In questa recensione dedicata a Guillermo del Toro (regista che ha di recente vinto due premi Oscar) metterò a confronto due dei suoi film che più mi hanno colpita (per motivi opposti): Hellboy 2 e Il labirinto del fauno.
I film di del Toro sono caratterizzati dalla presenza di mostri e sono di una fantasia di tipo gotica.
Hellboy 2
Hellboy 2 (ovvero Hellboy: The Golden Army) parla di Hellboy, un demone supereroe che lavora per il governo americano, e delle sue avventure in un mondo parallelo a quello umano, fatto di troll, elfi e mostri. In questo mondo, il principe degli elfi trama per risvegliare la pericolosa armata dorata che giace dormiente in un luogo segreto, e usarla per distruggere gli umani e il loro mondo.
Tocca a Hellboy e la sua ciurma fermarlo.
Hellboy 2 è stato fatto molto bene: ha una ricca trama, una bella storia ed è accattivante anche per i personaggi, i costumi e la scenografia.
L'uso di una fantasia gotica calza bene in questo film (il protagonista è dopotutto un demone supereroe e l'uso di una fantasia gotica si sposa a perfezione con la trama della storia).
Infine Hellboy ha uno spiccato senso dell'umorismo.
Il labirinto del fauno
Questo film è un po' più complicato perché ci sono due storie, una sulla guerra tra partigiani e soldati franchisti (siamo nella Spagna nell'era franchista) che fa da sfondo alla storia principale: un re di un mondo fantastico perde la sua figlia che curiosa del mondo dei mortali evade le guardie e sale su verso il mondo degli umani. Non appena si affaccia al sole questa perde cognizione di chi è, diventa anch'essa mortale, s'invecchia e infine muore. Ma il re è convinto che la sua anima riapparirà in un altro corpo, in un altro tempo. Ritroverà l'anima della figlia perduta secoli dopo in una ragazza comune che vive nella Spagna franchista (Ofelia). Però prima di fare ritorno al regno degli immortali, essa dovrà superare tre prove.

Trovo che mischiare questi due mondi, quello fantastico con quello della dura realtà del franchismo, stona oltre a creare un effetto disorientante. Sarebbe stato meglio se del Toro si fosse concentrato su una storia: o su quella della principessa perduta o su quella della guerra tra partigiani e soldati franchisti.
Un film inoltre troppo opprimente, che non da tregua e dove l'ambiente è costantemente cupo e oscuro. La tragica fine è il colpo di grazia a un film che esteticamente stride nell'occhio e che è stato diretto male.
Insomma, Guillermo del Toro si presenta come un regista controverso; uno dei suoi film ha una solida storia e dei belli effetti speciali (Hellboy) mentre l'altro non regge al confronto di questo: è stato proprio diretto male (Il labirinto del fauno). È difficile credere che due film così diversi possano essere stati diretti dallo stesso regista.
Lyf