venerdì 7 aprile 2023

Il vento è scultore




La mostra su Pericle Fazzini, lo scultore del vento, devo dire, non mi ha catturato granché. Anzi a dir la verità, molto poco. Le sue opere non le ho trovate molto interessanti sotto il profilo della qualità estetica. Erano semplici e poco dettagliate. I corpi delle persone rappresentate si riconoscevano più che altro dalla loro forma complessiva, cioè osservandoli si distingueva la forma di un corpo umano, ma invece per nulla, secondo me, dal realismo delle forme. Osservando queste opere, quello che mi è venuto spontaneo pensare, è che l' artista non si sia sforzato molto per realizzarle. Le ha terminate in modo abbastanza sbrigativo, senza dare molta importanza ai dettagli, per l' appunto, magari perché non ne era proprio capace, o magari anche svogliato, che ne sappiamo, tutto può essere. Ha voluto invece dare molto più risalto e attenzione alla qualità alla questione del vento. Ovvero far sì che, guardando le sue opere, si capisse subito o quasi, insomma con poco sforzo mentale, il vento fosse il vero protagonista, che saltasse subito alla vista e fosse evidente. Il vento, nelle sue opere domina tutto ed ha la prevalenza su ciò che è rappresentato, sulla scultura stessa. Domina le forme, plasmandole secondo la sua volontà e forza. Ciò che si vede non sono più soltanto semplici corpi umani intatti, così come sono, ma corpi umani le cui linee e le cui caratteristiche sono state volute e scolpite dal vento, unica forza dominante delle opere di Pericle Fazzini. Il vento decide quale forma devono avere i suoi corpi, a scapito di tutto il resto. Da qui nasce, secondo me, la semplicità delle forme e l' inconsistenza dei dettagli, quasi del tutto assenti.

White Cosmos

 

 

Nessun commento:

Posta un commento