venerdì 9 gennaio 2026

VADEMECUM BUONI PROPOSITI PER IL 2026...


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 Io mi voglio bene! Io vado bene! Io mi piaccio! Io desidero! Io amo!!! 

E' cominciato un nuovo anno. E per vederla da un certo punto di vista, anche una nuova vita. Eh si, un nuovo anno e un nuovo inizio, una ripartenza. Tutto riparte, magari dall' inizio, oppure soltanto dopo una pausa, ma bisogna ricominciare. È una possibilità. È un dovere. Non lo è soltanto rivolto a noi stessi ma anche rivolto agli altri. Così, la vita va avanti.

Io, per quanto mi riguarda, voglio ricominciare, continuare tutto, meglio di prima, più forte che mai. Voglio ripartire con sprint incredibile, indomabile. Voglio ripartire dando il meglio di me stesso, a me ed agli altri, pensando che non sia comunque il massimo che potrò dare in futuro. Sì! Questo ci tengo a dirlo e a sottolinearlo: "Noi come esseri umani, con corpo e mente, con forza e intelligenza, abbiamo sempre dalla nostra la possibilità di migliorare". Questo è da tener sempre come obiettivo, altrimenti non potremmo farlo. Dobbiamo essere consapevoli dei limiti che la natura ci ha imposto ma non dobbiamo accontentarci. La ricerca e il miglioramento sempre davanti a noi, anche se dovessero essere in fondo ad una strada lunga con la meta che neanche riusciamo a vedere. Andare avanti!

La felicità non sta nell' obiettivo raggiunto piuttosto nella strada che si fa per raggiungerlo, comprensiva di difficoltà. 

 Se ti vuoi bene, non strafare. Ascoltati!

 Se ti vuoi bene, non ti esporre se non possiedi difese adeguate. Piuttosto fatti accompagnare!

 Se ti vuoi bene, non correre. Rallenta!

 Se vuoi farti voler bene dagli altri, non gridare. Ascoltali! Magari scoprirai qualcosa che non sapevi...

 Se vuoi bene al tuo corpo, non andare oltre ai suoi limiti attuali. Superali poco alla volta, dagli tempo e vedrai che sarà più facile di quanto pensavi.

 Se ti vuoi bene, smetti di fumare! La sigaretta non è tua alleata. Se lo hai già fatto, sei un eroe! Complimenti.

 Se ti vuoi bene, non fare tutto quello che ti viene detto, pensando sia sempre la cosa più giusta da fare. Ascolta prima te stesso!

 Se ti vuoi bene, non guardare in basso! Guarda in alto! 

 Se vuoi vedere di più, non tenere gli occhi aperti. Chiudili! 

 Se vuoi conquistare qualcosa, ammirala, e con tutta probabilità sarà tua!

 Se ti vuoi bene, non fare grandi abbuffate. Il cibo non è sempre tuo amico. Ascolta il tuo stomaco!

 Se ti vuoi bene, non passare intere giornate seduto sul divano o steso sul letto. Alzati! Muoviti! Il tuo corpo e la tua mente non aspettano altro. Lo richiedono a gran voce.

 Se ti vuoi bene, non ti isolare. Unisciti agli altri e vivrai meglio. Non è bello avere un rapporto troppo stretto con la propria mente. Essa può rivelarsi una cattiva compagnia.


 Se ami te stesso, il mondo, la vita, non esitare! Non mollare! Guarda dritto e vai! 


White Cosmos

Mors mortis



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La vita serve a prepararsi per la morte o dovrebbe servire a ciò?? Sembrerebbe almeno secondo Nietzsche che la morte non sia una cosa da cui fuggire, ma un esame a cui bisogna prepararsi e a cui nessuno si può sottrarre, forse. Mi sono chiesto per fare cosa??Perché sprecare tempo per prepararsi alla morte? Perché trattarla? Che benefici può darmi il prepararmi alla morte? Cosa significa? Quanto tempo mi richiede? E soprattutto se poi la morte mi coglie repentinamente quando non sono pronto o senza accorgermene? Che senso ha? Ma poi è possibile essere pronti e prepararsi a un evento come la morte?? Sto facendo un sacco di domande e sinceramente non mi curo delle risposte e neanche delle ricerche e dei miei ricordi su Nietzsche ,il nichilismo, la morte, etc. Perché non credo che il prepararsi, il pensare, o il filosofeggiare sulla morte mi possa aiutare a morire e neanche a vivere. Anche se ho dei dubbi sulla prima. Comunque ne sto scrivendo, e ci ho anche pensato, per quel che posso pensare. E l' unica cosa che mi viene in mente da dire, o che voglio ancora dire , è che il non sapere quando si deve morire, in fondo aiuta . Aiuta a vivere! Perché non si è pressati da una data, da un termine, che incombe sulle nostre teste(è il caso di dire, ma sì diciamolo). Volendo si può vivere in maniera più rilassata, meno consapevole, del termine, della fine. In fondo il sapere che dobbiamo morire, ma ignorare il quando, non è detto che sia negativo, anzi in questo caso l'ignoranza potrebbe essere utile e vantaggiosa per poter vivere appieno o comunque al nostro meglio , o in qualsiasi modo riusciamo, la nostra vita. In fondo se come dice il proverbio non tutti i mali vengono per nuocere, può darsi che anche l'ignoranza in questo caso non sia nociva, ma benevola. Perché pensare di prepararsi per la morte o per un'altra vita, in questa vita? Viviamo adesso! Vogliamoci bene adesso! Amiamo adesso! Siamo in pace con noi stessi e con gli altri adesso, cioè nella nostra vita terrena. Facciamo tutte queste cose per questa vita e senza altro scopo. Forse il vivere in sé, è più importante di prepararsi od essere pronti alla morte, e forse ciò ci aiuterà anche per "l'altra vita", forse..., ma anche se non fosse così, il vostro nonnino preferisce pensare, agire, scrivere, amare, provare dolore o gioia, etc, senza neanche chiedersi se ciò sia propedeutico all'inevitabile o a un'altra vita. E se lo è, francamente me ne infischio. 

P. S. Totò scrisse una bellissima poesia "a livella" per dire come di fronte alla morte siamo tutti uguali. E a me sembrava che non avesse tutti i torti, ma neanche tutte le ragioni. Perché oltre le differenze sociali, economiche, etc, ci sono delle differenze che neanche la morte riesce a livellare. 

Nonno Elpho

ATTITUDINI NESSUNA

    https://www.trentinospettacoli.it/eventi/attitudini-nessuna/

E’ il documentario che racconta le origini, l’amicizia e la carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo: un viaggio sincero tra risate, ricordi e successi. Quando un gruppo artistico resta nel cuore del pubblico per decenni, la curiosità su cosa ci sia dietro le quinte cresce. Con “Attitudini Nessuna”, la regista Sophie Chiarello decide non solo di celebrare il successo del trio comico, ma di raccontarne la storia con onestà: le origini difficili, la gavetta, le fragilità, le amicizie, i momenti di crisi. Il risultato è un documentario che punta a essere autentico, senza retorica, un racconto di formazione e di vita, oltre che di comicità. Il documentario inizia da prima che Aldo, Giovanni e Giacomo diventassero “icone”: li segue nei luoghi della loro infanzia, nei primi anni di gavetta tra teatri, locali, piccoli palcoscenici. Racconta di un loro passo per passo, l’incontro casuale, l’amicizia nata tra risate e speranze, la decisione di provarci davvero, la precarietà, i rifiuti, le attese. Con l’aiuto di colleghi, amici e collaboratori, come Marina Massironi, Paolo Rossi e Arturo Brachetti, il film ricostruisce il percorso che ha portato il trio da un sogno tra bar e palchetti minori fino ai successi teatrali, televisivi e cinematografici, diventando una vera leggenda della comicità italiana. Il titolo stesso “Attitudini Nessuna”, richiama un episodio simbolico: compariva su una pagella delle scuole medie di Aldo come commento scolastico negativo (“nessuna attitudine”). Quel commento, crudele e demotivante, diventa il fulcro di una rivendicazione: dimostrare che con passione, amicizia e lavoro si può costruire qualcosa di solido, significativo e duraturo. Il documentario mescola immagini d’archivio, interviste sincere, ricordi di vita e momenti di riflessione: emergono fragilità, dubbi, momenti di crisi, non solo trionfi. È proprio questa onestà che rende la pellicola più di una celebrazione: un diario intimo a tre voci, un racconto umano prima ancora che artistico. Sophie Chiarello, già nota per il suo precedente documentario premiato, ha scelto consapevolmente di evitare la celebrazione vistosa, la nostalgia patinata, i fasti del successo. Al contrario, il film adotta un approccio sobrio, rispettoso, fatto di silenzi, pause, spazi vuoti che lasciano respirare ricordi e nostalgie. Non c’è enfasi, non c’è retorica: c’è il racconto della fatica, del dubbio, della pazienza, del talento che emerge lentamente, come si formano le storie, le amicizie, le carriere, i sogni. Il risultato è un’opera intima, capace di far ridere ma anche riflettere. Capace di restituire la dimensione quotidiana di chi, con tanto lavoro, passione e amicizia, è riuscito a cambiare il volto della commedia italiana. Una lezione di amicizia, perseveranza e talento e per ricordare che dietro una risata c’è sempre lavoro, dedizione e a volte anche dolore. Un’occasione per riscoprire la comicità italiana dal vivo con testimonianze, aneddoti, volti noti e una consapevolezza nuova su cosa significhi stare insieme sul palco.


Blue Jacket