Duemila anni fa i discepoli e Gesù condividevano i pasti e mangiavano insieme. Spezzavano lo stesso pane, e bevevano lo stesso vino. Forse, era così!! Io non c'ero duemila anni fa (sono vecchio ma non così vecchio). D'altronde il condividere il cibo, il mangiare insieme, il ritrovarsi per mettersi tutti a tavola e consumare il rito del pranzo o della cena o di qualsivoglia pasto, è un'antichissima usanza. La convivialità o il rito di mangiare insieme è vecchio come il cucco ed è uno strumento fondamentale per creare e rafforzare i legami sociali, comunitari e culturali, trasformando il semplice nutrimento in un'esperienza di condivisione, relazione e celebrazione. E secondo alcuni promuove la salute mentale, riduce ansia e la depressione, favorisce una dieta più sana e aumenta il senso di appartenza. Chi lo avrebbe mai detto che il condividere il cibo, il mangiare insieme agli altri, il ritrovarsi insieme per consumare un pasto potesse avere tutte queste implicazioni?? Naturalmente il vostro nonnino aveva qualche sentore di ciò, forse, ma si sa nella vita non ci sono certezze. Ormai siamo tutte isole anche a tavola, e non sia mai che a qualcuno venga in mente di stare insieme, condividendo un caffè, un dolce, o un gesto che esprima empatia e affetto. È pericolosissimo!
Nonno Elpho

Grazia
RispondiEliminaQuesto post è proprio bello
RispondiEliminaMi piace
Hai ragione Nonno Elpho
Convivialità Solidarietà, ora sembrano quasi parolacce per me sono sinonimi e mia madre me le ha insegnate come prime parole, da mettere in pratica , fin da piccola. Ti abbraccio 🤗🌈