venerdì 9 luglio 2021

Fantozzi sbarca su Tik Tok

Degna missione del personaggio al quale mi sono ispirato per il soprannome, è la missione che io medesimo mi sono dato e che è garanzia, come le precedenti, di sicuro e roboante fallimento. Io, Fantozzi ragionier Ugo, per sfogare le mie infinite e tragiche frustrazioni musicali, ho deciso di intraprendere questa nuova impresa, portare la mia musica alle orecchie internettiane dei milioni e milioni e miliardi di persone povere drogate da uso reiterato e compulsivo di social network! E già dai primi giorni si capisce l' antifona, siccome basta che una ragazza mostri un po' le sue forme per avere subito migliaia di followers e valangate di likes (mi piace), io invece ho esordito con un video che ha fatto subito mille e cento visualizzazioni ma però (lo so che non si dice) ho iniziato subito a scomparire, e i pochi rari casi di followers che mi capitano sono quasi degli eroi, e per premiare un tizio che diventa mio follower io divento subito suo follower e così ricambio il favore. Insomma le mie frustrazioni musicali sono annose e molteplici, a me piacerebbe fare un laboratorio di musica ma siccome mai nessuno raccoglie questa mia idea, allora per adesso me lo faccio da solo su Tik Tok. Tik Tok è un social network cinese di video verticali della durata massima di tre minuti, per cui non va bene per fare conferenze ma va bene per fare brevi video musicali di musica sperimentale. E dentro il mio account giulio.arca ci sto mettendo tutti i miei esperimenti compresi i miei patetici e ridicoli tentativi di fare del jazz. In questo canale io uso tutti e tre i sistemi musicali, faccio musica classica, rock e jazz e in più ci aggiungo una vagonata di esperimenti partoriti dalla mia mente bacata e contorta. Purtroppo non posso entrare nel dettaglio di questi esperimenti ma tanto ormai chi vuole intendere intenda, e tutti gli altri in camper!

Fantozzi ragionier Ugo

Oltre le nuvole (lettera alla mia Bella che è volata via oltre le nuvole)

Oltre le nuvole vanno il mio sguardo, i miei pensieri, e con l'immaginazione anche il mio corpo, quando penso a te, mia Bella! E ancora su, e sempre più su, fino a scomparire nella parte più profonda dell'oscura immensità dell'universo, per raggiungere quella piccola stella quasi invisibile, la più lontana, ma che nonostante ciò riesce a brillare più di tutte le altre in un'esplosione di luce. E quando mi avvicino a te, piccola stella, quando la distanza tra me e te si accorcia, e si accorcia ancora, e ancora, sempre di più, fin quasi a toccarti, a lambirti, con tutto ciò che mi appartiene, con quel tutto di me pronto a compiere il viaggio più lungo e difficile, tra mille asperità, un viaggio infinito, solo per poter assaporare per un'ultima volta quell'ultimo frammento che mi resta di te, il tuo ricordo.

Alla mia Bella!

White Cosmos

mercoledì 7 luglio 2021

Privacy



Ogni giorno lasciamo senza saperlo un’ infinità di tracce digitali che rivelano le nostre abitudini, preferenze, interessi, emozioni, calcoli, interazioni sociali. Di solito non sappiamo chi può farne uso e a quali fini. Il cellulare indica dove sono ogni momento, registra quali tasti sto premendo, con chi parlo, per quanto tempo, a chi invio messaggi e da chi li ricevo, cosa dicono, quali foto e video condivido con altri, chi mi sta accanto; se è smart   indica anche ogni pagina web che visito, quante email invio a chi e quante ne ricevo da chi ed esattamente a che ora. Spostandomi con l’ auto, il navigatore indica ogni metro della strada  che percorro, in quale direzione, quanto mi fermo a un’ area di servizio e da che ora a che ora. I lettori ottici in autostrada rilevano la mia targa e calcolano la mia velocità media. Altri dati vengono registrati e trasmessi dagli strumenti digitali di sicurezza  incorporati  nella mia auto e altri ancora iniziano a diffondersi da automobili senza guidatore. Presto e già ora avviene tramite scatole nere installate sui veicoli, il mio assicuratore riceverà informazioni mentre guido dai sensori della mia auto, per sapere ad esempio se viaggio di notte o se faccio frenate brusche, dalle quali calcolerà il premio che gli devo; il mio frigorifero leggerà e diffonderà la scadenza degli alimenti, insieme alla loro quantità, marca, permanenza. Accendendo la TV, se è smart, lascio traccia di ogni mia azione sul telecomando, cosa vedo istante per istante, da che ora a che ora, ed è possibile che la telecamera incorporata nell’ apparecchio legga le mie espressioni facciali a seconda di ciò che vedo e la marca di biscotti che ho in mano. Potrebbe anche venire accesa da un hacker senza che me ne accorga. Lavorando a casa con il computer o il tablet in wifi segnalo i miei acquisti online, le pagine web che più mi interessano.  Cercando un prodotto o una notizia in un motore di ricerca esprimo un  interesse per ciò che ricerco. Entrando, poi, nel mondo dei social network devo fare conto con il fatto che ogni mia parola, foto, video postata online è a disposizione  di chi ne ricava altri miei dati che non ho rivelato. Si dirà: dov’ è il problema ? Dai dati di massa traggo sicuri benefici, non ho nulla da nascondere poiché di solito non commetto illeciti, anzi è bene che la polizia e i servizi segreti possano accedere  ai dati di delinquenti o terroristi ed evitare la commissione di gravi reati e in ogni caso il processo di digitalizzazione e la diffusione delle informazioni è irrefrenabile e irreversibile. In queste righe è stato dimostrato che mantenere la vera privacy è molto difficile e non sempre gli si dà il giusto peso, ma è fondamentale, perché si tratta di un mio diritto ed è tutelato dalle leggi sia italiane sia europee.

                                                                                                                                                                                                    BlueJacket

martedì 6 luglio 2021

Ciccia mia

Ciccia mia. Mi sto uccidendo per farti andare via. Sto facendo di tutto per non avere più niente a che fare con te. Ma tu sei un tipo veramente ostinato. Più il tempo passa e più continui ad aggiungere rotoli su rotoli. Non intendi proprio sloggiare eh?! Maledetta! Fatico tutti i giorni, ma tu sei sempre lì. Ore ed ore in palestra buttate al vento. Tutto inutile. Diete stressanti e interminabili. Ma niente....! Inutili anche quelle. Giornate passate a soffrire la fame e tutto quello che riesco ad ottenere è qualche centinaio di grammi in meno tanto per illudermi un po', che poi regolarmente riprendo e anche di più non appena mi concedo di sospendere un attimo la dieta e soddisfare i desideri
delle mie papille gustative. AAAhhh! Che bello mangiare! Il problema è che poi dopo pago sempre le mie debolezze. Infatti il giorno dopo, quando mi guardo allo specchio o salgo sulla bilancia, mi accorgo subito dei danni che ho fatto. Loro purtroppo non mentono mai. E io piango. Uffaaa!!! Non è giusto! Non ne posso piùùù!!!

Ciccia mia! Ma te ne voi annà! Non hai capito che qui nun ce devi sta?! Come? Che hai detto scusa? Hai detto che qui te trovi bene, che c' è tanto spazio e che a annattene nun ce pensi neanche? Ah è così eh! Me voi sfidà? Allora l' hai voluta tu! Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Solo che qui è tutto morbidooo...!!! Brutti rotoli, andatevene viaaa!!!

                                                                              White Cosmos

venerdì 25 giugno 2021

I muri parlano di storia

 

Quella singola ora passata al Quadraro, quartiere di fondamentale rilevanza storica a sud-est di Roma, ha fatto luce sulla sua storia, che si rifa al tempo della seconda guerra mondiale, durante la quale sono avvenuti fatti tragici ma anche fatti cruciali per la strada che poi avrebbe portato alla fine della guerra. Qui infatti, il 17 aprile 1944, è avvenuto un rastrellamento nazista per cercare di stroncare una delle forme meglio organizzate della resistenza romana all' occupazione nazi-fascista tra il settembre 1943 e il giugno 1944. Vorrei ricordare che tutti i circa 750 deportati erano uomini. I tedeschi infatti hanno risparmiato le donne. Che animo buono! Questi uomini, provenienti da tutti i ceti sociali possibili, finirono poi a lavorare in fabbriche dislocate in Austria, Polonia e Germania. Al Quadraro, di recente, cominciarono a comparire numerosi murales che ricordano i fatti di quell' epoca, per non dimenticare mai. Uno di quelli che, a mio avviso, è sicuramente il più rappresentativo, è il cosiddetto “Nido di Vespe”, definizione data al quartiere dal comandante della Gestapo a Roma, Kappler. I muri di questo “paese” nella città, che è il Quadraro, fatto di casette a una o due piani, che costituiscono parte di esso, sono ormai da una decina di anni espressione di questa forma di arte storica, l' arte della resistenza, che scava nelle radici più profonde della nostra libertà.

 

 White Cosmos