venerdì 5 aprile 2019

Una chiacchierata col Comitato Balduina




Siamo andati a trovare il Comitato Balduina un’associazione di cittadini del quartiere attiva in molte iniziative sociali culturali. Ci hanno invitato nella loro sede per una chiacchierata:
1 )    Quando siete nati e da dove è nata l’idea di istituire “il comitato Balduina”?
Nella primavera del 2013 dall’idea di un gruppo di ragazzi del quartiere, spinti dal comune desiderio di rivalorizzare in prima persona il proprio territorio. L’associazione è formata da ragazzi a cavallo dei trent’anni e nel futuro è stato deciso che l’associazione avrà dei vertici con un’età inferiore ai quarant’anni. Abbiamo riunito un gruppo di giovani sui diciassette anni per formare un comitato Balduina young e riuscire a raggiungere gruppi di giovani e far sì che questi giovani un domani ci sostituiscano anche.

2 )    A chi rivolgete le vostre iniziative?
A tutti, a chiunque voglia migliorare il proprio quartiere. In particolar modo, molte delle iniziative riguardano la sensibilizzazione dei più piccoli attraverso progetti nelle scuole.

3 )    Che risposta avete avuto dalle istituzioni per le vostre iniziative?
Con le istituzioni abbiamo avuto alti e bassi. A volte abbiamo avuto sostegno; altre volte invece ci siamo trovati distanti agendo indipendentemente da esse. All’ inizio siamo stati più rivoltosi. Ogni tanto si fanno delle azioni nell’ interesse del territorio anche senza permessi. Attualmente tutte le attività vengono svolte dopo aver ottenuto i permessi dagli specifici enti.

4 )    Per il progetto cinema all’aperto con che criterio scegliete le vostre iniziative?
Il cinema all’ aperto è nato con l’idea di far vivere al quartiere un momento culturale e aggregativo, non solo come bene comune a livello di pulizia di parchi e strade. Permettere al quartiere di vivere un evento che fondamentalmente è suo, uno spirito di quartiere e aggregazione per stare insieme e che faccia capire l’importanza di un senso civico. La scelta del film ha meno importanza in quanto l’evento ha un senso più ludico e culturale. L’evento ha più un carattere di aggregazione sociale in un quartiere in cui non c’ è un legame come ci raccontavano che in tempi passati esisteva molto di più. Lo spirito del progetto non si limita solo alla proiezione del film ma viene accompagnato da mostre e presentazioni prima. C’è anche un angolo per mangiare che consenta alle persone di venire prima e parlare tra di loro. Ci consente di creare un’interazione sociale che a volte manca o per mancanza di fiducia o perché non ci sono eventi e funge da ponte per la comunità.

5 )    A chi viene destinato il cibo del riciclo alimentare?
In particolar modo grazie all’aiuto dei bambini della scuola dell’Ovidio viene raccolto il cibo da destinare al progetto del “riciclo alimentare”. Il cibo viene destinato ad un istituto di suore che si occupa di preparare i pasti tre o quattro volte alla settimana per le persone bisognose. È la mensa del Santa Lucia, a piazzale Clodio.

6 )    Con quali iniziative fate in modo che i ragazzi comprendano l’importanza del rispetto dell’ambiente?
In passato siamo partiti con la pulizia dei parchi e delle strade per far capire che tutti devono contribuire al bene comune. Adesso ci siamo inseriti nelle scuole spiegando ai ragazzi cosa può essere utile oggi e nel futuro e che i ragazzi si rendano conto del perché non devono sporcare e perché non debbano tenere dei comportamenti che ledano l’ambiente. Anche l’esperienza del cinema all’aperto può essere un esempio dove le persone possono stare in un momento ludici e aggregativo senza per questo sporcare Oltre a queste a queste attività nelle scuole all’inizio abbiamo fatto anche attività di sensibilizzazione distribuendo nel quartiere dei bussolotti per recuperare le deiezioni canine. Quest’ anno l’evento del cinema all’ aperto si terrà in un parco, l’accordo con il gestore è quello di mantenere il rispetto dell’ambiente e anche questo ci aiuterà per l’educazione ambientale. Tempo fa siamo andati a fare una lezione di questo tipo in un università americana che sta qui vicino e abbiamo tenuto una lezione in cui tentavamo di spiegare la differenza tra la nostra pulizia e ordine e le loro. Prendendo ad esempio due psicologi che hanno elaborato una teoria denominata delle finestre rotte: se si vive in un posto disordinato e pieno d’incuria e di inciviltà siamo tutti portati ad avere quel comportamento. Più saremo ordinati e civili e più tutti gli altri daranno il loro contributo. E’ stato bello perché tutti questi ragazzi sono venuti con noi a fare eventi per il quartiere e hanno contribuito a quello che era lì per lì il loro quartiere.  Per due anni circa è andata avanti la collaborazione con questa scuola dove i ragazzi che partecipavano alle attività ricevevano anche dei crediti.

7 )    Collaborate con altre associazioni di quartiere? Anche con associazioni di quartieri vicini?
Sì, abbiamo collaborato con altre associazioni di quartiere come Retake, Pineto nel Cuore, Non Solo Balduina, Balduina’s e tante altre. Nell’ ultimo periodo abbiamo cercato di essere un veicolo per le altre associazione e di condividere con loro. La sinergia tra associazioni è sicuramente un plus. In questo momento stiamo facendo un progetto sulla ciclabile con altre associazioni a cui si è un ita Retake Balduina. Questa sinergia consente a loro di partecipare nostri eventi e a noi di partecipare ai loro.
Nell’ ultimo progetto che si chiama: “Sulla buona strada” dei rapporti istituzionali loro avevamo rapporti migliori dei nostri nelle autorizzazioni dei rapporti con l’AMA. E noi avevamo dei rapporti migliori per gli sponsor. Abbiamo unito le forze per un obbiettivo comune. Anche i primi anni del cinema un’associazione di commercianti ci ha aiutati a reperire dei fondi. Buona parte di eventi grandi deriva da una collaborazione.  Abbiamo collaborato con associazioni di altri quartieri, soprattutto con un’associazione che si chiama Sorte (solidarietà romana sul territorio) che è molto simile a noi però molto più grande. Sono circa 200/300 persone. Speriamo che la nostra associazione possa essere usata da modello di associazionismo per associazioni di altri quartieri.


8 )    In che modo finanziate le vostre attività?
Abbiamo cominciato autofinanziandoci. Continuiamo a farlo e lo faremo sempre. In alcuni tipi di eventi reperiamo dei fondi tramite donazione di attività commerciali che sponsorizzano e ci permettono di arrivare al nostro obiettivo Ogni tanto agli eventi chiediamo donazioni. Atre volte sono le persone che vedendoti impegnato danno qualcosa. In alcuni periodi come quello natalizio creiamo dei gadget chiedendo un’offerta. Abbiamo avuto un idea, quella di creare un libro che è stato venduto in numerose copie scritto interamente da noi con una raccolta di foto nostre e questo ci ha consentito di avere dei fondi. A volte siamo sponsorizzati dai commercianti. Un alto modo del reperimento fondi è quello del tesseramento. Non è necessario partecipare tutti i giorni alle attività, ma per supportare il comitato è sufficiente tesserarsi. Da quest’ano parteciperemo anche ad alcuni bandi come quello dell’estate romana.  




venerdì 29 marzo 2019

Bloggiwood - Green Book




Mercoledì scorso siamo andati al cinema grazie al centro diurno e abbiamo visto un film molto interessante, vincitore dell’Oscar per il 2019, un film che ha come argomento principale il razzismo negli USA degli anni ’60, infatti il Green Book, o Libro Verde, esisteva veramente, e si chiamava “The Negro Motorist Green Book”, ed era un libro che indicava ai viaggiatori di colore i locali e i motel adatti a loro, e anche quelli riservati ai bianchi dai quali tenersi alla larga. Il film narra anche dell’amicizia tra un pianista di colore molto virtuoso, Don “Doc” Shirley, e il suo autista, un italoamericano di nome Frank “Tony Lip” Vallelonga. Don Shirley è interpretato da Mahershala Ali, e Tony Vallelonga da Viggo Mortensen, che per entrare nella parte è dovuto ingrassare di venti chili. Infatti questo autista italoamericano ha un appetito vorace, dei modi rozzi e volgari, ma allo stesso tempo sembra non avere pregiudizi e non ha problemi a lavorare per un uomo di colore, così diverso da lui, colto e raffinato. L’impresa che debbono compiere è far esibire il Don Shirley Trio in giro per gli USA, specialmente negli stati del sud, quelli dove la segregazione razziale è più marcata. Così, inevitabilmente sorgono problemi, problemi che però mr. Vallelonga riesce a risolvere proprio grazie ai suoi modi rozzi e poco ortodossi. L’autista diventa sempre di più una specie di guardaspalle del pianista, e i due finiscono per fare amicizia, nonostante le loro differenze, o anche grazie a queste. Inoltre Don Shirley è anche omosessuale, e l’autista lo salva dalla prigione pagando i poliziotti. Lo salva anche da un pestaggio in un pub per bianchi, fingendo di avere una pistola, e alla fine al concerto di Natale in un ristorante deì profondo sud il pianista si rifiuta di esibirsi, perché il ristorante non gli permette di cenare insieme agli altri commensali perché é nero. Nella sua straordinaria bravura al pianoforte, Don Shirley è anche molto solo, perché la sua raffinatezza e i suoi modi gentili lo rendono diverso anche dalla comune gente di colore. Anche in questo gli viene in aiuto il suo amico / autista / guardaspalle, aiutandolo ad entrare in contatto con la musica del popolo di colore, e una sera Don Shirley finisce anche per esibirsi gratis in un pub nel quale la band del pub, dopo aver ascoltato i suoi virtuosismi al piano, decide di unirsi a lui in una speciale jam session di blues. Il film è tratto da una storia vera, e tra gli autori della sceneggiatura c’è Nick Vallelonga, il figlio del vero Frank “Ton Lip” Vallelonga.

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venerdì 8 marzo 2019

Vecchio rock

Oggi vorrei raccontarvi con poche parole di un disco del 1979, "Breakfast in America" dei SuperTramp. Un capolavoro, non per questo è stato un successo internazionale, e a distanza di tanto tempo le radio ancora passano Logical Song e qualche altra canzone. Ora, nell'era di grande espansione dell'intelligenza artificiale, con i vostri telefonini, potete sapere di cosa parlo, e sentirvi qualche bella canzone anche per quelli che conoscono poco la lingua inglese. E consiglio, per chi ha una personalità un po' rock, il primo dei Pretenders, "The Pretenders". È un grande disco.
Un saluto da Alcatraz.


venerdì 22 febbraio 2019

Low Form pro e contro




Lungi da me cimentarmi in critico d' arte ma la mostra d' arte del nuovo millennio "Low Form" al maxxi di Roma, mi permette di esprimere le mie impressioni ed emozioni. Siamo ben lontani dai colori ad olio, le figure artistiche sono fatte da proiettori, computer e programmi vari e il guardare un quadro dipinto e immagini da un video evocano emozioni, chiamiamole così, diverse. Nel quadro c' è una visione più distaccata, più profonda, nell' immagine digitale c' è più contatto con la mente che regola le emozioni, non è l' anima.  Gli occhiali che ti danno l' impressione di essere realmente in un bosco, sono totalmente diversi dai quadri di De Chirico o Dalì. Comunque bravi questi giovani artisti, è stata una bella esperienza.

Alcatraz




 Il mondo va avanti. Ed insieme ad esso la tecnologia, e quindi eccoci qui a vedere una mostra sull'intelligenza articificiale al MAXI di Roma. A parte un piccolo intoppo iniziale in quanto non riuscivamo a trovare quel benedetto ingresso, la mostra si è rivelata alquanto bizzarra, con opere dal significato apparentemente inconprensibile o per lo meno molto ben celato, concepito così, a mioo parere apposta per stimolare la capacità di ragionamento delle persone. Personalmente, visto il titolo della mostra, mi sarei aspettato circondato da macchine robotiche o addirittura veri e propri robot alla Asimov che mi venivano incontro per interagire in qualche modo con me, o magari qualcosa di meno umanoide come per esempio dei semplici bracci meccanizzati capaci di svolgere innumerevoli funzioni a seconda del loro scopo invece mi sono trovato davanti a concetti di intelligenza artificiale totalmente spiazzanti ed inaspettati. Molte delle opere esposte consistevano in semplici schermi che riproponevano situazioni al limite della follia, il cui significato nella maggior parte dei casi sono riuscito difficilmente a comprendere. Eccetto che tra l'altro, su di me hanno fatto chi più chi meno  anche tutte le altre opere. Gli unici che hanno rispettato le mie aspettative, sono stati dei bracci robotizzati in movimento attaccati al muro. Nel conplesso questa mostra, ribadisco, mi ha lasciato molto stupito e smarrito a causa della bizzaria delle sue opere.   
White Cosmos

venerdì 1 febbraio 2019

Santa Maria della Pietà: situazione un pò anarchica

Qualche settimana fa siamo entrati in possessso di una copia del giornale locale "Monte Mario" che conteneva una articolo sul complesso del Santa Maria della Pietà, ceh descriveva le varie ipotesi di utilizzo dei vari spazi. L 'articolo raccontava che di lì a breve sis arebbero svolti dei meeting tra istituzioni e associazioni per decider come utilizzare lo spazio all' interno del complesso. In passato l' areqa è stata destinata ad uso sanitario, si era parlato anche di utilizzare le strutture a livello didattico introducendo varie facoltà dell' università La Sapienza e/o utilizare alcuni padiglioni per attività socio-culturali. Siamo andati direttamente sul posto per informarci su eventuali sviluppi del complesso. Le risposte che abbiamo ottenuto non lasciano intravvedere la cosiddetta luce in fondo al tunnel, infatti abbiamo parlato con alcuni occupanti dell' ex lavanderia del Santa Maria ceh sono lì da molto tempo. Parlando con loro siamo venuti a sapere che è stato fatto un tavolo di lavoro tra Regione Lazio, Roma Capitale, Azienda Sanitaria locale Roma 1, Città Metropolitana di Roma, Municipio  Roma 14 e alcune associazioni. I pareri erano discordanti e non era stato ancora deciso nulla. Gli occupanti dell' ex lavanderia premevano affinchè si facesse un utilizzo più socio-culturale e non sanitario. Ci hanno informati sulle loro attività e ci hanno fatto visitare il padiglione  dell'ex lavanderia. Uno di noi aveva già partecipato alle attività di questo padiglione almeno 10 anni fa facendo un concerto e una festa e si ricorda più o meno la stessa situazione solo che adesso sembra migliorata. Gli occupanti sono attrezzati per fare concerti musicali, spettacoli teatrali e rispeto a dieci anni fa questi elementi sembrano migliorati
Ad oggi lasituazione sembra modificata rispetto al 18/01, quando ci siamo recati al Santa Maria, in quanto Comune e Regione sembrano intenzionati a rispolverare un progetto nel quale Santa Maria fosse adibito a polo sanitario. 
Vi terrremo aggiornati su eventuali sviluppi.

Lo Staff