Quella singola ora passata al Quadraro, quartiere di
fondamentale rilevanza storica a sud-est di Roma, ha fatto luce sulla sua
storia, che si rifa al tempo della seconda guerra mondiale, durante la quale
sono avvenuti fatti tragici ma anche fatti cruciali per la strada che poi
avrebbe portato alla fine della guerra. Qui infatti, il 17 aprile 1944, è
avvenuto un rastrellamento nazista per cercare di stroncare una delle forme meglio
organizzate della resistenza romana all' occupazione nazi-fascista tra il
settembre 1943 e il giugno 1944. Vorrei ricordare che tutti i circa 750
deportati erano uomini. I tedeschi infatti hanno risparmiato le donne. Che
animo buono! Questi uomini, provenienti da tutti i ceti sociali possibili,
finirono poi a lavorare in fabbriche dislocate in Austria, Polonia e Germania.
Al Quadraro, di recente, cominciarono a comparire numerosi murales che
ricordano i fatti di quell' epoca, per non dimenticare mai. Uno di quelli che,
a mio avviso, è sicuramente il più rappresentativo, è il cosiddetto “Nido di
Vespe”, definizione data al quartiere dal comandante della Gestapo a Roma,
Kappler. I muri di questo “paese” nella città, che è il Quadraro, fatto di
casette a una o due piani, che costituiscono parte di esso, sono ormai da una
decina di anni espressione di questa forma di arte storica, l' arte della
resistenza, che scava nelle radici più profonde della nostra libertà.
White Cosmos