venerdì 11 settembre 2026

Quasi orfano

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 In Quasi orfano la famiglia è al centro della trama mettendone a fuoco i pregi e i difetti. Nel film di Umberto Carteni,  Riccardo Scamarcio  e  Vittoria Puccini  sono Valentino e Costanza. Marito e moglie, vivono a Milano e hanno fondato un famosissimo brand nel mondo del design. Valentino, di origine pugliese, ha progressivamente tagliato i ponti con la sua famiglia, al punto di dichiararsi orfano e cambiare cognome. La famiglia di Valentino, colorita e numerosa, tenta di riallacciare i contatti presentandosi all’improvviso a Milano. Pregiudizi, conflitti familiari e romanticismo. Questi sono i tre ingredienti che rendono Quasi orfano un film dignitoso che entra nel panorama delle commedie italiane. I pregiudizi riguardano tutti i personaggi: i membri della famiglia Tarocco, provenienti dalla Puglia, e la famiglia di Costanza. Un argomento significativo del film è la differenza nel ritratto che viene fatto del nord e del sud Italia. Nessuna esclusione di colpi, poiché vengono descritti pregi e difetti da una parte e dall’altra. Milano, la grande città del nord Italia, così caotica ma funzionante allo stesso tempo. La città per eccellenza che come diceva Pasolini schiaccia l’uomo e lo limita. Dall’altra parte Monopoli, nella periferia della Puglia, disorganizzata ma colorata. Ricca di bellezza, aperta e immutabile. Così il contrasto centro-periferia si rispecchia nelle caratteristiche dei personaggi. Valerio, nel film, ne incarna perfettamente i pregi e difetti. In questo caso, il personaggio di  Riccardo Scamarcio  è scisso tra questi due mondi. Vive in un mondo patinato, dove le persone che lo circondano hanno più timore che affetto per lui. Invece, Costanza rappresenta in tutta la sua alterità i pregiudizi sul nord Italia. Il personaggio interpretato da  Vittoria Puccini  subisce, forse, il cambiamento più totale alla fine del film. Quando il suo arco narrativo inizia lei è già intrappolata in un matrimonio infelice, un padre opprimente e un lavoro insoddisfacente. Il film vive di contrasti, non solo geografici, ma anche sentimentali. Da una parte la  famiglia Tarocco accoglie Costanza come una figlia, dall’altra invece il personaggio di Bebo Storti incarna tutta la glacialità del manager milanese. In  Quasi orfano  si da spazio ai sentimenti e ai romanticismi che sono propri della natura della famiglia Tarocco. Proprio l’aspetto romantico e sentimentale è stato quello che maggiormente è stato esplorato in Quasi orfano, piuttosto che nel film originale francese. Ancora una volta, la famiglia il bene più prezioso. Così il personaggio della Schiano riesce a smuovere dal torpore Costanza che si immedesima per un momento in una donna del sud, pronta a fare a cazzotti per gelosia. Riesce anche in un certo senso a colmare quel vuoto della figura materna per il personaggio della Puccini. Come una fata turchina riesce a mettere tutto in ordine. Così Valerio  prende la decisione che gli cambierà la vita e anche Costanza, per amore, lo seguirà. Non c’è più spazio per i conflitti e i pregiudizi, quello che conta è solo l’Amore.


Blue Jacket

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