
Un soffitto crollato; pareti pelose; tamburi che si suonano da soli, come per magia; farfalle nere attaccate dappertutto lungo una scala; vestiti di ogni stile, forma ed epoca appesi al soffitto creando una certa inquietudine; un labirinto luminoso claustrofobico; un corridoio con luci psichedeliche uguale da ogni lato che ti fa perdere l' orientamento (io per l' appunto non avevo capito che ad un certo punto dovevo girare a sinistra e sono andato contro la parete che avevo di fronte. Mi sono sentito proprio uno scemo!). Che strani sogni! Nooo, non erano dei sogni ragazzi/e, era ciò che era contenuto nella mostra “Crazy” al Chiostro del Bramante di Roma, sull' arte moderna. Sembravano tutti matti! Bhè, in un certo senso... Proprio matti da legare, ma prima di legarli, lasciateli lavorare, perché le loro opere, seppur strane, o meglio inconsuete, sono davvero curiose, originali, e vale davvero la pena vederle. Parola mia. Voi direte: “Allora nun ce vado proprio a vederle!” Bhè, fate come ve pare. Io però ve le consiglio! Vero Giulio? (Giulio è un nostro amico che odia questo tipo di arte contemporanea). Non che a me piaccia, neanche posso dirlo, mi dispiace, ma semplicemente non sono prevenuto. Un occhio curioso sono sempre disponibile a buttarcelo sulle cose che non ho mai visto. Non vorrei perdermi qualcosa di cui potrei innamorarmi. O qualcuna... Piacevoli incontri si possono fare in qualunque occasione. Su avanti, ditemelo: “Ma questo che c' entra con quello che stavi dicendo? Niente... E' solo una piccola deviazione che ogni tanto la mia mente ha. Scusate. Anche io sono crazyyy!!!
Mi concentro adesso sulle singole opere.
Prima opera. Non appena entrati, siamo stati subito colpiti da un soffitto crollato. Nooo, non ci siamo fatti male. Siamo stati colpiti nel senso che che siamo rimasti sorpresi da questo soffitto che cadeva a terra in pezzi, ridotto in macerie in cui erano ben visibili tutte le parti interne, uscite fuori per via del crollo. Un' istantanea molto dura ed ansiogena, che ti riporta alla mente sia il momento immoto di un crollo reale, dopo il quale niente più si muove, e forse neanche più qualcuno, sia un crollo psicologico, mentale, durante il quale il caos regna e domina la mente del diretto interessato. Quindi quest' opera ha sicuramente un doppio significato, entrambi riguardanti qualcosa di molto spiacevole per ognuno di noi.
Seconda opera. (Specifico che non sono in ordine perché non me le ricordo tutte e non sono in sequenza. Per questo non come farmi perdonare. Anzi, mi rendo disponibile per qualunque favore personale per colui o colei che si sentisse colpito/a nel profondo per questa mia mancanza).
A parer mio l' opera più inquietante. Entrando in una stanza, c' erano due tamburi. Uno appoggiato per terra, l' altro appeso al soffitto, che si suonavano da soli. AAAAAHHHHH! Ogni tanto si fermavano, e poi ripartivano. Mamma mia che paura! Sembrava la stanza di un film horror. Terrificante.
Terza opera. Tante belle farfalline che si erano posate felici sulle scale, sulle pareti e sul soffitto, un po' dappertutto, ricoprendo agiatamente ogni spazio. Che bello! Peccato che erano tutte nere e avevano infestato le scale come delle cavallette. Non erano delicatamente appoggiate, erano letteralmente avvinghiate alle pareti, ad ogni cosa, e non davano per niente l' idea di volersi staccare. Erano le farfalle del demonio. Ma era tutto molto romantico. Ecco, questa contraddizione tra lo sfolgorio di colori e la delicatezza rappresentati dalle farfalle così come sono in natura, e il come invece sono state rappresentate mostra due punti di vista, due aspetti opposti e contraddittori che un' unica cosa può avere in sé, guardandola per l' appunto da un punto d' osservazione diverso. E ognuno di noi vedrà dunque più l' uno o l' altro aspetto, e questo in base alle proprie esperienze di vita. Quest' ultima rappresenta l' opera più affascinante e che più mi è piaciuta.
Quarta opera. Tanti soffici batuffoli colorati come un arcobaleno ricoprivano tutto un corridoio tranne il pavimento. Questo di primo acchito mi ha messo sia allegria per via dei tanti colori, sia un certo senso di oppressione. Mi sono sentito come circondato da qualcosa che non mi avrebbe più lasciato via d' uscita. Mi sono sentito quasi schiacciato idealmente da tutti quei batuffoli attaccati alle pareti. Avevo quasi la sensazione di essere sigillato da essi. Quella peluria sembrava proprio aver chiuso ogni poro. Erano peli, erano soffici, batuffolosi, pronti quasi a coccolarti, ma sembravano esser cemento. Sensazione angosciante. E pure qui un' altra bella contraddizione.
Quinta opera. Tanti bei vestiti, sia maschili che femminili, appesi al soffitto, in file ordinate. Vestiti che a vederli probabilmente nessuno metterebbe se non in qualche strana occasione a tema, magari unica nella vita, ad esempio una festa o un ballo in maschera. Molti di essi erano infatti risalenti chiaramente ad un' epoca passata. Diciamo anche a qualche centinaio di anni fa. Vederli cadere dal soffitto in quel modo, ad occupare un' intera stanza, seppur piccola, era abbastanza inquietante. Sembrava quasi contenessero un corpo dentro, immobile e che non si vedeva. Sembrava potessero prender vita da un momento all' altro e venirci a prendere. Un altro aspetto, è che tutte le donne del gruppo, ad un certo punto si sono scordate dell' opera e si sono messe a guardarli, nonché a sceglierli, confrontandosi tra di loro su quali fossero i più belli, come se fossero a tutti gli effetti entrate in un negozio di abbigliamento per acquistare un vestito. Non volevano più uscire da lì. Noo, scherzo dai. L' ho fatto anche io insieme a loro.
Non ho comunque capito il significato dell' opera. Dovrei chiedere ad un vero intenditore. Giuliooo!
Mi fermo qui, anche se le opere contenute nella mostra continuerebbero. Ce ne sarebbero altre, altrettanto originali quanto interessanti di cui discutere, ma mi fermo qui.
Sto uscendo Crazyyy!!!
White Cosmos