (ad es. l'amore, la pace, ecc.) e rappresentarlo con un disegno e poi dipingerlo. Anche qui Alessandra ci ha mostrato alcune tecniche di pittura. Per me è stato prezioso imparare come creare un effetto luce/ombra pitturando con un altro colore sopra la pittura ancora fresca. Alla fine del corso abbiamo realizzato tre murales di cui uno tra marzo e aprile al nostro CSM e uno il 13 giugno alla biblioteca di Corviale. I murales sono stati tutti realizzati con la pittura e nascono dall'unione di più idee. Quello al nostro CSM si focalizza sul percorso di guarigione e di crescita del paziente e sul sostegno tra pazienti e operatori, mentre quello alla biblioteca di Corviale sulla lettura quale metafora del viaggio in nuovi mondi ma anche come mezzo per la rivincita sociale di un quartiere difficile. Mi sono divertita molto nel dipingere i murales. Trovo molto importante il fatto che abbiano dato spazio alle nostre idee per la realizzazione dei murales: in un certo modo mi ha fatto sentire più inclusa. E poi dipingere per me è come entrare in un altro mondo fatto di colori, bellezza e fantasia. Vorrei quindi ringraziare Alessandra e tutti quelli che ci hanno regalato un anno di crescita e divertimento, insomma un anno di pura magia.
                                                                                                    
                                                                                                   Lyf

Bloggiwood - Aladdin

Che viaggio meraviglioso! Quando il film "Aladdin" è cominciato, sono stato letteralmente trascinato nel mondo fantastico in cui è ambientato; in un oriente dove la realtà incontra la fantasia, creando un mondo immaginario, splendente di mille luci e colori e popolato da creature fantastiche, come ad esempio, tanto per citare uno dei protagonisti della storia, il "Genio della Lampada". Una storia semplice, una trama ridotta al minimo, ma il tutto comunque realizzato in modo assolutamente carino e simpatico. I due personaggi principali sono due giovani attori di origine mediorientale,  rispettivamente Aladdin e Jasmine. Lui, un ragazzo che di professione faceva il ladro, coadiuvato da un'aiutante scimmia, Abu, sempre pronta a fare al meglio il suo mestiere, anche in momenti inopportuni. Una volta trovata la famosa lampada del genio, nascosta in una caverna piena di gioielli sbrilluccicanti, ha potuto lasciare il suo vecchio mestiere, grazie al genio interpretato da Will Smith, che ha esaudito i suoi desideri. Il primo di questi, infatti, era quello di diventare un principe di un paese inesistente, "Ababwa", tutto solo per arrivare alla mano della principessa della quale si era perdutamente innamorato. Dopo mille intrighi e peripezie, tra cui anche un arresto, è riuscito a farsi conoscere per quello che era in realtà, cioè una brava persona ed alla fine a sposare la propria amata.

Voto: 5
White Cosmos

venerdì 5 luglio 2019

Un bilancio personale del corso di teatro 2018-2019

                                                         
 
Abbiamo concluso il corso di teatro facendo il nostro "spettacolo" è andato piuttosto bene.
Il teatro era pieno anche se gli invitati erano quasi tutti amici o parenti degli attori e c'era anche la dirigenza del centro diurno al completo. Ciò che mi preme sottolineare della mia personale esperienza col corso di teatro 2018/2019 è  in primis la libertà di espressione. 
L'insegnante di teatro, Riccardo Ballerini oltre ad essere un seguace di Stanislavskj possiede evidentemente delle qualità aggiuntive siccome riesce a far esprimere i propri attori anche al di là delle attese. Io personalmente sono un attore balbuziente ed avevo già provato un corso di teatro anni fà, anche quello basato su metodo Stanislavskj, però dopo alcuni mesi me ne sono andato, in quanto la balbuzia era a quel tempo un ostacolo insormontabile e per quel motivo mi avevano affidato una parte in "Filomena Martorano" che constava di una sola battuta. L'insegnante di quel corso mi fece un applauso particolare perchè la dissi bene però io personalmente rimasi con l'idea di non poter conciliare teatro e balbuzia, così abbandonai. Invece con Riccardo Ballerini c'è modo di dare espressione un po' alle energie sopite della persona, ed è propio pronunciando le battute con energia e buona tensione emotiva che in questo corso spesso sono riuscito a "dimenticare" la balbuzia, anche se non è scomparsa del tutto, per questo sono molto grato a questo nuovo insegnante e sono pienamente soddisfatto del suo metodo, che coinvolge gli attori anche a livello "energetico" e non solo come personaggi e maschere. E' un po' come se anche l'interiorità dell'attore venga coinvolta e non solo la superficie. Insegna infatti anche degli esercizi per rilassare la maschera-persona, un modo, forse, per andare oltre il solito "Io" dell'attore o "ego". Poi, riprendendo quello che avevo scritto l'altra volta, nel post "Appasionarsi al corso di teatro" non posso che ribadire ancora l'importanza di studiare le parti a memoria. A me, sapere bene le parti a memoria ha dato sicurezza anche nell'espressione verbale delle stesse. Poi insomma non è che abbiamo fatto chissà che, potremmo fare anche di più, dato che tutta l'opera "Casimiro e Carolina" era fatta di 118 scenee ne siamo riusciti a fare una ventina. Una ragazza mi ha fatto una domanda sul perchè viene arrestato Franz Merkl e in effetti la spiegazione stava nelle scene tagliate. Però in generale sono soddisfatto di ciò che è successo
e mi sono visto ogggetto di complimenti da parte di persone che non conoscevo, il che mi ha fatto sentire un po' come un  attore vero. Anche se però io non aspiro a fare l'attore, anzi mi piace continuare col centro diurno e continuare a partecipare al corso di teatro del centro diurno, con  i suoi pro e i suoi contro, con lo "spettacolo" o saggio di fine corso al quale tutti i partecipanti puntano come verifica delle propie capacità e anche come giornata di divertimento finale.

                                                                                                                  Powered by Fantozzi

venerdì 21 giugno 2019

Recensione del film "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"



Il potere può indagare su se stesso? Mi sembra questa la domanda principale, o provocazione, suscitata da un film che nella sua epoca suscitò un certo scandalo, tanto da essere censurato. Due stupendi attori principali, Gian Maria Volontè, nei panni di un capitano della squadra omicidi che diventa capo della Polizia, e Florinda Bolkan, una stupenda Florinda Bolkan, nei panni dell’amante del capitano di Polizia. La stessa Polizia non ci fa una bella figura in questo film degli anni ’70, sembra sempre presa dall’ossessione di reprimere e controllare i giovani, con tanto di sale di controllo completamente dedicate all’intercettazione delle telefonate dei cittadini. I giovani sono divisi in numerosi gruppi e grupetti, tutti autoproclamatesi “rivoluzionari”, ci sono i maoisti, i trotzkisti, gli anarchici, gli stalinisti e i leninisti etc etc e tutto questo movimento da’ la sensazione, per non dire l’illusione, anche al questurino capo della Polizia interpretato da Gian Maria Volontè, che la democrazia sia “solo l’anticamera del socialismo”, come se passare dalla democrazia al socialismo fosse una cosa semplice. Insomma anche gli anni settanta non riescono a comprendere se stessi, il grosso del movimento non è finalizzato a nessunissima rivoluzione, solo ad avere una democrazia più “democratica”, più compiuta. A distanza di anni si nota con evidenza che di tutti quei gruppi sono rimasti solo i leninisti, certo ci sono ancora gli anarchici e i bombaroli vari, ma che ci credano veramente alla violenza del popolo, c’è da dubitarne. Gian Maria Volonté interpreta questo questurino che ha una storia d’amore con Florinda Bolkan, ma è anche molto immaturo e forse anche impotente dal punto di vista sessuale, tanto che riesce ad ecittarsi solo fotografando la sua donna in pose da cronaca nera, e alla fine poi l’ammazza veramente, con una lametta, perché lei lo “tradisce” con un giovane rivoluzionario. Il questurino lascia tracce dappertutto, semina una marea di indizi per farsi scoprire, ma i suoi colleghi non ne vogliono sapere di arrestarlo, e nemmeno di indagare su di lui. Neanche il giovane rivoluzionario vuole denunciarlo come l’assassino della donna, perché preferisce che il capo della repressione dei movimenti giovanili si renda conto da solo di essere un criminale. Insomma, non c’è verso di farsi arrestare, se sei il capo della Polizia puoi fare qualunque cosa, anche passare col rosso facendo finta che si tratta di esigenze di servizio, come facevano i due protgonisti in uno dei loro strani giochi amorosi. È un film che ho rivisto con un filo di tristezza, anche per via della musica martellante di Morricone, forse perché insieme a Florinda Bolkan muoiono un po’ anche quegli anni, gli anni settanta, anni di grandi illusioni e anche di qualche raro impulso sincero.
Voto 8
powered by Fantozzi