venerdì 28 marzo 2025

Buio Totale....

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Non scrivo. Perché non scrivo? Perché questo buio in testa...Totale appunto.
Ho miliardi di pensieri che corrono come treni, e le loro voci mi rimbombano nella testa, mi innervosisco. La rabbia mi assale, la sensazione di fallimento anche, mi infastidisce tutto. Perché non scrivo? Ho la mente vuota l'anima anche. Mi sembra di non vedere una fine in niente. Neanche con il mio fiore color corallo...già...il mio fiore color corallo. L'unica cosa che ancora mi fa sussultare solo a parlarne. Che ancora mi lucida gli occhi e mi fa vibrare l'anima. Quell'anima vuota di cui parlavo prima. Ma anche piena allo stesso tempo....e ora...chissà....
Innamoratevolmente vostro...

Buio Totale

Un elogio dei centri diurni

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Un saluto dal vostro nonnino.Oggi vi parlerò di bottega. E cioè di salute, e in particolare della salute mentale. Ormai sappiamo tutto (o quasi) delle strutture preposte alla cura delle malattie mentali, della mancanza di personale e della scarsezza delle strutture stesse. E inoltre della scarsa funzionalità di alcune strutture esistenti e delle varie mancanze del servizio pubblico e non solo. Ormai sappiamo o comunque qualcuno sa(forse). E quindi senza ulteriori indugi, voglio parlarvi della scarsa utilizzazione da parte degli utenti (malati mentali), delle stesse. E in particolare dei Centri Diurni e delle loro attività. Per chi ancora non lo sappia " i centri diurni sono strutture che insistono sul territorio", dedicate alla cura e al reinserimento nella società di chi li frequenta( o tali dovrebbero essere). Il problema è chi li frequenta? E già!! Uno si aspetterebbe che siano pieni di gente, anzi traboccanti, e invece no! Capita , anzi è capitato al vostro nonnino che si sono chiusi due laboratori (attività) che si svolgevano in due CD differenti per mancanza di utenti. E già!! Come è possibile?? Molti utenti (pazienti ) neanche sanno che esistono i centri diurni, e limitano la loro cura alle medicine e allo psichiatra e tutt'al più della psicoterapia. E ci si scorda dei Centri Diurni, come mai? I motivi sono molti, ma tutti molto aleatori e "sbagliati" , si ho scritto sbagliati!!! I centri Diurni vanno frequentati il più assiduamente possibile e sempre , senza se e senza ma!! Qualcuno dirà frequentali tu, Lo faccio!! Per questo ne parlo con tanta veemenza e insistenza. Perché nei CD, insieme agli altri chi ha un problema di salute mentale, si può ricordare che non è una malattia, ms una persona. Una persona che può avere degli amici, una compagna,, una vita sociale, e che può avere e coltivare un talento e magari anche fare un tirocinio e riuscire ad avere un lavoro. Tutto parte da lì e non solo. Ricordo a tutti che le persone che soffrono di una malattia mentale hanno bisogno di esserci, di socializzare, di fare, di non sentirsi esclusi, di stare insieme, di sentirsi insieme, alle altre persone. E soprattutto di fare tutti i giorni, quotidianamente, un piccolo sforzo per uscire dalla propria zona di conforto per andare a esplorare tutte le altre zone che esistono, e che👀👀 possiamo immaginare. 

PS In fondo che cosa è la cura se non un "andare" dalla propria zona di conforto, andare verso una "zona di conforto" non solo nostra, ma dove ci siano anche gli altri e l'Altro. Per questo si chiama percorso.

Nonno Elpho

2024 - 2025 Odissea nello spazio


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 Partiti lo scorso anno per la ISS, la "International Space Station" con la missione "Crew 9", gli astronauti Sunita Williams e Barry Wilmore hanno vissuto una vera e propria odissea nello spazio. Non si è trattato ovviamente di un viaggio interstellare, anche se solo l'idea è affascinante ma comunque un viaggio nella periferia del nostro pianeta, a circa 400 chilometri da terra, la nostra casa. Come tutti gli astronauti estremamente coraggiosi, che si recano lassù anche Sunita e Barry erano andati sulla base spaziale internazionale per svolgere importanti studi che soltanto in una condizione di gravità ridotta al minimo si possono fare. E fin qui nulla di strano. La cosa che, se vogliamo ironicamente chiamare strana, è stato il fatto, l'imprevisto occorso loro. Infatti i due, invece di restare 8 giorni come previsto, sono rimasti in orbita 9 mesi. Adesso, non voglio dire che non si sarebbero mai aspettati un imprevisto del genere, anche volendo essere pessimisti. Infatti coloro i quali vengono spediti lassù, con tutte le condizioni del caso, sanno benissimo che, essendo quello un ambiente enormemente diverso da quello che abbiamo qui, per nulla adatto alla vita di un essere umano, le cose che possono capitare sono veramente tante, anche molto brutte che solamente a pensarci vengono i brividi. Si può seriamente rischiare di non fare più ritorno sulla terra, anche solamente commettendo un piccolissimo errore di valutazione o per via di una distrazione si può provare ad immaginare cosa possono aver provato non appena hanno realizzato ciò che poi gli è accaduto veramente: un guasto che gli ha costretti a rimanere in orbita attorno alla terra 9 mesi invece di 8 giorni. Si, posso provare ad immaginare, o meglio provare ad avvicinarmi ai pensieri che hanno fatto i 2 astronauti. I pensieri più catastrofici, riguardanti probabilmente la fine dei loro giorni, lassù lontano da tutto e da tutti, tramite una morte atroce e lì magari sarebbero rimasti a vagare nello spazio nell' eternità. Si sono mostrati relativamente tranquilli e con la situazione sotto controllo, perlomeno davanti alle telecamere quando di tanto in tanto si collegavano con la terra per farci sapere delle loro condizioni psicofisiche. Sicuramente persone con i nervi saldi, soprattutto per chi sceglie di intraprendere questa strada. Gente con una grandissima preparazione alle spalle con mesi e mesi di allenamenti per il corpo e per la mente, ma pur sempre umani. In tutto quel tempo infinito gli deve essere passata davanti tutta la loro vita, con l' incertezza di poterla continuare.

Finalmente però hanno fatto rientro sulla terra a bordo della navicella Dragon di SpaceX che è andata a riprenderli. Essa ha effettuato con successo l' ammaraggio al largo della costa della Florida, alle 17:57 locali del 18 marzo.  Sunita Williams e Barry Wilmore sono tornati tra noi

WhiteCosmos

Fantozzi festeggia 50 anni!

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Bentrovati e bentrovate a tutte e tutti dal vostro ironico Fantozzi ragionier Ugo! Oggi, anzi ieri, è il 50enario dell'uscita del primo film di Fantozzi, che uscì nelle sale il 27/03/1975 e per festeggiare questo compleanno ieri sera, al cinema Barberini si è svolta una festa / proiezione con gli attori che sono ancora vivi, e il primo film di Fantozzi è stato proiettato con la restaurazione e il 4K! Alla festa però mancava Anna Mazzamauro, ovvero la mitica signorina Silvani, per via di alcuni dissapori con i parenti di Villaggio, e con lo stesso Paolo Villaggio, il quale a detta della stessa attrice, si sarebbe comportato in modo antipatico e snob con lei ("io sono amico solo di gente ricca e famosa" le avrebbe detto). La mitica signorina Silvani è ancora viva e abita vicino casa mia, sulla Cassia, e ogni tanto la incontro che fa la spesa al Conad, invece molti dei personaggi ossia gli attori, non sono più tra noi, per primo lo stresso Paolo Villaggio, morto nel 2017. Il personaggio del ragionier Fantozzi è stato di tale successo e popolarità da elevarsi a vera e propria maschera della commedia dell'arte! Io, come tanti del resto, vedendo i primi film da ragazzo, mi sono chiesto che cosa mai avesse fatto di male il povero Fantozzi per avere una vita così sfortunata! Poi è morto nel 1998 anche Gigi Reder, il mitico ragionier Filini, ciecato come una talpa, e implacabile organizzatore di eventi aziendali, presente in tutti i film di Fantozzi. È morto anche Giuseppe Anatrelli, nel 1981, che interpretava magistralmente il geometra Calboni, un impiegato viscido e servile coi potenti, che poi si sposerà con la signorina Silvani, nonostante ella fosse il grande amore di Fantozzi. Invece sono ancora in vita le due mogli di Fantozzi, ossi Liù Bosisio e Milena Vukotic, presenti rispettivamente nel 1°, 2° e 5° film, e 3°, 4°, 6°, 7°, 8°, 9° e 10° film. È ancora in vita anche Plinio Fernando, che in tutti i film interpretava la parte della bruttissima figlia di Fantozzi, Mariangela, tanto brutta che infatti l'attore che la interpretava era un uomo! È morto anche Paolo Paoloni, nel 2019, che interpretava il personaggio del megadirettore galattico, con l'acquario nel quale nuotavano impiegati sorteggiati e le poltrone in pelle umana!


Fantozzi ragionier Ugo

venerdì 21 marzo 2025

Mamma mia, sei irresistibile!

 


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Molti di noi, ma volendo essere maliziosi, tutti noi abbiamo una certa dipendenza da alcuni cibi. e per alcuni questa, è assoluta e inequivocabile. Cibi ai quali non riusciamo a dire di no, a resistere in nessun modo. Infatti, se ce li ritroviamo davanti, o magari, se siamo noi a far sì che si trovino davanti a noi, involontariamente oserei dire, i nostri istinti animaleschi scattano e non c'è più nulla da fare. A quel punto più nessuno sarà in grado di fermarci. Senza che ce ne rendiamo conto la nostra bocca si ritrova aperta anzi, spalancata, salivante e le nostre mani iniziano a muoversi da sole contro il nostro volere. Ve lo assicuro! Noi non vorremmo azzannare quella prelibatezza che è davanti a noi. Tentiamo in tutti i modi di non farlo, cerchiamo di resistere ma...in quegli istanti ci passano davanti agli occhi tutti coloro che ci dicono: "Fermati! Lascialo stare! Quella roba ti fa male!" Ma...prende forma davanti a noi il nostro nutrizionista che ci dice: "Fermati! Quella roba ti fa male! Ti fa ingrassare e ti fa male alla salute!" Ma...a quel punto compare anche la tua ragazza o il tuo ragazzo che ti dicono: "Fermati! Quella roba ti fa male! Ti fa ingrassare e diventi brutto! Se la mangi ti lascio!" Ma...a quel punto entra in gioco perfino la religione. Iniziano a venirci degli scrupoli ripensando a quella pagina delle Sacre Scritture in cui si dice che se mangi quella roba..."Fermati!" E tua madre, ma non quella biologica, la madre superiora dell'istituto di suore in cui hai studiato per l'intera infanzia che punta il dito verso di te e dice...vabbè, lo sapete già cosa dice. E poi...e poi...Poi arriva, Dante. Si si, proprio lui, Dante Alighieri che da lontano ti indica e con un dito minaccioso e uno sguardo ammonitorio avverte: "Fermati! Se provi a mangiare quella roba, che oltretutto fa male, ti spedisco per sempre nel girone dei golosi, all'inferno." 

Ma infine io, in risposta a tutti costoro che lo dicono per il mio bene dico: "Maccarone, tu m'hai provocato, e anche se me fai male, te distruggo! Me te magno! Nessuno ci separerà mai. Aaaaahmmm!!!"

19 Marzo

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Oggi è la festa del papà...quanto avrei voluto festeggiare con lui e raccontarvi di lui. Ma purtroppo non posso. Solo perché un destino infimo e beffardo ha deciso per noi, ha deciso di non farci conoscere....o meglio....di non farmelo conoscere...o ancora meglio..di farmelo conoscere e amare già sotto altre vesti. Nonostante la rabbia. Il dolore. Ho sentito sempre, ogni giorno della mia vita, una sorta di...."presenza", come se mi osservassero giorno e notte, in continuazione...e un paio di volte credo pure che c'abbia messo lo zampino...una lettera già gliel'ho scritta...mo fa n'altro sermone perché è la festa del papà non me pare il caso.
Ovunque tu sia....tantissimi auguri Papà.
Amorevolmente Tuo
Buio Totale

Fantozzi alle prese con... l'intelligenza artificiale!

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Benvestiti e benvestite a tutte e tutti dal vostro elegante Fantozzi ragionier Ugo! Oggi le idee sono poche, e allora stavo pensando di parlarvi un po' delle mie avventure del giovedì, siccome io di giovedì ho preso a fare una specie di lavoro, un lavoretto, in una piccola ditta di abbigliamento per donna, giacchetti di pelle e pellicce vintage (di seconda mano) e borse in pelle. La mia mansione consiste in cercare di vendere online questi articoli, mettendo annunci sui gruppi facebook soprattutto, ma anche gestire il profilo instagram dell'azienda etc etc. Ma da un po' di tempo il titolare dell'azienda si è convinto di poter usare l'intelligenza artificiale allo scopo di creare foto e video di modelle che indossano i suoi articoli, e poi di usare queste foto e questi video per venderli. Allora è cominciata una specie di Odissea, per me, dentro vari siti di intelligenza artificiale con una serie di alti e bassi. Ieri è stato il mio peggiore basso, perché per tutto il giorno ho vagato dentro molti siti di AI senza riuscire a concludere niente. La volta precedente mi era andata meglio perché dopo una giornata di ricerche ero riuscito a individuare il sito iFoto.ai, e il titolare aveva fatto l'iscrizione pagando 4,90 $ per una settimana di utilizzo. Questo sito faceva al caso nostro, perché chiedeva di caricare una foto del capo di abbigliamento e proponeva varie modelle virtuali che potevano indossare i giacchetti della ditta e con questo sito sono riuscito a generare un paio di foto. Avrei voluto continuare con questo sito, ma la volta successiva abbiamo fatto l'amara scoperta che una volta fatto un abbonamento settimanale bisognava continuare a pagarlo, e non se ne poteva fare un altro e nemmeno recuperare il precedente abbonamento. Allora mi sono messo alla ricerca di un altro sito simile, ma non è per niente facile da trovare e mi sono fumato una intera giornata alla ricerca di un altro sito simile a iFoto.ai. E inoltre un pensiero mi gira per la testa, mentre svolgo questo lavoro: ma non sarebbe più semplice affittare una modella per un pomeriggio?

Fantozzi ragionier Ugo

diciannove

                                                           https://www.mymovies.it/film/2024/diciannove/

 Da poco ho visto il film diciannove al cinema e mi sembra giusto fare una breve recensione. E’ un film autobiografico, il regista Giovanni Tortorici non ama le mezze misure e questa nel nostro cinema può essere un problema. Ha la mania di essere preciso, quindi ha cercato di attenersi a fatti realmente accaduti. Ma soprattutto si è dato meno limiti possibile, Tortorici si è dimostrato coraggioso. Il protagonista Leonardo, interpretato da Manfredi Marini, è un alter ego dell’ autore. Un ragazzo di bell’aspetto e buona famiglia che al primo anno d' università lascia la Sicilia e va a studiare Economia a Londra, dove già vive sua sorella, per far contenti mamma e papà. Ma presto si scoccia di  tutto. Di sua sorella, della sua amica, dei loro yogurt, di quelle seratine in discoteca, dove peraltro rimorchia a occhi chiusi. Sicché, dopo rapido giro su Internet, l’inquieto Leonardo se ne va a Siena per seguire la sua vera passione: la letteratura italiana. Salvo scoprire che malgrado la bellezza del luogo i toscani sono interessanti, i professori carogne, le coinquiline si nutrono di carne a tutte le ore, mentre lui è vegetariano. Per non parlare dell’amore anzi del sesso, che con le sue prospettive virtualmente infinite getta Leonardo in una confusione definitiva. Oltre che, paradossalmente, in un isolamento totale. Rischiarato solo da letture matte e disperatissime di classici incompresi se non compresi dai suoi docenti. Ma si può vivere di Dante e Leopardi ? In “Diciannove” c'è anche una nota di umorismo che corre come un basso continuo dietro i momenti più imbarazzanti. E la rigidità del protagonista che negli spettatori di altre generazioni evocherà forse il primissimo Nanni Moretti. Certe scene, certi atteggiamenti, sono imperdonabili, ma anche irresistibili. Il film è una storia di formazione che osserva spontaneamente lo stato emotivo di un giovane in un periodo confuso della sua vita. Lo spettatore trascorrerà un anno in sua compagnia tra le quattro mura di un appartamento sommerso di libri, fugaci trasferte a Milano e Torino per visite ad amici e parenti, per entrare in contatto con le ossessioni, le insicurezze e le intolleranze del personaggio principale. Il tallone d’Achille, che alla lunga diventa sempre più un ostacolo insormontabile per l’opera, sta dunque nell’incapacità del regista di consegnare allo spettatore un racconto che si possa definire tale ma solo una bozza, tra l’altro priva di una compattezza e di unità stilistica che lo accompagni dal primo all’ultimo fotogramma utile.


Blue Jacket

venerdì 14 marzo 2025

La destra e i miti

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Miti a destra! - ("Babbo Natale e il Salvatore per la destra Italiana.") 

Miei cari lettori, anche oggi vorrei ma non posso!! Quindi vi parlerò di Pollittica. La destra in Europa avanza ! E già !! Sembra che il merito non vada tutto ai suoi leader e partiti ma in parte questa avanzata si debba ai potenti mezzi della destra USA. In particolare ad Elon Musk & Co. O per meglio dire all'influenza dei loro media. Può essere che i social e i mezzi di comunicazione detenuti da alcuni Super Plutocrati USA abbiano influenzato l' avanzata delle destre in tutto l'orbe terraqueo. Però l'eccessiva genuflessione della destra Italiana e del nostro governo verso Trump e Musk, mi inquieta e mi fa pensare che la destra in Italia e non solo , non cambi mai e commetta sempre gli stessi errori. Nel 1940 scambiarono Hitler per Babbo Natale per cui hanno trascinato il bel paese in guerra convinti che i nazisti avrebbero vinto la guerra in breve tempo e soprattutto che Adolph avrebbe condiviso la vittoria e il " relativo bottino " con il nuovo alleato. Dato che Hitler e la Germania erano nostri amici. E oggi il nostro governo pensa che Trump il "salvatore" e Musk "Creso", siano nostri amici . È incredibile come la destra Italiana ( e non solo) tenda a far amicizia e a considerare come "grandi" tutti i ...... P. S. Sulla destra, e in particolare sulla destra Italiana puoi sempre contare. Non si smentisce mai!! Nonostante il passare del tempo compie sempre la stessa scelta. Cioè l'amicizia, e l'amore. Inoltre crede nella bontà, nella carità, nella generosità e nell' accoglienza ed anche in Babbo Natale e nel Nuovo Salvatore. 

nonno Elpho

Il Bruco Filippo episodio 3 - Un Bianco Incanto

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Ormai erano delle ore che la banda dei bruchi neri capeggiati da Masso, il grosso e prepotente capo bruco, stava dando la caccia al bruco Filippo. Masso era un bruco davvero molto grosso, il più grosso di tutti. Lui e la sua banda di brucacci cattivi, neri come il carbone, si erano messi alla ricerca del bruchino Filippo per fargli qualche dispetto, come piaceva a loro. Volevano maltrattarlo anche un po', perché no? Lo avevano deciso tutti quanti insieme. Decisione comune! Volevano insomma divertirsi con lui. Questa era la cosa peggiore! Erano veramente dei bruchi perfidi e... ignoranti. Dopo ore di ricerca e di inseguimento, non volevano proprio saperne di mollarlo, Non volevano concedergli neanche un istante di tregua. Non gli davano respiro e questa ormai era diventata una caccia spietata. Povero Filippo! Lui intanto, anche se terrorizzato dai suoi inseguitori e soprattutto stremato dalla fatica, come sempre succedeva quando veniva inseguito da qualche animaletto più grande di lui, continuava a correre più veloce che poteva, con tutti i suoi 1001 piedi, non uno di meno. Impegnandosi nella corsa per la salvezza, dando fondo a tutte le sue energie residue, cercò nel frattempo di trovare una soluzione per scamparla e di trovare un riparo sicuro. Ed ecco lì che a poca distanza da dove si trovava, proprio davanti a lui, scorse un buco, una piccola cavità in una roccia, ovvero quella che sembrava essere l'entrata di un luogo dove si sarebbe finalmente messo in salvo. La banda dei bruchi neri, lì, non avrebbe potuto raggiungerlo. Per loro infatti era un passaggio troppo piccolo viste le loro dimensioni. Arrivati lì davanti avrebbero dovuto rinunciare. E di questo Filippo era molto contento. Un po' meno lo sarebbe stato il prepotente Masso.

A quel punto, con un ultimo scatto bruchineo, il furbissimo Filippo percorse l'ultimo tratto di strada e si andò ad infilare nella cavità. Era finalmente in salvo! Attese giusto un po' per essere del tutto sicuro di esserlo davvero, facendo ogni tanto capolino al di fuori ma, fortuna per lui, non c'era più nessuno. Filippo l'aveva scampata bella stavolta. 

Mentre si trovava lì dentro ormai da un po' di tempo, ritornò sull'accaduto, convincendosi via via che, oltre alla fortuna che aveva avuto, gran parte del merito comunque ce l'aveva lui. Aveva creduto in se stesso, aveva creduto di potercela fare. E così fu! Filippo, un piccolo e fragile bruco, aveva avuto la meglio su un branco di bruchi bulli che volevano divertirsi a spese sue.

Lì dentro però cominciò piano piano a fare sempre più freddo. Filippo non era preparato per questo. Il freddo per lui era una cosa nuova vista la tenera età che aveva. Una sfida che non aveva mai dovuto affrontare fino a quel momento. Le basse temperature che si stavano facendo sentire in quella cavità di roccia, stavano mettendo a dura prova il suo corpo delicato, per nulla resistente ad esso. Cominciò quindi a tremare. A tremare sempre di più. Il freddo lo stava minacciando insomma e lui in realtà non comprendeva bene, essendo la prima volta, che cos'era quella brutta sensazione che provava. Il freddo... brutto, brutto, brutto! Continuò a tremare per parecchio tempo. Tremò... tremò... e rischiò quasi di addormentarsi, finché il suo corpo non fece un sussulto. Si destò e rimase immobile per qualche istante, Senza rendersi conto di cosa era accaduto. Si tirò così su sulle sue mille e uno zampine, si guardò attorno, a destra, a sinistra, indietro e poi guardò avanti. Guardò davanti a sé da dove arrivava la luce, verso l'uscita. Si avvicinò allora ad essa, con cautela e con altrettanta cautela mise la testa e poi le prime due zampine oltre ad essa, ma lì rimase, immobile, in silenzio e... con la paura dipinta sulla sua faccia di bruco. Oltre al freddo, adesso c'era di nuovo un'altra minaccia.

Improvvisamente Filippo aprì gli occhi. Si accorse subito di essere in preda ad un grande affanno. Faceva molta fatica a respirare. Il respiro era corto ed estremamente veloce. Si spaventò di questo. Che stava succedendo? Dove si trovava? Perché respirava in quel modo affannoso? Stava per caso morendo? Sembrava di sì, per lui. Ma invece...

Dopo un interminabile momento di paura per la sua vita, pian piano cominciò a calmarsi ed il suo respiro a tornare regolare. Intorno a lui, nulla. Solo il nulla, il silenzio e... il freddo. Tanto, tanto freddo. Ancora non capiva dove si trovava, ma ad un tratto, ormai calmo e lucido di mente, realizzò di trovarsi nella sua piccola dimora all'interno di un albero. Quello che aveva vissuto era stato soltanto un sogno. Ma quel freddo... perché faceva quel freddo? Filippo non smetteva di domandarselo. Si ricordò del sogno, anzi, dell'incubo che aveva avuto e piano piano, con cautela e con un pizzico di ansia, si avvicinò all'uscita e... sgranò gli occhi di fronte ad una immensa distesa bianca, luccicante e freddissima. Ma che cosa mai poteva essere quel candido manto bianco, quell'incanto? - si domandò. Aveva un aspetto così soffice che gli sembrò lo stesse invitando a tuffarcisi dentro per scomparire poi in un luogo sconosciuto per poi magari scoprire che lì sotto non c'era niente. "Che meraviglia!" - pensò. "Da dove è uscita fuori quella roba?" Filippo era un bruco molto curioso, ma a volte anche un po' incosciente. Molte volte si era già cacciato nei guai, se lo ricordava bene. Ma rimaneva comunque curioso. Oramai voleva scoprire a tutti i costi che cos'era quella distesa bianca che a lui appariva così bizzarra. 

La neve... la neve... ma lui ancora non sapeva di cosa si trattasse. Eh no, perché non l'aveva ancora mai vista nella sua giovane vita. E non sapeva neppure quanto fosse fredda. Ma Filippo era curioso, e voleva saperne di più.

Zampa dopo zampa, si avvicinò...

Avrei voluto...

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Avrei voluto scrivere e venire pubblicato
Avrei voluto fare la radio
Avrei voluto avere un mio ristorante pizzeria
Avrei voluto fare una collaborazione tra CD
Avrei voluto fare un mio sistema operativo
Avrei voluto giocare a calcio come professionista nella mia squadra del cuore
Avrei voluto brevettare una pizza dolce alle fragole
Avrei voluto ...
Avrei voluto l'erba voglio che non cresce neanche nei giardini dei re.

Nonno Elpho

venerdì 7 marzo 2025

Il buio è alle porte - Metafora del tempo in cui viviamo

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Con lo scoppio della guerra in Ucraina, scatenata dalla Russia dello Zar Vladimir Putin il 24 febbraio 2022, dalla quale ormai sono passati ben tre anni, dopo circa 80 anni di pace, un'epoca assai buia sembra essere senza più alcun dubbio alle porte del futuro. Perlomeno quello immediato. Ma non per questo deve preoccuparci poco.

Il mondo in cui viviamo oggi è sempre più governato da tiranni, con ancora poche eccezioni. Persone che guidano grandi paesi e nelle cui mani è racchiuso di conseguenza un grande potere. Potere che ovviamente essi, accecati da esso, utilizzano a proprio piacimento, compiacendo in primo luogo se stessi, le proprie mire, i propri desideri più reconditi, più oscuri, perversi, desideri di un tornaconto personale, anche togliendo a qualcuno qualcosa che non gli appartiene per farlo proprio, desideri di dominio incontrastato e di sottomissione dell'altro, che si vanno a perdere nelle infinite vie della loro esistenza fatte di scelte, mosse e tappe che li hanno forgiati, formati e dato origine a quello che sono ora. E quando tutto questo intricato, ostico percorso di vita non è una strada sana e percorribile senza o con pochi ostacoli, quelli giusti, anzi utili e formativi dei quali tutti noi abbiamo bisogno, ma piuttosto è fatto soprattutto di una superficie che è simile ad una lastra di ghiaccio in cui gli unici appigli utili per non scivolar via e finire chissà dove sono delle spine che ci procurano più dolore e sofferenza che mai, allora la persona che ne uscirà, che sarà stata creata, sarà tutt'altro che un bravo leader capace di condurre una nazione, uno stato fatto da un popolo che lo ama per quello che fa per lui, ma piuttosto una sorta di mostro senza quasi identità. Ma poco importa anche a lui stesso di averne una. L'unica cosa per esso importante è soddisfare la propria fame e la propria sete. Ma fame di cosa? Beh... di tutto, di ogni... cosa. Cioè di tutto quello che gli passa per la testa e che inizia a desiderare. Un desiderio che lo affamerà sempre di più, fino ad essere il desiderio stesso a divorare il mostro se egli, la persona in questione, non si sbrigherà a correre ai ripari e a soddisfare la sua fame. Se così non facesse, la fame non si placherebbe mai, e neanche il mostro!

Il desiderio di conquista e di potere è oggi vivo più che mai e cammina con le gambe dei leader del mondo, alimentandosi di loro stessi, e del mostro che è in loro. 

Ma come sempre accade nella storia, ogni cosa ha un inizio ed una fine. Speriamo sarà anche per questa volta così. Adesso siamo soltanto all'inizio, ma lo spero... tanto!

White Cosmos

E poi...sarà di nuovo primavera...

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È la seconda settimana che non scrivo. Questa stagione invernale sta durando più del previsto, in genere verso fine Febbraio si gira la medaglia. Invece quest'anno sta tardando. Di una settimana almeno. Cosa sta succedendo? Perché ancora quell'incolmabile vuoto mi tormenta? Sì, mi sento terribilmente vuoto dentro, non riesco ad amarmi e a farmi amare. Anche se non credo che lo riempia del tutto. Sono sempre così critico, giudicante nei miei confronti. E mi chiedo sempre, continuamente perché. Perché non sono come gli altri, perché sto sempre lì, cinicamente, ad analizzarmi sul perché le cose non vanno come dico io. E mi giudico. E soffro. E non faccio altro che allargare il vuoto di cui parlavo prima. E arrivano i pensieri, e le voci che mi affossano sempre di più...quando ho le manie è più bello, sono più facili da gestire. Devo solo resistere un altro po'...e poi...poi sarà di nuovo primavera.

Buio Totale

Sul litigio in diretta tra Trump e Zelensky

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Benarrabbiati e benarrabbiate a tutte e tutti dal vostro combattivo Fantozzi ragionier Ugo! Oggi poche idee, tranne il fatto che non ho ancora detto la mia sul recente incontro alla Casa Bianca tra Trump e Zelensky. E allora diciamocela qui in questo articolo... Per prima cosa, io non mi schiero né con l'uno né con l'altro, tanto per cambiare, anzi tanto per non cambiare. Su Trump ho già detto molto, ho detto che non credo affatto sia un portatore di pace, e in effetti in questo incontro ha dimostrato più di tenere alle terre rare che alla pace. Trump ha un po' maltrattato Zelensky, lo ha rimproverato perché non era in giacca e cravatta, gli ha detto che ha ben poche carte da giocare, che sta rimanendo con pochi soldati, in pratica forse gli voleva dire che sarebbe meglio perdere la guerra e lasciare che l'Ucraina venga conquistata interamente dalla Russia, ma ovviamente questo non si può dire. Si è risparmiato le sue amenità più estreme, quando nei giorni precedenti aveva definito Zelensky un dittatore e aveva detto che non avrebbe dovuto iniziare la guerra (una narrazione ribaltata insomma). Sul dittatore io avrei da dire una cosa, in Ucraina vige la legge marziale e se ti rifiuti di andare in guerra ti vengono a prendere a casa e su tik tok ho sentito dire che in Ucraina se ti beccano a casa con un libro su Marx ti fai 15 anni di carcere per associazione sovversiva! Questa cosa l'ho sentita su tik tok e non posso darla per certa, comunque se fosse vera il sovversivo è Zelensky. Del resto anche Putin ha fatto scappare i socialisti dalla Russia e il giornale marxista in lingua russa viene stampato in Italia. Questo anche per dire che certe cose andrebbero fatte per tempo, e non all'ultimo minuto quando ormai la situazione è un disastro! Comunque tornando ai due personaggi in questione, io ribadisco che non mi schiero né con l'uno né con l'altro, casomai posso solidarizzare con i soldati russi e ucraini che muoiono in questa guerra inutile, guerra che molto probabilmente alla lunga si concluderà con la vittoria della Russia, ma non è dato di sapere quando. Trump e Zelensky? Due buffoni!

Fantozzi ragionier Ugo

AMERICAN BEAUTY

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Di recente ho visto il film “American Beauty” e ne approfitto per fare una breve recensione. È stato uno dei fil più amati dal pubblico e dalla critica, vincitore di cinque premi oscar: miglior film, migliore regia, migliore fotografia, migliore sceneggiatura originale e miglior protagonista maschile. Il regista Sam Mendes si tuffa nella poetica della quotidianità, e lo fa tramite lo sguardo di un adulto in crisi di identità innamoratosi di un’adolescente amica della figlia. Il risultato è quello di un’opera dalla duplice natura in cui il fiore di una gioventù disinibita e smaliziata incrocia una maturità patetica nei suoi tentativi di emergere dall’indolenza. I sentimenti, le aspirazioni, le sensazioni, le emozioni passano attraverso la cartina di tornasole della regia che restituisce un perfetto spaccato di vita famigliare della media borghesia americana, oppressa dai suoi piccoli drammi quotidiani e dalla crisi coniugale. Lester Burnham è oppresso da una moglie isterica, arrampicatrice sociale e maniaca del proprio lavoro di agente immobiliare. Deve sopportarne le sfuriate, i tradimenti, il comportamento ossessivo e oppressivo. Ad un’esibizione della figlia come cheerleader di una squadra locale conosce Angela e se ne innamora follemente. Un amore imbevuto di passionalità che porterà Lester a lasciare il lavoro e a cambiare completamente stile di vita. Tante le scene che rendono questo film una meravigliosa galleria iconografica di sequenze memorabili, quella sicuramente più celebre e celebrata è il sogno di Lester nel quale Angela appare avvolta da un mare di petali di rosa rossa mentre ammicca maliziosamente. I petali fuoriescono dalla visione per andare dolcemente a cadere sul viso beatificato di Lester. In questa pellicola, la passione occupa un posto molto importante, di rilievo e fondamentale. Questo film infatti non delinea soltanto l'aspetto sociale di una singola famiglia, ma una classe sociale. La macchina da presa di Mendes entra silenziosamente nella strada dove il film si svolge. Nel finale, cioè con l’omicidio di Lester da parte della moglie, se ne va come se non fosse successo niente.
Sembra una storia narrata in capitoli di un racconto. Ogni capitolo ha il suo evento scatenante. C'è un chiaro riferimento a “La Finestra Sul Cortile di Hitchcock”. Il ragazzo con una videocamera amatoriale che filma quello che sta succedendo nella casa accanto. Questa videocamera sostituisce il famoso binocolo di James Stewart nel film di Sir Alfred. La possibilità di camminare sostituisce la sedia a rotelle. Però il contesto e il succo è sempre lo stesso. In definitiva un’opera che fustiga ferocemente gli ideali di una classe sociale in crisi.




Blue Jacket